Descrizione a cura della band

“Esaltanoica”: tredici tracce dense ed incisive, composte e scritte da Matteo Papini ed arrangiate dall’intera band.
Il nome che Il Pianto Di Azzurra sceglie è già una spia della loro visione del mondo e della musica che vogliono proporre al pubblico. Il pianto è, infatti, un segno di attenzione primordiale, il primo modo comunicativo a disposizione del neonato quando ancora non sa parlare; Azzurra, invece, è un riferimento alla vicenda di Azzurrina Malatesta, che li ha fortemente ispirati. Il Pianto di Azzurra è dunque un bisogno impellente, un richiamo universale alla purezza perduta che è necessario risvegliare in tempi talvolta drammatici come quelli odierni.
Da questa intenzione - o forse, per meglio dire, attraverso essa - Il Pianto Di Azzurra filtra e modula un noise pop/rock fortemente improntato al cantautorato e lo offre ad un pubblico ampio e variegato, disposto a “farsi risvegliare” dalla musica e a recuperare il contatto con i sentimenti, con il paese, con la propria umanità.
A detta della stessa band, “Esaltanoica” è “l’insieme del nervosismo/gioia/paranoia in questi tempi tragicomici. È una tavolozza di colori ammassati, è paranoia ed eccitazione”.
Di certo si tratta di un album ambizioso, realizzato con grande cura per i dettagli, ma che non per questo ha tenuto la band lontano dal palcoscenico (si ricordano in particolare le esibizioni al noto Campus Industry Music di Parma o all’evento Poggio Night Life in apertura a Timothy Cavicchini), nè dal banco di prova dei contest (vincendo, ad esempio, il concorso “Discover Band” indetto dal Masnada).

Credits

Matteo Papini (voce e cori)
Pier Bernardi (basso)
Alessandro Fontana (chitarra)
Mattia Rubizzi (tastiere-synth)
Demis Castellari (batteria)

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