Descrizione

Il nuovo disco dei Fast Animals And Slow Kids si chiamerà HYBRIS, pronunciato UBRIS non IBRIS.
È un disco registrato nel novembre 2012 in una casa in riva a un lago, immersa in uno di quei luoghi dove si crescerebbe bene un figlio.

È un disco fatto da persone che si stimano e che volevano realizzarlo vivendo insieme per tanti giorni.
È un disco nel nome dell'?amicizia perché realizzato con strumenti, consigli ed energie di cari amici.
È un disco che parla di morte, di violenza, di solitudine, di ricordi, di fratellanza, di sogni incompiuti.
È un disco molto sentito ma che non vuole insegnare nulla; vuole solo raccontare qualcosa, come quando un bicchiere si riempie e poi si svuota, più volte al giorno.
È un disco da metabolizzare, da ascoltare almeno una volta dall'inizio alla fine perché i brani che lo compongono sono intimamente connessi.
È un disco diverso dal precedente perché più tracotante, più epico, più cupo.
È un disco fatto principalmente per noi stessi, per non nascondere più nulla, soprattutto le nostre origini musicali.
È un disco con un sorriso a trentaquattro denti, due spezzati.
È un disco che è la cosa migliore che i Fast Animals And Slow Kids potevano realizzare in questo momento e sperano con tutto il cuore che vi possa piacere tanto quanto piace a loro.
È un disco fatto in collaborazione con WoodWorm, Toloselatrack e Audioglobe.
Aimone Romizi/FASK

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Commenti (15)

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  • The Perfect Guardaroba 26/04/2013 ore 17:49 @theperfectguardaroba

    complimenti ragazzi! bomba.

  • Nicola Serafini 07/06/2013 ore 21:14 @worlich

    disco italiano dell'anno finora, pochi cazzi.. visti l'altra sera all'hanabi.. discone diobò.

  • giulimar 27/06/2013 ore 13:23 @giulimar

    "a cosa ci serve" è un gioiello davvero.

  • Fiora 04/09/2013 ore 18:33 @Fiora

    Uno di quegli album che ascolti tutto, senza saltare tracce. Stupendo!
    Festoria non vede l'ora di accogliervi per ammirarvi 'live'!

  • Boolomai 3 mesi fa @boolomai

    Oggi mi sono svegliato destabilizzato, fogli riversi sul pavimento, avevo voglia di riascoltare il vostro capolavoro. Spero di rivedervi dal vivo, purtroppo dai tempi di Cavalli qualche cosa è cambiata ed anche l'Etnoblog ha chiuso: grazie per tutte queste parole, questa energia disperata, questi contenuti in cui mi ritrovo incredibilmente.

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