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Descrizione a cura della band

Superfast Nonstop: come la vita che corre senza sosta, con tutto quello che ci sta in mezzo e intorno, ogni giorno. Parla di questo, o meglio, cerca di farlo, con la musica, i rumori, le voci, le parole. Parla fondamentalmente di un viaggio, sia di quel genere per cui si acquista un biglietto per cominciarlo, sia di quello per cui si ha solo bisogno di nascere e respirare. E come un disco, è un viaggio che gira, a volte veloce, a volte no. E come un disco prima o poi ritorna all’ inizio, per ricominciare: nonstop.
E’ un disco nato dall’esigenza di sperimentazione tra generi musicali, cercando di miscelare le diverse anime all’interno del progetto. Matteo Imbrianti (voce, beats e arrangiamenti) ha amplificato l’elettronica distorta cercando di creare un unità sonica tra chitarre tipicamente stoner e synth bass. Ha aggiunto drum beats e cantati che spaziono dallo scream, al blues/rock, al rap. Saul Paloschi (voce e chitarra) ha portato il suo background di rock anni’90 e pop-psichedelico, con riff, linee melodiche e armonizzazioni vocali che ben si amalgamano nel contrasto con le distorsioni elettroniche, mentre l’arrivo di Silvio Viganò (chitarra solista) ha enfatizzato l’anima più blues della band, portando il disco verso il rock/blues di matrice hendrixiana. Non è stato facile riuscire a far convivere generi apparentemente cosi diversi, cercando di creare un amalgama che non fosse solo l’unione di più elementi. Le loro influenze e i loro ascolti sono sempre stati vari e a volte in antitesi ed è quello che l’Incomprensibile FC cerca di restituire in questo disco. Restituire quello che loro stessi hanno vissuto attraverso la musica.
L’album si apre con Superfast, brano strumentale più orientato al dancefloor, dove i riff di chitarra prettamente rock si mischiano a synth bass aggressivi e distorti, elementi che si ritrovano anche in Dr. Gonzo (omaggio al personaggio del film “Paura e Delirio a Las Vegas”), dove però il blues la fa da padrone grazie anche all’armonica di Eros Barbin e agli inserti di slide guitar. Perdersi, Voglia di distruggere e Guai alle Hawaii attingono più ai suoni della dubstep, con potenti riff di chitarra alternati ad atmosfere più morbide e introspettive, mentre Ayahuasca unisce blues, rap e pop-psichedelico, grazie anche agli interventi delle keyboards di Zevi Bordovach.

Credits

Musiche e testi: Incomprensibile FC
Produzione: Matteo Imbrianti, Ale Bavo.
Registrato da Incomprensibile FC nel 2015 @All You Can Hit Studio - Torino
Mix & Mastering traccia 01, 02, 05, 07, 08: Davide Bassi "Maestro" @Press Rewind Studio - Milano
Mix traccia 03, 04, 06: Marcello Succo @Bluroom Studio - Chivasso (TO)
Mastering traccia 03, 04, 06: Mike Marsh @Exchange Studio - Londra (UK)
Mix & Mastering traccia 09: Jois Audino @Ultravox Studio - Torino

INCOMPRENSIBILE FC:
Matteo Imbrianti: Voce, Beats, Arrangiamenti
Saul Paloschi: Voce, Chitarra
Silvio Viganò: Chitarra Solista

Additional Musicians:
DJ SLAIT: Scratch traccia 04 (for courtesy of Machete Empire)
Eros Barbin: Armonica traccia 08
Andrea Brondolo: Hi-Hats traccia 04
Francesco Borello: Bass traccia 07
Luca Scicchitano, Igor De Luigi: Bass traccia 04
Zevi Bordovach: Keyboards traccia 07
Marco Pintus: Guitar traccia 03, 04, 06
Marco Bosio: Guitar traccia 03

Cover Photo: Alice Arduino
Cover Hand: Salwa
Concept: Woody Alien Video

Commenti

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