Esercizi per Scomparire

Esercizi per Scomparire

Diego Nota

2018 - Cantautoriale, Alternativo, Pop rock

Descrizione

TRACKLIST
1.Il Mare e la Torta
02.L’Estate passa in fretta, Charlie Brown!
03.Non sono di Latina
04.Non dipende da noi due
05.Piangono le ragazze
06.Kong

l Mare e la Torta
Il titolo della canzone prende spunto dalla traduzione del nome di un gruppo musicale post-rock statunitense, The Sea and the Cake. Gruppo che mi ha influenzato nelle sonorità di questo brano. Il ritornello della canzone invece è stato preso da una canzoncina creata da mia nipote quando aveva 3 anni: “Sono questo pesce e il mare è preziosissimo”. Ho interpretato la frase come un meraviglioso inno a sé stessi: sono questo pesce, ed il mare diventa preziosissimo perché dentro ci sono io!
Testo:
Sono questo pesce e il mare è preziosissimo. Siamo cresciuti tra i fili d’argento nei campi fioriti nei giorni d’estate Le ore cupe d’inverno rubavano un senso alle nostre esistenze illuse Abbiamo perso ma non farci caso perché avremmo perso lo stesso in due Ci siamo persi nel dare per certe alcune promesse che sono sparite. Sono questo pesce e il mare è preziosissimo.

L’Estate passa in fretta, Charlie Brown!
Ho scritto questo testo di getto (dopo essere tornato dalle ferie estive), dettato dal solo pensiero di dover tornare alla normalità dei giorni lavorativi, di dover riprendere i ritmi forzati delle dieci/dodici ore di lavoro giornaliero. “Siamo la logica dei padroni” anche nei nostri dispiaceri, nei nostri malcontenti, nella nostra repressa iniziativa di ribellione.
Testo:

I treni partono per viaggi che non so
Poi d’improvviso arriva l’estate dal fondo placido delle campagne
Le grinfie sul viso che avevi d’inverno ritorneranno in bassa stagione
Le note distratte di un karaoke
La noncuranza di tutte le cose
La tenda piantata sulla sponda del fiume
La mente che spegne l’interruttore
Poi d’improvviso arriva l’Estate
Metto da parte l’ostinazione
Cresciuta in silenzio con il dolore
Cresciuta in un’altra stagione
I treni partono per viaggi che non so
Poi d’improvviso finisce l’estate
Settembre ha distrutto la nostra illusione
Settembre è tornato a fare rumore sotto il giudizio distratto del sole
Non siamo in grado di dare le dimissioni
Siamo la logica dei padroni
E ci arrendiamo al suono della sveglia
Ed aspettiamo le vacanze a natale
Ma forse c’è una soluzione è stata dura prima di capire
Ma non ve lo voglio dire, vi meritate la merda del mare

Non sono di Latina
Di recente mi sono trasferito da un microscopico paese di provincia ad una grande città. Dove vivevo prima succede ben poco: le persone si conoscono tutte, non esistono locali di tendenza né posti giusti dove incontrarsi. C'è un solo bar ed in esso convergono tutte le tipologie di giovani: gli emo con gli anarcopunk, quelli a cui piace l'hip hop con quelli che ascoltano Gigi d'Alessio, i metallari con i dark e gli skaters, le fashion blogger con le signore che si incontrano per dire il rosario della sera. Nella città in cui vivo ora invece se appartieni ad una subcultura specifica rischi di vivere per sempre con i tuoi simili, praticamente una condanna.
Testo:

Tu sei chic come il mio nesquik
Dimenticato nella credenza di casa dal ‘93
Come sei retrò, come quel bistrot
Dove gli artisti con la barba si dimenano davanti a te
Sei Kitsch come quei blue jeans
Dimenticati nell’armadio di tua madre dall’83
Non sono una ragazza di vent’anni non uso cocaina
Non ho le conoscenze per avere premi
Non agito la folla sotto i palchi
Non sono di Latina
Le impronte digitali delle tue mani
Sono lo slogan dei crepuscolari
Localizzati dai telefonini cellulari
Per dio guarda come sono io
Sono il ritratto della delusione anche per colpa tua
Siamo le galline dell’egocentrismo
siamo le pecore dell’individualismo
siamo i peggiori servi di Cristo
siamo le cornacchie del turbocapitalismo
Non sono una ragazza di vent’anni non uso cocaina
Non ho le conoscenze per avere premi
Non agito la folla sotto i palchi
Non sono di Latina
Le impronte digitali delle tue mani
Sono lo slogan dei crepuscolari
Localizzati dai telefonini cellulari
Localizzati dai telefonini cellulari

