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Descrizione a cura della band

Aut-Aut è il secondo disco de Il Nero Ti Dona, un invito a scegliere definitivamente da che parte stare. Abbandonate le sovrastrutture della quotidianità, degli stereotipi, delle "facce tutte uguali" resta una componente animale che, associata alla parte mentale di noi, rimanda agli estremi dell'aut-aut: razionale ed irrazionale, etica ed estetica, servilismo e reazione. Temi intimisti e di carattere politico/sociale si alternano tra trame rock energiche ed altre pacate e soffici, il tutto sporcato da tinte nere ed apocalittiche.

Credits

Maurizio Triunfo: Voce, chitarra, testi
Mario Barbarulo: Chitarra
Fabrizio Cirillo: Batteria
Andrea Belardo: Basso

Le voci femminili in Viola e Terminazioni Nervose sono di Maria Lourdes Triunfo.
Il piano in Intro/Inverosimile è stato suonato da Francesco Giuliano.
Registrato presso Casa Lavica (Somma Vesuviana, NA), eccetto Intro (Dolce fine) ed il piano di Inverosimile registrato presso Red Box Studio (Succivo, CE).
Mixato e masterizzato presso Casa Lavica.
Grafica di Carmela Puca (carmelapuca@gmail.com).

Per scaricare il disco comprensivo di booklet, seguire il link:
http://www.diavolettolabel.com/wordpress/?album=aut-aut

Video live:
Khaled Saeed
http://www.youtube.com/watch?v=_91WlRnnQh0
Viola
http://www.youtube.com/watch?v=TGWAKYyIqrg
Aria
http://www.youtube.com/watch?v=3Hb2uKworlw

Testi

1. Déjà vu

Tornando a casa mi sono perso tra facce vuote, senza posa e senza aspetto. Ma Cristo Santo, ho male al petto, le mani vuote, vuoto il gusto, vuoto il senso. E non voglio più mai più vedere sacchi di sabbia senza pace alla finestra. È un déjà vu lungo un giorno, le tasche vuote, niente pane tra i miei denti. Tornando a casa, l'anima in spalle, senza gioia né dolore. E poi miliardi di persone in lager densi digitali. In densi lager digitali. Cadendo a pezzi in densi lager digitali. Come insetti senza ali in densi lager digitali.

2. Viola (Promenade)

Viola è un pensiero intravisto
tra cumuli di cose in ombra.
Viola in un giorno qualunque,
leggera mi tiene la mano.

E si fa salvifica
come su tela di Chagall,
mentre intorno cadono
tinte apocalittiche.

Odio che trova la via,
fosforo bianco che incendia.

E si fa catastrofe.
E si fa orribile.
Brucia e consuma
carne intrisa d’anima.

Terra che trema e che ingoia
sassi, macerie e fortuna.
Eclissi di sole improvvisa,
segue la notte più buia.

Viola era lì
e lì non c’è.
Sia tenebra!
Sia tenebra!

Tenebra fitta che schiaccia
anime in fuga, già in pena.
Chi anima il niente?
Chi anima il niente?
Viola è qui fra le mie braccia.

3. Aria

Nel ventre già arido dei secoli,
non vedo che pozzanghere nostalgiche.

Aria.

Chi aspetta già il giorno dei miracoli,
riempirà le ore con sonniferi.

Aria.

4. Senza fine

Privati ormai di tutti i sensi,
ogni istante fugge chissà dove
a rincorrere nudo se stesso,
a far terra bruciata ovunque.

Sotto i nostri piedi enormi,
ogni istante fugge chissà dove.

Sotto i nostri piedi enormi.
Sotto i nostri piedi enormi.

Mi piacerebbe portarti via
in uno tra i tanti
giorni buoni che hai con te
che hai per me.

In un mondo senza gloria alcuna,
più niente da desiderare.
Morti di fame,
morti di noia.
Morti di fame,
morti di noia.

Mi piacerebbe portarti via
in uno tra i tanti
giorni buoni che hai con te
che hai per me.

Corro ma non mi muovo.

