Descrizione

Rileggere i grandi autori ed interpreti è sempre pericoloso: il paragone con il "mostro sacro" è spesso ingeneroso. Il pregio dell'operazione di Francesco Tancredi sta nella presa di distanza da Georges Brassens: le atmosfere impalpabili, lontane dall'essenzialità e ruvidezza dello chansonnier francese, non sviliscono anzi aggiungono alle canzoni un tocco di raffinatezza sia nelle traduzioni che negli arrangiamenti dove, tra il vibrafono ed il clarinetto, svetta una chitarra sbarazzina che Brassens avrebbe ammirato volentieri. E poi la voce particolare di Francesco, quasi silenziosa e discreta, in cui si sente tutto il rispetto nel trattare un materiale così prezioso. Insomma un bel godimento per le orecchie: un inchino al grande Brassens per le perle che ci ha lasciato e un grazie a Francesco che le ha riproposte con originalità.
Patrizio Trampetti

Credits

Il progetto ha visto la partecipazione di jazzisti di prim'ordine come Jacopo Martini alle chitarre, Mirco Mariottini ai clarinetti, Lello Pareti al contrabbasso ed Ettore Bonafè al vibrafono, alla batteria e alle percussioni.

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