Escape è il secondo album degli Hover Sound.
La fuga è il filo conduttore dell’album. In ogni brano si fa riferimento al desiderio o alla necessità di fuggire, da qualcosa o da qualcuno. O da noi stessi.
In “Misanthropy” è una fuga dalle persone incapaci di provare empatia o sentimenti positivi nei confronti degli altri.
In “One Hour Only” è una fuga dalla routine quotidiana, dai doveri che piano piano prendono il sopravvento sui piaceri.
In “Free Will” il libero arbitrio ci riporta alle nostre responsabilità, da cui si vorrebbe fuggire lasciando decidere al destino.
In “The Swinging Swing” l’altalena è una metafora delle esperienze che possiamo fare nella vita: ci porta in alto ma se non stiamo attenti possiamo cadere. La fuga in questo caso è più un desiderio di raggiungere dei risultati nella vita, o almeno di provarci.
In “The Double” è una fuga dall’eccesso di autocritica, da noi stessi visti come autocensori.
In “The Circle” è una fuga dalla nostra comfort zone, che ci protegge ma allo stesso tempo ci limita.
In “Here We Stand” più che un riferimento alla fuga c’è un riferimento ad un viaggio, a cui viene paragonata la storia della band: ci sono tappe in cui ci si ferma, persone che scendono, altre che salgono, ma resta la voglia di proseguire e arrivare alla destinazione finale: la nostra musica.
Escape
Hover Sound
Descrizione
Credits
Raffaela Falugi: Voce
Cristian Valsecchi: Chitarra
Paolo Busso: Chitarra
Giuliano Tretola: Basso
Antonio Cuiuli: Batteria
Sax in Free Will: Cristian Valsecchi
Backing Vocals: Raffaella Falugi
Registrato, mixato e masterizzato da Davide Secondelli presso Frequenze Studio, Monza
Artwork by Luigi Cona studio Datass
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