5. Intro (Dolce fine)

6. Inverosimile

Mi sveglierai con pose ingenue e immobili
mi scruterai con occhi fissi e rigidi
ascolterò parole inverosimili

mi aspetterai

mi scruterai con occhi fissi e vitrei
mi scuoterai con gesti lenti e limpidi
ascolterò parole inverosimili

mi aspetterai
mi cercherai

mi troverai spento
mi salverai (dolce fine)
mi troverai spero
mi salverai (dolce fine)

e asciugherai gli occhi spenti e umidi
e scuoterai con gesti lenti e soffici
ascolterò parole inverosimili

mi aspetterai
mi cercherai

mi troverai spento
mi salverai (dolce fine)
mi troverai spero
mi salverai (dolce fine)

Soffoca.

7. Inverno

Vogliamo più di un mondo grigio inverno.
Svegliatevi, il sogno finirà.

Noi siamo qui.

Vogliamo più di facce tutte uguali.
Ridateci i nostri anni andati.

Noi siamo qui.
Noi siamo qui.

8. Khaled Saeed

Abbiamo mani per non toccare.
Abbiamo occhi per non guardare
cos'è reale.

Abbiamo gambe per stare fermi.
e grandi labbra per non parlare,
così soavi.

Io so che andrò in pasto ai lupi
ma schiuderò le labbra enormi:
parole nuove.

Idee senza dimora
vagano in libertà
lingue di fuoco stasera
da Tahrir a Teheran e Damasco.

Copri il mio volto se cado
danza riti voodoo
sfinge di fuoco stasera
a Tahrir muore il silenzio.

Sembri sterile
con gli occhi chiusi.

e danza riti voodoo...
...danza riti voodoo.

Siamo tutti Khaled Said.

9. Ketamina

Viso di plastica / induce il panico / veste normalità / mi viene il vomito

Si agita per poco / si agita per gioco / ketamina in dose consapevole
donerà la pace / anestetico estetico / illogico

Uomo invisibile / giù nel baratro / incastra banalità / mi viene il vomito

Si agita per poco / si agita per gioco / ketamina in dose / ingannevole
donerà la pace / anestetico estetico / illogico

Crepa
Si agita per poco / si agita per gioco / logico / l'illogico
Si agita per poco / si agita per gioco / logico / l'illogico

10. Terminazioni nervose

Terminazioni nervose come plotoni d'esecuzione.
La paura è il gioco con cui ci costringono a casa.
Potrei anche andare lontano, ma tornerei presto da te,
fra le tue braccia, in quella casa con poche stanze.

E mi mancherai amore, o forse mi manchi già.

Terminazioni nervose, puntano e sparano:
l'esecuzione di mille pensieri rivoltosi.

E mi manchi amore, o forse mi mancherai.

Terminazioni nervose come proiettili in fuga,
arriverei presto stasera, ti prego, tu aspettami.

E mi parlerai amore e in pace ti ascolterò.
E mi incanterai amore e dolce ti osserverò.
Perché mi manchi amore, spero che ti mancherò.
E mi manchi amore, per sempre mi mancherai.

11. Aut-Aut

Era atomica.
Era nevrotica.

Povera etica
trema d'estetica.

Esistere
Resistere
è un po' come
Desistere

Terra xenofoba crolla sotto i piedi.
E tu contro il muro.
Contro il muro.

Contro il muro non pregare.
Contro il muro non tremare.

Collera in formula
didascalica
aut-aut.
aut-aut.

Sciame di insetti in tenuta antisommossa.
La pietra si scaglia se Dio lo comanda.


12. Mare libico

E si fa penombra sull’umanità
come manto steso all’aria torbida.
Andremo via domani a notte fonda.
Cupo e profondo il mare come gli incubi

che ho, che ho con me.

Sarà che è buio pesto e ancora piove.
Sarà che l’acqua culla e poi travalica.
Scivolo giù in fondo, l’acqua è gelida.
Come è profondo il mare più degli incubi.

che ho, che ho con me.

Commenti

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