Descrizione

DIASTE, nome d’arte di Luca Martella è un artista romano, classe 1999, che unisce indie rock, alternative pop e post punk in un sound originale e contemporaneo. Polistrumentista (chitarra, basso, pianoforte) e producer, trae ispirazione da artisti come King Krule, Slowthai e Yves Tumor.

Dopo aver mosso i primi passi come Verde Acqua – con singoli entrati nella playlist editoriale di SPOTIFY “SANGUEGIOVANE”, sceglie di intraprendere un nuovo percorso artistico sotto il nome Diaste, simbolo di autenticità e di bellezza nelle imperfezioni.

L’artista infatti ha un diastema da quando è piccolo, che crescendo ha deciso di non chiudere nonostante gli fosse stato consigliato da chi considerava questa sua caratteristica come “strana”.

Diaste ha deciso di rimanere fedele a sé stesso, senza ascoltare ciò che avrebbero voluto gli altri per lui. Ora considera il diastema come espressione della bellezza nascosta nelle imperfezioni e anche in ciò che esce dal canonico e dall’ordinario. Spera che anche altre persone possano riconoscersi in questa visione, trovando la forza di abbracciare ciò che le rende uniche.

Con un background da busker e una presenza costante negli Open Mic e nei club di Roma, Diaste pubblica il primo singolo ufficiale “Skifo/Felice”, per Kiwi Dischi, distribuito da Metatron Group e Universal Music Italia.

Il singolo viene seguito da “Sogni Coltello”, brano che rimane all’interno delle playlist editoriali SPOTIFY, “NOVITÀ INDIE ITALIANO” e “SANGUEGIOVANE” per quattro settimane consecutive, oltre che nella playlist editoriale di APPLE MUSIC, “ROCK ITALIANO”.

Il 3 ottobre è uscito il singolo “Giochi con me”, in collaborazione con il cantautore indie alternative Mitch, seguito dal singolo “non esisto +”.

Venerdì 8 maggio è uscito l’energico singolo indie rock, dal sound d’ispirazione garage rock, “Ricordi/Saliva”.

«‘Ricordi/Saliva’ è un brano indie rock che racconta di una storia d’amore durata giusto il tempo di scrivere questo brano e in cui le due persone volevano cose diverse e non sono riuscite ad ‘incastrare’ e amalgamare i loro bisogni al meglio».

Credits

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