10 dischi che compiono 10 anni nel 2016

08/02/2016

Il tempo passa in fretta, e in molti casi questi dischi sembrano usciti da pochissimo quando invece hanno 10 anni di polvere sulle copertine. 10 dischi italiani bellissimi che risuonano da 10 anni nelle nostre orecchie, e che meritano di essere riascoltati ancora una volta.

A cura di Vincenzo Aversa.

Vinicio Capossela - Ovunque Proteggi

Vinicio Capossela - Ovunque Proteggi

Dopo il successo del disco "Canzoni a manovella" che lo consacra come uno dei migliori cantautori italiani della sua generazione, segue una pausa lunga sei anni prima dell’uscita del suo sesto album. "Ovunque proteggi" oltre ad aggiudicarsi la Targa Tenco come migliore album viene da sempre annoverato tra i dischi italiani più belli di sempre. Per l’occasione Capossela passa anche in cabina di produzione e si circonda di un supercast di musicisti. L’album prende il nome dell’omonima canzone contenuta nell'album: una dolce preghiera all’amata in una storia che è finita ma di un amore che dura, in cui il cantante chiede che il suo cuore sia protetto in attesa che ritorni l’incanto. Tredici tracce registrate a spasso per l'Italia (Scicli, Treviso, Scordia, Rubiera, Montebello, Calitri, Scandiano, Roma, Milano) e che sono a loro volta un pellegrinaggio nello spazio-tempo, tra luoghi mitici (Troia, il Colosseo degli antichi romani) e reali (la Mosca post-socialista, l'Asia di Lanterne Rosse).
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I Ministri - I soldi sono finiti

I Ministri - I soldi sono finiti

L’album d'esordio del power trio milanese inciso per la loro etichetta discografica Otorecords con la collaborazione di Maninalto Records e prodotto da Alessio Camagni che poi lavorerà anche ai loro successivi due album.
Il disco si è garantito una distribuzione molto ampia ed ha avuto un grosso impatto sulla scena indie italiana per via dei testi che sconfinano in deliri e invettive, per il suono energico delle chitarre, nervose e scomposte, e delle cadenze sincopate nonché per le voci trasformiste, tra melodia e urlato, con ritornelli e controcanti stralunati carichi di rabbia e ispirazione a metà strada fra rock, punk e cantautorato. Tutte le canzoni sono intervallate da intermezzi, non c'è nessun momento di pausa: parti di fisarmonica, alcuni spezzoni di armonica e chitarra, rumori di sottofondo.
Il disco conteneva nella copertina di ogni copia una vera moneta da 1 Euro per provocare e sensibilizzare i "consumatori" di musica sulla crisi discografica, così come la nota "spese della produzione dell'album" inserita nel libretto.
L'album è stato pubblicato anche in altre due edizioni nel 2009 e nel 2011 e il brano "Il mio compagno di stanza" che doveva originariamente far parte di quest'album, fu inserito solo come bonus track per la versione di iTunes dell'album nella riedizione del 2011.
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Non Voglio Che Clara - St

Non Voglio Che Clara - St

"Non voglio che Clara" è il secondo album in studio dell'omonimo gruppo bellunese che non tradisce le attese e li candida tra i migliori gruppi italiani. La collaborazione tra la piccola etichetta del gruppo Aiuola Dischi e una major ha permesso ai musicisti di avere un budget notevole per la produzione.
Un disco sul “disincanto” come l’hanno definito gli stessi componenti del gruppo che, a dimostrazione della maturazione artistica raggiunta, riescono nella non facile impresa di confezionare un piccolo capolavoro di cantautorato italiano dalle atmosfere retrò, malinconiche, intimiste, fuori moda ma allo stesso tempo moderne in cui fanno spesso capolino sonorità più britanniche e quindi internazionali.
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The Death of Anna Karina - New Liberalistic Pleasures

The Death of Anna Karina - "New Liberalistic Pleasures"

"New Liberalistic Pleasures" è il secondo album della band emiliana The Death of Anna Karina: l'attitudine post-hardcore delle origini trova in questo successivo lavoro espressioni differenti, forse più accessibili ma non meno efficaci dell’esordio: il suono resta perfettamente in linea con la cifra espressiva della band e il cantato urlato e isterico s’inserisce perfettamente nel dialogo tra una batteria a tratti devastante, le due chitarre “taglienti”, la tastiera spesso in primo piano e il potente basso a volte distorto.
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The Mojomatics - Songs for faraway lovers

The Mojomatics - Songs for faraway lovers

"Songs For Faraway Lovers" è il secondo album del duo costituitosi a Venezia nel 2003 e composto da Matteo Bordin aka MojoMatt (voce, chitarra, armonica) e Davide Zolli aka DavMatic (batteria e percussioni) e prodotto insieme alla piccola etichetta La Valigetta.
Nel disco si possono trovare le radici blues del gruppo e alcune ballate tipicamente folk ben condite con quella melodia pop anni sessanta tipicamente britannica: si parte dal rock’n’roll delle origini e si passa dal country, dal garage e dal punk per giungere con stile e una grande capacità di scrittura a confezionare ottime canzoni suonate alla vecchia maniera e con uno spirito sostanzialmente roots.

