TESTO
M'immergevo nel lago, ma in profondità
Per cercare il mio cuore spaccato a metà
Triste è la sorte di chi non si uccide
Solo per non far soffrire chi vive
Planavo sull’acqua nelle sere d’estate
Per fissare curioso quelle luci ondulate
Svelar quel mistero come una calamita
Era la sola cosa che mi teneva in vita
Ma una notte capii, proprio mentre ero in volo
Che le stelle non erano in acqua ma in cielo
Per un cigno è più facile guardare giù
Non può restare con il collo all’insù
Così una notte, al chiaro di luna
Andai al centro del lago, e senza più paura
Distesi il mio collo verso le stelle
Semplicemente, erano così belle
Lassù in alto rividi l'altra metà del mio cuore
Ardeva indomito come un astro che muore
A quella vista mi uscì libero un canto
Un inno alla vita ed un sordo lamento
Mi bruciavano i muscoli, si annebbiava la vista
Ma io resistevo con in alto la testa
E gli altri cigni che guardavano me
Dicevano è pazzo, è fuori di sè
Va incontro alla morte, vuole farla finita
Non capivano che amavo troppo la vita
Per trascinarmi in un dolore insensato
Io appartenevo a quell'infinito
Mi si seccaron le arterie, e prosciugaron le vene
Ma sereno e in silenzio accoglievo la fine
Il mio corpo moriva, e la mia anima esplose
In mille scintille, e lassù su si ricompose
Se guardi in alto nelle notti serene
Liberando il tuo cuore da ciò che lo trattiene
Sopra l'orsa maggiore vedrai una costellazione
E' quella del cigno, e questa è la sua canzone
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Premi play per ascoltare il brano Il canto del cigno di Francesco Radice:
DESCRIZIONE
“Non credo che questa canzone debba essere descritta. Preferisco che parli da sé all’ascoltatore”
ALBUM E INFORMAZIONI
La canzone Il canto del cigno si trova nell'album Per aspera ad Astrea uscito nel 2026.

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L'articolo Francesco Radice - Il canto del cigno testo lyric di Francesco Radice è apparso su Rockit.it il 2026-01-12 15:50:34
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