album Cyborg Theory - Gio C

Gio C Cyborg Theory


2016 - Psichedelico, Progressive, Post-Rock

Gio C
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Descrizione

Comunicato Stampa
Giovanni Cirone aka Gio C, produttore artistico, musicista eclettico e songwriter, fondatore dell’etichetta Giochi Proibiti, pubblica un Concept Album che segna il suo passaggio artistico dalla musica elettronica al rock progressivo. Cyborg Theory, spinto dalle recenti uscite di gruppi come Pink Floyd, Muse e Dream Theater, affonda le radici ispiratrici proprio in questi gruppi, che hanno guidato l’artista verso la scelta del concept e del sound del disco. Registrato e mixato tra lo Studio 7 del SAE Institute di Milano e il Black Box Studio Milano (studio di proprietà dell’artista), questo concept album, costituito da 7 brani inediti, è disponibile in formato digitale dal primo gennaio 2016 su tutti i principali digital stores (iTunes, Spotify, Deezer etc.) e in formato fisico CD in tiratura limitata, acquistabile in esclusiva dalla pagina bandcamp dell’artista: www.gioc.bandcamp.com

“ L’esperienza maturata presso il SAE Institute mi ha veicolato nella scelta produttiva di questo album: il mio percorso formativo ha contribuito a un profondo arricchimento del mio bagaglio musicale e culturale, che mi ha spinto a voler prediligere un sound orientato su quelle che sono le mie radici musicali: il metal e il prog rock ”. (Gio C)

Descrizione del concept
L’album tratta argomenti futuristici e distopici d’interesse globale: quello della dipendenza dell’uomo dalla tecnologia e dalle macchine, mira a far riflettere l’ascoltatore su problematiche dalle inquietanti implicazioni, come la dottrina del Transumanesimo in base alla quale il mondo futuro potrebbe decretare la fine della naturalità dell’uomo e la nascita di un nuovo essere vivente: il Cyborg; L’artista in merito a questo tema ha dichiarato di aver preso ispirazione da un saggio di Donna Haraway (A Cyborg Manifesto, 1991). Importanza riveste poi la teoria del complotto, secondo la quale vi sarà l’instaurazione di un NWO (New World Order), che concentrerà ogni forma di potere e prevede che il mondo sarà governato da un gruppo oligarchico e segreto, che imporrà in questa nuova era la religione dell’Anticristo. Parimenti sono trattati i temi connessi dei “false flag attack” perpetrati dai poteri occulti per instaurare guerre energetiche celate dalla missione di diffondere la democrazia nei vari paesi del mondo (vi è un riferimento esplicito alle torri gemelle nella traccia n.3), quello delle scie chimiche (chemtrails) e quello dell’adorazione del culto del satanismo, alla base di ogni teoria riguardando il nuovo governo mondiale e gli illuminati.
Non si parla ovviamente di musica leggera o d’intrattenimento, ma di musica d’autore dal forte potere evocativo e comunicativo, un invito rivolto alle giovani – e anche alle vecchie – generazioni a riflettere sulle implicazioni della tecnologia moderna, diventata sempre più necessaria nella vita dell’uomo (basti pensare all’uso massiccio di protesi, by-pass e lenti a contatto...)
Le sonorità di Cyborg Theory affondano le radici nel progressive rock inglese degli anni ʼ70, traendo ispirazione da gruppi storici come Pink Floyd e Alan Parsons Project, caratterizzato da lunghe suite in cui si intrecciano grooves di batterie gigantesche, poetici assoli di chitarra e tappeti sonori che creano atmosfere rarefatte. Essendo un album prettamente strumentale, la ricercatezza dei suoni ha rappresentato il fulcro di questo concept album.