Non dipende da noi due
Qualunque sia la persona di cui tu sia innamorato, non inibirti a causa del giudizio sommario degli altri. Le persone distratte sono il male della società, l'unico modo per combattere questo male è la forza con cui amiamo chi decidiamo noi, chi scegliamo noi. Loro sapranno insegnarci a disinibirci da tutto lo sporco del mondo. Spesso quello che siamo non dipende da noi due, ma dall'amore o dall'odio che gli altri riversano su noi stessi.
Testo:

Francesco le albicocche con le pere
Che mi hai lasciato nel giardino la mattina prima che sei andato via
Mi hanno ricordato che gli alberi non gridano
Perdono le foglie ma non si disperano
Cresceranno le altre rigogliose e forti
Non dipende da noi due
Balla una volta tanto
Stacca quel gomito da quel biliardo
Non sei mai stato così importante
Se balli male nessuno si offende
Balla che sembri un tronco
Se resti fermo non cambia niente
Se resti fermo nessuno si offende
L’anno che ho iniziato a suonare Il 17 luglio l’Italia perdeva il mondiale
L’amarezza di un rigore sbagliato
E una carriera in cui non ho mai sfondato
Avevamo quindici anni
Ed eravamo persi.
Balla una volta tanto
Stacca quel gomito da quel biliardo
Non sei mai stato così importante
Se balli male nessuno si offende
Balla che sembri un tronco
Se resti fermo non cambia niente
Se resti fermo nessuno si offende

Piangono le ragazze
Ho dedicato questa canzone alla persona che amo. Le ho voluto dire che sono bello come Gesù. Testo:

Piangono le ragazze quando passa Gesù
Con i capelli buttati al vento e con gli occhi blu
Vive nei loro cuori un dubbio che non andrà via
Chiedergli se portarselo a letto oppure mandarlo via
Mentre le tue giornate trascorrono con lentezza
Trovi sollievo nella speranza
Che svanisce come la brezza.
Nella farina dei panettieri della mattina
Nei delinquenti delle prigioni nelle ossessioni
Nella reazione della violenza dei poliziotti
Negli occhi tristi di tuo fratello
Ma la paura durante la notte dei farmacisti
Quando la luna è coperta dal vuoto dell’eroina
Nella mattina
C' è una porzione di luna piena che splende sulla tua schiena
Illumina la tua pelle indifesa illumina la mia pena
Come l’increspatura del mare batte sopra lo scoglio
Senza più darti un momento di pace ti abbraccio durante il sonno
Mentre le tue giornate trascorrono con lentezza
Trovi sollievo nella speranza che svanisce come la brezza

Kong
I protagonisti di questo testo perdono l'equilibrio: zoppicano, non riescono a reggersi in piedi e non riescono a raggiungere alcun punto d'appoggio: stanno quasi per crollare a terra, stanno per cedere, ma non riescono a cadere, camminano a stento... eppure proseguono. Sono poveri ed insospettabili, senza carisma, mortificati dalla loro rinuncia di aver voluto in qualche modo emergere. Sono prede del loro stesso fallimento, sono tutti “strafatti di malinconia”.
Testo:

Parte il ticchettio delle tastiere negli uffici della capitale come siamo messi male quando rifiutiamo di accettare ciò che siamo diventati quel che non abbiamo potuto realizzare lo vogliamo cancellare dove stiamo andando chi vogliamo accontentare?
L'erba del vicino era cemento dove brulicavano gli insetti di un meschino fallimento come siamo messi male quando il nostro scoramento esistenziale lo vogliamo ricoprire con le foglie secche del vicino davanzale chi vogliamo illudere? Cosa vogliamo mascherare?
Quanto brucia la sconfitta
L'orizzonte che si eclissa
La stanchezza esistenziale
Ma siamo tutti drogati
Le preghiere dette male
Le scongiure quotidiane
Ma siamo tutti strafatti di malinconia
Parte il ticchettio delle lancette per un altro capodanno
Non lo voglio festeggiare voglio solo maledire
Lo sfrenato e malinconico divertimento.
I propositi allo specchio sono un fallimento
Torna il mio cinismo turbolento
Che si insinua come un virus nella testa dello stupido di turno tu che sei la figlia delle stelle la più bella tra le belle annoiata della condizione umana fammi luce in questo fine settimana.

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