Descrizione a cura della band

Il battesimo del vinile per i Duodenum: otto brani che scivolano via spontanei e veloci, come una raffica di schiaffoni presi alla cieca – che quando finisce ti trovi dolorante, ma ti viene anche un po’ da ridere perché mica si capisce chi te li ha dati e perché. In questo caso i responsabili sono noti, ma non per questo ci si diverte di meno (e gli schiaffoni sono solo metaforici, il che non guasta).

Flusso di coscienza punk, blues partorito con un piede al pronto soccorso e l’altro in una trattoria per camionisti, rock’n’roll figlio dei discount prendi-tre-paghi-due-ne-avveleni-sei, disperazione posturbana e prerurale (Alan Lomax, torna fra noi, hai dimenticato di registrare il meglio). Non abbiate paura, solo un filo di sacrosanto timore: del resto non è cosa comune trovarsi di fronte a chi apre il rubinetto di scarico del cervello e lascia che tutto esca fuori con prepotenza.

“Burn and Shine” è il frutto di una session estemporanea e incontaminata, in presa diretta (rigorosamente senza cuffie audio) avvenuta nel 2013 al Forte Fanfulla di Roma, dove i Duodenum erano di casa – ma non era di casa la raffinatezza. E tantomeno la musica per palati gourmet.

Mr. tab_ularasa e Number 71 Monobanda vi attendono per farvi assaporare il distillato dei vostri demoni più squinternati – quelli che non avete mai voluto ammettere di avere. Eppure bastavano un kazoo, una grancassa, una chitarra che perde i pezzi e tante urla...

Credits

- Massimo Avitabile (aka Number 71 Monobanda) alla chitarra, batteria e grugniti assortiti
- Luca Tanzini (aka tab_ularasa) alla voce e kazoo

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