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Fine Before You Came - st

Fine Before You Came - st

"Fine Before You Came" è il secondo disco dell’omonimo gruppo musicale post-rock/emo-core milanese. L'album, realizzato con l’aiuto fondamentale di due etichette indie importanti come Black Candy e I Dischi De L’amico Immaginario e registrato in maniera assolutamente egregia, con sorprendenti contrappunti chitarristici e una gran cura delle dinamiche, è un vero e proprio concept: una storia d’abbandono e di solitudine, d’alienazione e di nevrosi urbana alla quale è affiancata un'opera visiva in tre capitoli diretta dall'artista Antonio Rovaldi. Un cd, un dvd e un libretto testi, il tutto in un packaging e artwork splendidamete curati da Mirko Barbaglia, fanno di quest’album uno dei progetti più compiuti del rock italiano più recente.
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Fabri Fibra - Tradimento

Fabri Fibra - Tradimento

Per il suo terzo album in studio il rapper italiano sceglie un titolo che è un esplicito riferimento al tradimento che lui stesso avrebbe commesso agli occhi degli amanti del genere più oldschool, in altre parole la firma con una major discografica dopo diverse produzioni distribuite tramite un’etichetta indipendente.
L'album è stato multi-disco di platino in Italia, entrando nella prima settimana direttamente alla prima posizione della classifica, dopo aver venduto oltre 130.000 copie. Per celebrare il disco di platino è stata anche pubblicata una versione speciale, se il primo disco è l'album standard, il secondo (denominato Pensieri scomodi) contiene 11 tracce inedite, tutte prodotte da Big Fish.
L’album, che può essere annoverato tra i migliori album italiani del decennio, ha raggiunto le vette delle classifiche nonostante il linguaggio esplicito e la misoginia contenuta in alcuni testi. Il brano "Cuore di latta" ispirato alla triste vicenda di Erika e Omar, i due giovani di Novi Ligure che uccisero la madre e il fratellino della ragazza, non lasciò indifferente neanche il Tribunale dei Minori di Milano che accusò Fibra di fare apologia di reato.

Studiodavoli - Decibels for dummies

Studiodavoli - Decibels for dummies

"Decibels For Dummies" è il secondo disco della band fondata nel 2001 da Gianluca De Rubertis (Il Genio) insieme alla sorella Matilde De Rubertis (oggi nota artisticamente come Matilde Davoli) e a Riccardo Schirinzi e Giancarlo Belgiorno. Gli Studiodavoli vincono il concorso Arezzo Wave nel 2002 e registrano questo loro secondo e ultimo disco a distanza di due anni dal primo intitolato "Megalopolis".
I brani si caratterizzano per suoni morbidi e spaziali à la Stereolab: “City Dweller”, “Optical Love” e “Crystal Camp” sono piccoli capolavori indie-pop. Momento maggiormente personale del disco è forse la cover inserita come bonus track, "Senza Fine" di Gino Paoli, con la voce di Matilde che non fatica a far emozionare l’ascoltatore.
“Una piccola guida in 13 brani all’indie pop secondo noi. 13 piccole canzoni nelle quali convivono tutte le nostre influenze musicali.” – spiegano gli stessi musicisti – “Dalla proto psicadelia di The Piper At The Gates Of Dawn dei Pink Floyd al modernariato sonoro di Komeda e Broadcast, dai Beatles di Revolver ai Moloko passando per la Morr Music dei Guther, i Motorpsycho e il pop scandinavo. Un disco caratterizzato dalle atmosfere downtempo che lascia alle spalle le reminescenze cocktail lounge di "Megalopolis" per far spazio a un suono sicuramente più intimo e riflessivo condito da buone dosi di morbida psichedelia”.
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Tiziano Ferro - Nessuno è solo

Tiziano Ferro - Nessuno è solo

Il terzo album dell'artista di Latina, pubblicato anche in spagnolo, è sicuramente uno dei dischi che ha segnato gli ultimi 20 anni di musica italiana. A differenza dei precedenti segna un leggero distacco dalle sonorità R&B e presenta brani che hanno vaghe influenze disco-music, come ad esempio il singolo di lancio "Stop! Dimentica" o il tormentone "E Raffaella è mia", brano electro-pop dedicato a Raffaella Carrà. All'interno del disco appare evidente la scelta di prediligere le ballate alle canzoni ritmate, come ad esempio "Ed ero contentissimo" e il brano "Ti scatterò una foto", colonna sonora del film "Ho voglia di te", tratto dal romanzo omonimo di Federico Moccia. Alla fine dell'album è presente una traccia fantasma nella quale si sente la voce di Tiziano Ferro all'età di 7 anni cantare delle canzoni scritte da lui stesso.
L'album ha venduto in tutto il mondo oltre un milione e mezzo di copie ma notevole è stato soprattutto il successo in Italia, dove il disco ha debuttato al primo posto conquistando 5 dischi di platino e il disco di diamante per le oltre 400.000 copie vendute. Nel maggio 2012 l'album è persino ritornato nella classifica italiana.

Club Dogo - Penna Capitale

Club Dogo - Penna Capitale

Secondo album in studio di uno dei gruppi più importanti del panorama hip-hop italiano, la cui produzione è affidata a Don Joe, coadiuvato in alcune tracce da diverse collaborazioni.
Il trio composto da Jake La Furia, Guè Pequeno e Don Joe riesce nell'ardua missione di non deludere le alte aspettative generate dopo aver dato luce, nel 2003, a "Mi Fist", disco tuttora considerato come uno degli ultimi veri e propri classici del genere.
"Penna capitale", composto da 16 tracce, tra cui la reinterpretazione di "Cani sciolti" dei Sangue Misto, presenta temi che spaziano dalla perdita di coscienza all'abuso di sostanze stupefacenti, ma mostrando altre tematiche più intime e personali: la musica come terapia del dolore, e come ricerca di serenità, nel senso dell'arricchimento dello spirito.
Dal lato della produzione il disco suona sotto tutti gli aspetti internazionale grazie ai beat di Shocca, Shablo e Deleterio e al largo impiego che Don Joe fa di sintetizzatori e campionatori che vanno dal funk anni settanta alla fusion fino all'elettronica tipica dei primi anni ottanta.
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