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Descrizione a cura della band

Prima prova discografica per l'artista Fadà [http://listn.to/fada], Polvere di Musica è un album coeso e sfacciato. Due le linee guida che ne ispirano la strada e ne colorano la tracklist: l'energia sonora e un certo senso onirico. Come un'unica, lunga visione, Polvere di Musica è un viaggio notturno tra i paesaggi metropolitani delle capitali europee. Una ricerca personale e dissacrante di un divertimento fatto di istinti e colpi di stile. Una patchanka in chiave contemporanea, che non disdegna sentori waitsiani (o caposseliani che dir si voglia) e non dimentica mai l'ironia: l'unico vero antidoto alla routine, nella riscoperta e rilettura di cliché e cornici urbane.
Ecco le tappe del percorso:
1. Cinemà e le pazze stelle: Esordio d'impatto. Un pezzo sostenuto e ben ritmato, tenuto a galla da un synth vintage e mandolini dissacranti, colonna sonora di una ricerca costante dell'invenzione ("io dipingo cose strane / attraversando strade di città immaginarie"), alla scoperta dei simboli dell'amore di lei, in un continuo andare, nella polvere di "melodie astrali / che ti porteranno via".
2. Antidoto: Un pezzo trascinante e ossessivo, dominato dalla sezione ritmica e dalla fantasia elettronica. Alla ricerca di un rimedio alle ansie, ai falsi desideri e ai quotidiani veleni.
3. La notte delle streghe: Ci attira in un sabba variopinto, miscela di suoni tradizionali ed elettronici. Evoca il rit(m)o gitano-campano con una tammurriata travestita da suoni dance, ricordando la leggenda medievale delle streghe di Benevento. “Io mi consumo nella notte delle streghe così / potrò danzare canticchiando sotto l’albero che / con strani sortilegi ti camufferà da gran re / e tu non chiederai altro che perderti da te”.
4. La donna cervello: È la hit del disco, ovviamente. Il singolo e il video che hanno lanciato Fadà sulla scena. Un pezzo veloce e ironico sui pensieri di una donna in minigonna, campionessa di autocontrollo, che si infuoca solo fra le braccia di chi sappia stimolare il suo intelletto. Da un punto musicale, il rock carico di Fadà e della sua band, qui si bea nelle melodie di una chitarra e un violino lontanamente gipsy, colorate di follia.
5. Il poeta: Accorata descrizione del mondo e analisi disincantata di sé, attraverso i pensieri distratti di un poeta contemporaneo, assorto a contemplare il paesaggio, un tramonto, un amore o un vecchio ballo. Piccoli incidenti di percorso che al giorno d'oggi possono ancora accadere.
6. Il Cappellaio matto: Un pezzo caposseliano, ovvero a manovella. Carico di suggestioni, dissonanze: oggetti quotidiani che si animano al suono della voce di un cappellaio matto in vena di divertissement.
7. Like a danz: Alla danza serale di ballerine nude in tv può esserci un'alternativa. Allora evadere, scappare via, uscire fuori! Tuffarsi nella strada a farsi avvolgere dalla vita, tra musicisti, avventori e drag queen, alla ricerca di un ballo che sia vero. Tenendo la pista, finché possibile. Cercando a tutti i costi di non finire, esausti, con la faccia per terra.
8. Perfect face: Una ballad dolcemente svagata. Un’altra puntata del viaggio di Fadà, alla ricerca di un posto dove fermarsi a guardare il mondo da una prospettiva diversa, in una performance che dà prova della sua duttilità vocale.
9. Nemo: È quella parte del sogno che sa di rive gauche. Guidati da Nemo, il principe degli abissi quotidiani, in una sonorità liquida e densa di scommesse: “Sono il Nemo che ti aprirà le porte / sono il nessuno che brinda alla sorte / lo scemo che di darà ragione”.
10. Souvenir: L'uscita dall'album e l'uscita da sé. Una filastrocca che scaccia la scalogna assieme ai "soliti volti da manifesto elettorale", alle "solite parole da notizia sul giornale": il luogo dove evadere è quello dell'amore e la musica, necessaria passione.

Polvere di Musica è in distribuzione digitale su iTunes, Amazon e sulle principali piattaforme musicali.

Credits

testi, voce, musica: fadà
violino: pasquale farinacci detto marmo
contrabbasso: nicola giovannitti
basso acustico: alessio di rubbo
brushes: marco coviello
tamburello salentino: libero fusco
sax: giuseppe di meo
trombone: andrea di lallo
drum machine e suoni vari: steve jobs

mastered by john mccaig at panicstudios, seattle

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