“Muoviti” è un brano intenso e pulsante, ispirato a “L’arte di conoscere se stessi” di Arthur Schopenhauer, che si trasforma in un vero e proprio dialogo tra due poli dell’animo umano: da un lato la voce della misantropia, dell’introspezione e della fuga dal mondo; dall’altro, la voce dell’autore che reagisce, che invita al risveglio, al movimento, al non lasciarsi inghiottire dall’oblio.
Musicalmente, il brano si costruisce come un crescendo emotivo: parte con una strofa intima e sospesa, quasi un sussurro tra chitarra e voce, che restituisce il senso di isolamento e introspezione. L’ambiente sonoro iniziale rappresenta la distanza del protagonista dal mondo, un rumore di fondo da cui si è escluso.
Progressivamente, il ritmo cresce: batteria, basso e chitarre entrano con decisione, mentre la voce si fa più graffiata e rabbiosa, come se l’inquietudine interiore trovasse sfogo nella parola e nel suono.
Nel ritornello esplosivo, il messaggio prende corpo:
“Muoviti, muoviti, stoppati con le domande. Muoviti, muoviti anche se non serve a niente.”
È un grido di ribellione alla paralisi mentale e spirituale, un invito a vivere anche senza un perché, a ritrovare nel gesto e nel movimento un senso che la mente spesso non sa dare. L’atmosfera diventa ballabile e liberatoria, con sonorità quasi anni ’80: synth, linee di basso galoppanti e voci intrecciate in cori energici che rompono il peso dell’introspezione.
Nello special, il brano torna in una dimensione più fragile e riflessiva: la voce si fa calma, quasi confessoria, come un ritorno momentaneo alla vulnerabilità del pensiero “Schopenhaueriano”. Ma è solo una pausa: dopo un silenzio improvviso, il ritmo esplode di nuovo, trascinando l’ascoltatore verso la catarsi finale.
L’ultima sequenza, scandita dal mantra -Muoviti, muoviti-, è una liberazione collettiva e individuale. Il taglio netto e silenzioso finale su -Fermati- rappresenta un gesto teatrale e simbolico che riporta tutto all’origine, alla quiete dopo l’uragano, come se il movimento stesso trovasse senso solo nel suo opposto.

Muoviti
Il Socio Unico
Descrizione
Credits
Il Socio Unico: Luca Collodoro, Andrea Farina, Roberto La Monica
Compositore, Autore: Luca Collodoro
Luca Collodoro: Voce, chitarra, batteria, cori, produzione
Andrea Farina: Chitarra, synth, produzione
Roberto La Monica: Basso
Francesco Grillo: Chitarra
Davide Maggioni: Mix, produzione
Pietro Caramelli: Mastering (energy mastering)
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