Track by Track: Analisi
Building the Pyramid, prima traccia dell’album, con i suoi suoni sintetici in apertura, ha come tema l’alba dell’autorità occulta, simboleggiato dalla costruzione della piramide del potere, universalmente riconosciuto come uno dei simboli più rappresentativi della massoneria. La costruzione di questa piramide è accompagnata dall’introduzione della batteria e delle chitarre soliste, che man mano creano un tessuto sonoro sempre più ricco.
Hell’s Gates è caratterizzato da un ritmo incalzante e ben scandito dalla batteria e dal basso in un ritmo di marcia meccanico e inesorabile. Il fattore umano è rappresentato in maniera epica e allo stesso tempo malinconica da una chitarra solista che accoppia gli stili esecutivi di due tra i più grandi chitarristi del rock di tutti i tempi, David Gilmour e Steve Vai.
Bloody Tuesday, è una lunga suite in 6/8 composta appositamente in memoria delle vittimi dell’11 settembre 2001. Il brano si apre con un intreccio melodico cupo e tetro di sintetizzatori e voci dei telegiornali di quella mattina campionate e sapientemente mescolate, le quali donano un ritmo ansiogeno di apertura che ricorda il caos e lo sgomento dei momenti immediatamente successivi al primo impatto. Il brano poi si evolve sempre di più a livello dinamico, culminando in una esplosione armonica epica e definitiva, come a simboleggiare la disgregazione di entrambi le torri in un pugno di ceneri.
Help the Rainman, presenta diversi richiami allo stile compositivo di Ennio Morricone, in particolare il fischio in stile western che introduce al tema principale del brano. In un secondo momento, l’ascoltatore viene preso alla sprovvista da un excursus di chitarre puramente metal, che richiama le origini sopite dell’artista, per chiudere poi in un romantico assolo di chitarra acustica. Un brano non convenzionale, che racchiude diverse esperienze amalgamate sapientemente e in modo tutt’altro che scontato.
Cyborg Theory, è la title track del concept che racchiude un po’ la spiegazione totale del viaggio mistico e distopico intrapreso dall’artista: in un futuro prossimo, l’umanità si è estinta a causa dei propri limiti naturali e pertanto solo gli uomini cibernetici (cyborgs) sopravvivono e danno vita ad un mondo ideale dove artificiale e naturale non sono più due categorie concettualmente distinte, ma in perfetta simbiosi.
Chemtrails, è un altro brano composto in 6/8 che in alcune parti presenta le cadenze tipiche di una ballad e in altri momenti sfiora invece le complessità ritmiche e armoniche tipiche del prog metal anni ’90. Interessante è il lavoro di sound design svolto dal compositore che è riuscito a rendere musicali i rumori di aerei che quotidianamente sorvolano i nostri cieli sempre meno blu e sempre più pieni di scie chimiche.
Lʼultimo brano dellʼalbum sʼintitola The New World Order, un inno alla vittoria dei poteri occulti nella costituzione del Nuovo Ordine Mondiale, menzionato dallʼex presidente degli Stati Uniti George Bush durante il discorso alla Nazione del 1991. Il basso e la batteria costituiscono una cellula melodico-ritmica minimalista, ripetitiva e costante, mettendo in risalto gli assoli delle chitarre. Non mancano inoltre effetti sonori che richiamano scenari di guerra, lasciando presagire una Terza Guerra Mondiale costruita ad hoc da organizzazioni segrete al fine di istaurare un regime militare su scala mondiale.

Credits

Released on 1-1-2016: CD Limited Edition available at: www.gioc.bandcamp.com

All Tracks Composed, Arranged, Performed, Recorded and Mixed by Giovanni Cirone. ***

*** tracks 1,2,4 and 7, Special guest on Bass: Enea "Il Conte" Bardi.
Same tracks additional help recording from an amazing Team during last exam @SAE Institute Milan of Advanced Studio Production. Team Composed by: Stefano Salonia (Head Eng.), Federico Colella (Pro-Tools Operator), Stefano Scotti (Assist. Eng.), Giovanni Cirone (Producer, Artist).
We used a SSL G4040+, some Distressor, Pheonix Comp, TC Verbs, Dolby and Neve Pre-Amp.

Final Mixing by Stefano Salonia
Mastered by Landr.com

© Giovanni Cirone, All Rights Reserved.

Commenti

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