Nato in un imprecisato giorno di primavera di svariate lune fa. Fin da bambino dimostra un profondo talento nell'essere inadeguato alle concrete necessità del mondo civilizzato. Si distrae maldestramente tuffandosi alla cieca tra un mare di libri e un lago di film. Ovviamente atterra di testa su uno scoglio. Ancora più maldestramente da qualche anno si cimenta nella nobile arte del cantautorato -che nel frattempo chiede pietà- ambendo a fermare su supporto analogico, poi digitale, suoni e parole che gli sfuggono dalle sinapsi al primo spiffero di vento. Geneticamente stonato, tecnicamente impreparato, con stolida arroganza e speranzosa rassegnazione poco se ne cura e si propone ugualmente in veste solista o affiancato da altri boh-musicanti, chiunque sia all'altezza dalla medesima incapacità. Con il suo progetto vi tortura o semplicemente annoia l'apparato auditivo -ma anche riproduttivo- con i suoi semi-deliri frutto di una mente passionalmente dilettantesca, una chitarra acusticamente scordata, una voce inutilmente agghiacciante, come solo i grandi geni o i semplici idioti sanno fare. La seconda che hai detto, però sicuramente tanto indie-post-qualcosa.