Con il loro primo EP autoprodotto, da perfetti sconosciuti i Diva sono finiti dritti nella hotlist del mese di giugno 2012 della rivista Rolling Stone al fianco di nomi come Beastie Boys, Blur, Guns'n'Roses, Santigold. E poi, recensioni positive se non entusiastiche da parte delle più toste webzine italiane.

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"Stavate cercando il Jarvis Cocker italiano? Forse l'avete trovato". Rolling Stone
"La via nazionalpopolare al brit-floor". Nazioneindiana
"Lavoro a dir poco azzeccato, fa centro lasciando la voglia di ascoltare qualcosa di più … in questo momento una band del genere manca all’appello della scena italiana". Rocklab
"Un tiro, un'ispirazione e una capacità di descrivere un immaginario davvero promettenti … hanno davvero tutto per piacere, anche a un pubblico ampio". Ondarock
"Attitudine pop accentuatissima". DLSO
"Stato di grazia della title-track … la canzone pop perfetta". Tam Tam, Il Giornale di Vicenza
"Chorus adesivo/ossessivo che gli basterebbero cinque passaggi giusti per sbranare l'airplay... ne sentiremo parlare". Sentireascoltare

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I Diva fanno pop italiano: un mix di musica leggera, britpop, new wave, indie dance. Nelle loro canzoni amano affrontare certe ossessioni generazionali tipiche della generazione X: la tragedia di Dora Moroni, la comparsa degli adesivi "Bimbo a bordo", le cause contro i dentisti di Groupon. L'immaginario della band si può ritrovare anche nel libro d'esordio del cantante Davide Golin "Pablito mon amour" (NoReply Edizioni, 2011), rutilante romanzo di formazione a sfondo sportivo che racconta l'Italia tra gli anni '70 e '80, scelto da Sportweek della Gazzetta tra i migliori quattro romanzi di sport del 2011.

Tra i momenti magici della carriera dei Diva, un eccitato soundcheck in un discopub di zona industriale padana, sole spettatrici una mezza dozzina di avvenenti ragazze dell'Esteuropa, finché non si aprirono le porte del lapdance al piano superiore. Rocking rolling, per resistere.