Suzu

Suzu

Elettronoir

2016 - Noise, New-Wave, Elettronica

Descrizione

“Suzu” (prodotto da Elettronoir-/Goldmine Records) è il titolo del quinto disco degli Elettronoir, band composta da Georgia Lee (voce), Marco Pantosti (voce, pianoforte) e Maurizio Sarnicola (basso e campionamenti e co-produttore artsitico), e sarà disponibile, anche in vinile, a fine ottobre: “un concept album che racconta l’umanità ai tempi della disumanizzazione, quadri netti che parlano dell’uomo, della guerra, dei sentimenti, della musica stessa. Da sempre”.
Otto tracce, otto ritratti che catturano i suoni ambientali di guerra e ne fa base su cui posare melodie e parole contate, tratteggi essenziali ma definiti e netti: “via il pop, via il ritornello facile, via le strutture canoniche, e largo al respiro, alle sensazioni del rumore, ai suoni ambientali, ripartendo da Erik Satie, John Cage e Bria Eno. – raccontano gli Elettronoir - La new wave 2017, fra classica, noise, tecno, filastrocche elettroniche, echi e visioni, per la nostra proposta di una nuova musica autorale. Abbiamo scritto un disco che pone al centro la condizione umana contemporanea narrata intorno al concetto di guerra e conflitto personale su un filo netto e tracciato che unisce la Siria all’Occidente”.
“Inizialmente doveva essere un disco che parlasse della figura della Santa Muerte, il culto latino americano che esorcizza la morte e la rende dolce e salvifica – prosegue la band -. Poi, mentre registravamo, immagini della Siria, di Aleppo, dei campi profughi, degli sbarchi, hanno cominciato ad assalirci. Quelle trame ci schiacciavano. Non ci sentivamo più, per la crudezza di quella disperazione, di trattare la morte come “dolce e salvifica”. Abbiamo allora deciso di scattare le foto degli istanti più rappresentativi, degli attimi prima che si completasse o si potesse compiere, nello slancio dell’ultimo momento vitale”.

“Mi trovo qui. Ci troviamo qui. Davanti e dentro a un album che mi piace definire un elegante e intenso compendio di tempi allucinati e fragili – spiega Stefano Zuccalà, giovane e stimato poeta che ha firmato l’introduzione all’interno del booklet del disco e del vinile -, e in cui trovo tutto ciò che è indispensabile trovare, sinteticamente, in una narrazione frammentata, ma compatta e coerente. Ecco la figura equivoca-spettrale del pianista (“Divisione Satie”); ecco, per necessità biologica, il bisogno stringente dell’amore (“Tracciante”); gli estremismi della possibilità di essere donna in cerca di una forma che sia autoevidente (“Postal Market”, “La seduzione di Eva”); il ritorno in scena, in grande stile, della carneficina (“Guernica”); ecco un brano che finalmente ci ricorda come l’esistenza non possa essere altro, infine, che esistenza sonora (“Resonance”); e un amore passato, sopravvivente non come alone di ricordo, ma come traccia materica permanente (“La dedica”); a sigillo del tutto, ancora una volta, un fotogramma di guerra (“Suzu”).

Gli Elettronoir descrivono anche i dettagli “tecnici” attorno ai quali è nato e cresciuto “Suzu” e che ne hanno catturato la storia e l’essenza: il disco, masterizzato da Giovanni Versari, il viaggiatore di suoni dei più significativi lavori discografici italiani (Verdena, Capossela, Giovanardi, G.L. Ferretti, Afetrhours, Rondelli per citarne alcuni), è nato intorno ad un pianoforte a coda Blüthner del 1920, le tracce elettroniche, elaborate dal synth Korg MS20 ed il suo prezioso sequencer Korg SQ-10 di fine anni ’70, hanno sviluppato il rumore, il noise, gli andamenti necessari per il racconto. Il disco è stato anticipato da “Resonance”, (youtube.com/watch?v=rAiSSOY… ) primo brano estratto accompagnato da video, disponibile da giugno su Youtube con la regia di Robeat, e da un secondo video, “Postalmarket”, in uscita a breve.

Link: m.youtube.com/user/elettronoir - m.facebook.com/elettronauta/

Credits

COMMENTI

Aggiungi un commento avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia