Descrizione

“La fine giustifica i mezzi” è l’album d’esordio de Il Terzo Istante, trio alternative rock torinese, in uscita l’8 aprile 2016. Un lavoro che, rispetto ai tre precedenti ep che hanno segnato i primi passi della band nel mondo della discografia, è più aderente alla sua dimensione live e più potente dal punto di vista dell’impatto sonoro, con testi che ruotano intorno al significato e all’idea di “fine”. Un lavoro che va affrontato con una certa predisposizione all’ascolto, che va compreso e lasciato permeare, così come si fa con quei libri ai quali ci si ritrova a pensare qualche giorno dopo aver finito di leggerli.
Il disco si apre con una delle sue tracce più dirette, Uccidimi, tra potenti riff di chitarra che paiono citare un certo punk inglese e tastiere dissonanti, che si inseguono fino a fondersi in un ritornello a presa rapida. La tracklist prosegue alternando momenti più aggressivi ad altri più dilatati, con Il blues del latte versato che vede la collaborazione di Paolo Parpaglione (Bluebleaters, Africa Unite) al sax, e Fenice, forse il brano più “tirato” del disco, in cui la voce di Lorenzo De Masi si unisce a quella di Sabino Pace (Belli Cosi, Titor), storico rappresentante della scena punk-hardcore torinese degli anni ’90. La parte centrale del disco alterna momenti più intimi e sinfonici (Due fuochi, Le cose importanti) a tracce che uniscono soluzioni stoner a echi di memoria “battistiana” (La strada che ti porta indietro). C’è spazio anche per un interludio distensivo (39,8°), realizzato in collaborazione con il gruppo vocale CollaVoce, prima di tornare alle sonorità più scure e potenti di Tu non riuscirai, brano in 5/4 in cui chitarre e tastiere si sfidano sostenute da una batteria che tiene le redini del pezzo e lo conduce ad un finale che sembra un rompicapo. Siamo giunti al termine e Il Terzo Istante sceglie il suo brano più morbido, Lucido, per accompagnarci in fondo al disco, miscelando le atmosfere “nordiche” di inizio brano ad un finale caldo, in cui le tastiere vibrate e il sax vellutato di Parpaglione (ospite anche in questo frangente) fendono un tappeto sonoro carico di groove che si propaga idealmente al di là della fine naturale del lavoro.
«“La fine giustifica i mezzi” è il tentativo di dare una nuova luce, e soprattutto un’accezione positiva, al concetto di “Fine” – racconta la band -.
L’idea che vogliamo trasmettere è che le cose abbiano un senso proprio perché hanno una conclusione. “La Fine” è ciò che di solito ci fa più paura, quello che vorremmo evitare o ritardare il più possibile, ma in realtà, a nostro modo di vedere, è proprio ciò che dà un significato e un'importanza a quello che facciamo. E’ quasi il motivo stesso per cui lo facciamo.
La Fine intesa come inizio, come primordiale forza costruttiva, come ragione stessa del nostro agire. E’ questo il concetto alla base del disco.»

Credits

Lorenzo De Masi: voce, pianoforti, tastiere
Fabio Casalegno: chitarre, voci
Carlo Bellavia: batteria
Luca Sbaragli: basso
De Angelo Parpaglione: sax (Il blues del latte versato, Lucido)
Sabino Pace: voce (Fenice)
CollaVoce: voci (39,8°)

Tutti i brani sono composti, arrangiati e prodotti da Il Terzo Istante.
Testi di Lorenzo De Masi (brani 1, 2, 3, 4, 6, 7 e 8)
e Fabio Casalegno (brani 5 e 9)
Registrato e mixato presso Cavoretto Hills Studio (Torino)
Sound engineering: Luca Sbaragli
Produzione artistica: Il Terzo Istante e Luca Sbaragli
Artwork: alessandrodamin.com
Disegno originale di Martina Negro ispirato a una fotografia di Dorothea Lange

© Il Terzo Istante // marzo 2016

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