Sale è una comica disperazione. È il tentativo di restare aggrappati ai ricordi, ai luoghi e
alle persone che continuano ad abitare la memoria anche quando non ci appartengono più.
“È il chiedere il permesso di vivere di ricordi, dove si è stati bene o dove si è stati e basta.
Perché forse ancora non so dove riesco a stare meglio, se da solo o in mezzo alle folle. Una
richiesta d’aiuto fatta male: come quando ti prepari il discorso alla perfezione, ma poi vai a
braccio incasinando tutto. Alla fine, se si cade in questo pentolone bollente di pensieri, forse
bisognerebbe solo fermarsi un attimo e andare a dormire. Che poi è una delle cose che
preferisco” – spiega Galeone.
Dentro il brano convivono immagini che sembrano arrivare da un sogno febbrile – “Luna
che scotta mettila in forno / Passami il sale, passami il sonno”. Galeone costruisce un
racconto emotivo in cui ironia, fragilità e smarrimento procedono sullo stesso binario. Al
centro resta una tensione irrisolta, un territorio intermedio che è quello che l’artista sceglie di
abitare: quello di chi continua a cercare un posto nel mondo mentre tutto intorno appare
provvisorio e sfuggente.

Sale
Galeone
Descrizione
Credits
Produzione e mix di Alessandro Casagni / Masterizzato da Fillippo Passamonti / Prodotto da Dischi
belli e Giungla Dischi / Edito da Dischi belli e Giungla Dischi / Foto di Giacomo Gianfelici / Artwork di
Valerio Bulla
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