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Descrizione

Gli ultimi anni pieni di successi e riconoscimenti: nomination al David di Donatello con il brano
Onda Calabra; nomination al premio Amnesty International con Giorgio; selezione per i mille
brani della storia della canzone italiana con L’imperatore).
Oltre 100 concerti in Italia ed Europa e in America con il “Magnagrecia tour”.
Nel 2013 il Parto delle Nuvole Pesanti torna con il suo nuovo progetto discografico , dal titolo
ironicamente esplorativo “CHE ARIA TIRA” , in uscita il prossimo il 26 marzo.
Un album che, per la band calabro-emiliana, segna un’ulteriore evoluzione musicale tra solchi
acustici, incursioni rock e suoni elettronici, dove il tamburello dialoga non solo con la chitarra
elettrica ma anche con il computer e il mandolino suona note come fresche gocce di pioggia nella
calda terra mediterranea.
Salvatore De Siena, Amerigo Sirianni e Mimmo Crudo con la storica collaborazione di Antonio
Rimedio e Manuel Franco hanno confezionato un album che raccoglie l’esperienza ventennale di musica, cinema e teatro.
Il lavoro pubblicato da Ala Bianca e distribuito da Warner, contiene dieci sguardi ironici ed amorevoli sul nostro tempo. Un album di “Musica Socialmente Utile” che affronta con passione temi sociali che vanno dalla mafia all’ambiente, dal lavoro al carcere, fino al razzismo e al conflitto di culture e religioni. Ma Che aria tira è anche un disco che scandaglia a fondo nell’animo umano alla ricerca del senso del vivere nell’epoca della globalizzazione.
Apre l’album l’omonima canzone Che aria tira (feat. Mikrokosmos - Coro Multietnico di Bologna diretto dal Maestro Michele Napolitano), che con il suo piglio dissacrante mette a nudo le nuove favole del sesso, successo e finanza ed elegge Balotelli a simbolo contro il razzismo. La nave dei veleni ispirata al libro Navi a perdere di Carlo Lucarelli (che recita anche dei versi nel brano) segue la rotta dell’ecomafia. Ancora sull’ambiente insiste Crotone (feat. Fabrizio Moro) che affonda gli artigli nella devastazione ambientale dell’Italia da Casale Monferrato a Napoli e da Taranto a Crotone. Ma Vento di Scirocco esplora anche i colori, le emozioni e le speranze del Sud. Sprofonda nell’anima invece la delicata Qualcuno mi ha detto, ispirata alla poesia Il più bello dei mari di Nazim Hikmet, che cerca il senso della vita lungo la via dell’amore.
Ho visto gente lavorare è dedicata alle vittime sul lavoro mentre Vita detenuta sussurra le voci suicide del carcere. Alì Ochalì (con la voce della cantante turca Canceli Basak) racconta la storia del grande condottiero ottomano di origine calabrese, eroe della battaglia di Lepanto, convertitosi all’islam per liberare la Calabria dalla dominazione spagnola. Terapia sociale punta il dito contro il delirio della scienza e dell’economia, della perfezione estetica e dellla vita infinita. Chiude l’album La poltrona, una sarcastica filastrocca sul potere.

Credits

Salvatore De Siena: voce, chitarra, percussioni
Amerigo Sirianni: chitarra, mandolino, cori
Mimmo Crudo: basso, cori, programmazioni
Antonio Rimedio: fisarmonica, tastiera, sax
Manuel Franco: batteria, percussioni

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