Descrizione a cura della band

Potremmo scrivere che questo disco è un invito a entrare nel nostro mondo.
Un mondo storto, appoggiato di lato sull’altro (quello più o meno vero, diciamo) e aggrovigliato.
Ci sono dentro pomeriggi incollati ad ascoltare Neu! e L.A. Dusseldorf con il grigio fuori e un po’ di pioggia fina, urla di godimento che se ti avvicini e ascolti meglio potrebbero anche essere di dolore, vizi minori e fondamentali come thè coi pasticcini, sigarette rancide e autocompiacimento.
Potremmo anche scrivere che attraverso questo disco cerchiamo di guardare ciò che ci circonda con un attento sguardo surreale, ma poi si capirebbe quello che vogliamo dire? Il problema, in ogni caso, non è nostro.
Sicuramente ci sono dentro i viaggi interstellari e i sogni, il tempo che corre, si ribalta e ti si appiccica addosso, alcuni efficaci antidoti alla noia.
No, non è vero niente: volevamo fare musica il più lontano possibile dalle patinature contemporanee, e forse ci siamo riusciti.

Credits

Riccardo Frisari - Drums, Toys, Piano, Live looping
Andrea Guerrini - Bass, Synth, Samplers
Alessandro Betti - Guitar

Commenti

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