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Descrizione a cura della band

A tre anni dal disco d’esordio “Il masochismo provoca dipendenza” (Frivola Records / A Buzz Supreme), Matteo Fiorino torna in scena con “Fosforo”, un album prodotto da Phonarchia Dischi. “Fosforo è una parola di origine greca (phosphoros) e significa portatore di luce. Le conseguenze delle nostre azioni ci illuminano sempre in maniera lampante, come fulmini o fiammiferi. Questo disco contiene tracce di fosforo, come i fiammiferi, gli esplosivi e i dentifrici.”

Fosforo è un viaggio senza mappa, un’attesa errante, consumata in nove tappe tra Bologna, La Spezia e i mari della Grecia, nella schiavitù della propria libertà.
L’amore, l’amicizia e la morte sono i temi che ricorrono come echi lontani di un vissuto alla deriva, condizione ben nota a Fiorino, che per mestiere naviga tutte le estati: “il mare continua ad essere il luogo dove mi sento più quieto, dato che è in continua agitazione come lo sono io, e rimane anche l’unico luogo che io conosca dove esiste soltanto il presente, un solo e continuo tempo presente.”

Nell’artwork dell’album, realizzato da Giacomo Laser (suo anche il videoclip del singolo “Gengis Khan”) la natura viva fotografata del retro dialoga con la natura morta dipinta in copertina, opera dello stesso Fiorino: “le nature morte sono autoritratti e viceversa, lo scopo è sempre quello di immortalare la caducità della vita, della propria. A dire il vero non dipingo mai niente, Giacomo Laser mi ha fatto dipingere con l’inganno: mi ha detto che dovevo farlo a scopo curativo.”

Prodotto artisticamente da Nicola Baronti, Fosforo è suonato da Matteo Fiorino, Lidio Chericoni (Shiva Bakta) e Matteo Sideri (Tegu), con la partecipazione di IOSONOUNCANE, Etruschi from Lakota, Ottone Pesante, Calvino e tanti altri. Distaccandosi dalle sonorità folk ’70 del primo album, Nicola Baronti apre la ricerca musicale di Fiorino a un respiro internazionale, in un continuo rimando tra black music, psichedelia, progressive, jazz ed elettronica. Un insieme di sonorità rivela le nuove geometrie compositive tracciate da Fiorino, che abbandona l’ironia vernacolare del primo album per una scrittura più sobria, asciutta e sarcastica: “sarcasmo e arte ci salveranno dal declino dell’umanità.”

Credits

Tutti brani sono scritti da Matteo Fiorino eccetto “Galleggia anche la Terra” (Matteo Fiorino – Lidio Chericoni)
Produzione artistica: Nicola Baronti
Assistente di produzione: Saiara Pedrazzi
Assistente di studio: Simone Sandrucci
Registrato e missato da Nicola Baronti presso La Tana del Bianconiglio Recording Studio di Peccioli (PI)
Masterizzato da Lino Sestini presso Magnetic Bull Mastering Studio di Pontedera (PI)
Artwork: Giacomo Laser
Press: Sfera Cubica


Matteo Fiorino: voce, chitarre
Lidio Chericoni: pianoforte, piano elettrico, tastiere, synth
Matteo Sideri: batteria
Nicola Baronti: tastiere, basso elettrico, percussioni, cori, sampling, beats

Jacopo Incani (Iosonouncane): voce, percussioni, mellotron, arpeggiatore, cori (2)
Pietro Marini (Etruschi from Lakota): chitarra classica (7), chitarra acustica (8)
Simone Sandrucci (Etruschi from Lakota): chitarra elettrica (1,6), ukulele (4)
Ignazio Alayza: viola (5,8,9)
Diego Piscitelli: contrabbasso (5,6,9)
Francesco Bucci (Ottone Pesante): trombone (2,3,9)
Paolo Raineri (Ottone Pesante): tromba (2,3,9)
Giulio Arfinengo: marimba (5,8,9)
Virginia Monteverdi: cori (3,7)
Michela Messina: cori (3,7)
Saiara Pedrazzi: cori (6,7)
Niccolò Lavelli (Calvino): cori (5), commenti (8)

Commenti

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