Descrizione a cura della band

Promesse. è un album che viene da lontano, che è stato pensato e sentito fino in fondo prima di prendere forma definita. I primi testi e arrangiamenti iniziano a prendere forma nel 2012. Ogni brano è una traccia, che ripercorre il vissuto della band e dei suoi membri. Sono sensazioni, ricordi, pensieri. Promesse, in effetti. Il mood del disco è quello di un viaggio sensoriale, attraverso sentimenti infranti, una sinestesia di memorie. C’è della rabbia in questo disco, ma una rabbia lucida. Calibrata. E c’è della malinconia. È tutto un gioco di paradossi e ossimori, dosati alla perfezione e scanditi da arrangiamenti in cui il rock si unisce al pop anni ’70, mantenendo forte l’impronta del cantautorato, ritmato dai sintetizzatori. Una forte libertà nella scelta dei suoni e dei testi è quello che caratterizza in modo determinante l’album.

“Chi ci ha preceduto rappresenta la promessa di quello che saremo domani, o di quello che non vorremmo mai essere. Le due vie opposte ci mettono di fronte a un mare di sogni e di paure, di foto luminose poi strappate e poi ancora rimontate. Per sempre... e ogni tanto, nel movimento costante della nostra vita, ci fermiamo a guardare, a raccogliere un pezzetto di promessa trovato a terra.”
Undici tracce che si aprono con il singolo che ha anticipato l’uscita del disco e che ha acceso un’enorme aspettativa sul progetto: Il Mare è troppo Grande. È un pezzo autobiografico, scritto dal frontman Elio D’Alessandro. Che riporta in musica l’idea che l’artista ha dell’”amore perfetto”. Mai completo, sempre sfuggente, dinamico, maturo. La forza del testo è che stato scritto di getto, sulla scia di un’empatia molto forte, di sentimenti e pensieri vividi e questo lo si percepisce al punto che l’ascoltatore si perdere, in questo mare immenso di parole e musica e ne viene trascinato, in fondo. Come un naufrago. L’arrangiamento lo consacra a vera e propria hit.
Promesse. è il singolo che da il titolo all’album. È l’ispirazione. Il punto d’inizio da cui tutto nasce. Promesse è un’incontro in primis con se stessi e poi condiviso con gli altri. È una dichiarazione d’intenti alla vita, all’amore.
E promesse sono, in differente modo, tutte le altre tracce del disco. Come Domenico Savio, che è una promessa di fede. Pubalgia, promessa di odio, di ricordo di dolore e di rabbia. Viale Africa, promessa di indeterminazione, un pezzo che è un inno alla leggerezza, quella anche un po’ superficiale, dove si brinda, si corre, si balla, senza affliggersi con pensieri e opinioni altrui. Sottovoce è una promessa di verità, quella amara, quella che ferisce e per questo viene quasi sussurrata, la verità che arriva alla fine e che non si può risparmiare.

Credits

Missaggio e Produzione artistica: Fabio Grande
Mastering: Daniele Sinigallia
Testo e musica: Elio D’Alessandro
Arrangiamenti: Il Grande Capo – Fabio Grande
Elio D’Alessandro: voce e chitarra
Giacomo Forte: Synth, Piano
Stefano Mancini: Batteria
Ilaria Tortoriello: basso e voce

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