piccoli in una stanza

piccoli in una stanza

Giacomo Gatto

2026 - singolo - Cantautoriale, Rock

Descrizione

Dumba Dischi presenta “piccoli in una stanza”, secondo singolo del cantautore di stanza a Roma Giacomo Gatto, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in radio dal 4 settembre e che anticipa l’EP di prossima uscita. Il brano parla di essere ventenni e trentenni in Italia. Essere giovani nel nostro Paese e trovare il proprio posto non è semplice. C’è chi scappa, chi rimane, chi studia, chi lavora, chi ha già figli ed è sposato, chi è solo. Una generazione spesso segnata da paure, insoddisfazione, disillusione e stanchezza, alle prese con le difficoltà del diventare adulti mentre si fa a gara a mostrarsi felici di vivere una vita che non si desidera.

“Sui social siamo sorridenti e produttivi, mentre ci rannicchiamo nella nostra solitudine. La verità è che abbracciamo il vuoto e lo chiamiamo crescere. Questa è una canzone di protesta contro tutte le menzogne che ci raccontiamo ogni giorno per poter ingoiare il rospo di vivere in un sistema che non funziona.”. – Giacomo Gatto

Come tutti i brani dell’EP, “piccoli in una stanza” nasce da una semplice struttura chitarra e voce, che Giacomo aveva inizialmente sviluppato e arrangiato in una demo registrata in cameretta. Il lavoro in studio con Giorgio Maria Condemi e Marco Dorizzi si è trasformato in un’esperienza creativa stimolante e divertente. Partendo da quella prima registrazione, il brano si è arricchito di nuovi elementi sonori, tra cui un synth analogico polifonico, una chitarra elettrica a 12 corde, una seconda chitarra carica di fuzz, basso, percussioni, batteria e cori. Come una fotografia che cattura un istante nel tempo, nella canzone emergono chiaramente l'entusiasmo e il divertimento vissuti durante i giorni in studio.

Credits

Giacomo Gatto – compositore e paroliere
Giorgio Maria Condemi – produttore, arrangiatore
Marco Dorizzi – produttore, ingegnere di missaggio e mastering
Registrato, missato e masterizzato presso 8pollici Studio a Roma.
Foto di Mirko Ostuni
Grafiche di Dylan Yhatow
Ufficio Stampa: Seitutto Press

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