Addivvi, il romanzo di una provincia che non sa amarsi

Tra Roma e la Ciociaria, il rapper e producer di Ceccano racconta il disco di una terra che ama ma da cui spesso vorrebbe scappare

Foto di Marco Petrucci
Foto di Marco Petrucci

C'è un posto che non è né Roma né davvero provincia. Una specie di terra di nessuno dove il solito tran tran sarebbe capace di ammazzare un toro. È proprio lì che Alessandro Del Vescovo, in arte Addivvi, ci è nato e cresciuto, tornando ogni sera da pendolare e riuscendo a spezzare quel ritmo mortifero nell'unico modo che conosceva: buttandosi a capofitto nella musica. Il rapporto con la sua terra è un classico odi et amo, raccontato con una lucidità spietata, senza però nascondere la difficoltà di staccarsene del tutto.

Nato in provincia di Frosinone, laureato in Filosofia, oggi lavora a Roma in un ambito "di cui preferisco non parlare". Il suo percorso musicale comincia già a quindici anni, quando inizia a smanettare con software come Fruity Loops, Reason e Ableton: prima come beatmaker, poi come rapper. Il primo MC che incontra è Antonio, detto Tato, che guarda caso è lo sposo ritratto sulla copertina di Romanzo Provinciale, il suo ultimo album. Il resto è una rete di amicizie nate attorno all'hip hop di zona. C'è Mind, beatboxer di Frosinone e suo amico stretto, che lo introduce alla scena e lo porta a suonare un po' ovunque, fino ad aprire il concerto di Ghostface Killah a Bologna, un paio di anni fa.

La cover di Romanzo Provinciale
La cover di Romanzo Provinciale

Ci sono le battle di freestyle organizzate in zona e, attorno al 2014, arriva anche la programmazione hip hop dell’Affekt, locale dove sono passati nomi come R.A. the Rugged Man, M.O.P. e Apollo Brown. Proprio lì incontra Mezzosangue, e nei due anni successivi produce alcuni pezzi di Tree - Roots & Crown (2018). Con ajcv nasce invece nel 2024 Barsport Vol. I, che nell'autunno del 2025 diventa il suo esordio sulla lunga distanza.

È un intricato puzzle fatto di legami lunghi, di cui Romanzo Provinciale è lo specchio. Cominciato proprio con ajcv, dopo la partenza di quest'ultimo per Bruxelles, è stato chiuso con l'aiuto di Dario Lanzellotti, alias DALA. Her Nice Too ha co-prodotto Kon Kalma e messo gli scratch su NO LOGO. Ivan Liuzzo, con cui condivideva l'esperienza in Phtorà, "collettivo di Frosinone che organizzava serate jazz e di improvvisazione", ha composto Stanno Tutti Bene prima di trasferirsi a Basilea. Giuseppe Fusco, "la mia colonna portante per registrazioni, mix e master all’FM Record Studio di Roma", ha fatto il resto. L'unico featuring del disco è quello di Lauryyn in Rumore Bianco.

Con così tanti compagni di strada, anche il suono non poteva che essere un incrocio. "Faccio rap - ci racconta Addivvi - ma dentro ci finisce un po' di tutto. BARSPORT era un disco che campionava jazz e music library, mentre con ROMANZO PROVINCIALE mi sono aperto di più". Il jazz rap arriva dal background di Ivan e degli altri musicisti coinvolti nel disco; l’hip-hop alternativo dallo stesso Addivvi e ajcv, l’elettronica UK da Her Nice Too. Dario, invece, si muove tra rap ed elettronica. Il tutto, miscelando senza soluzione di continuità "elettronica, sampling e parti suonate".

Questa vocazione al miscuglio ha radici lontane, che affondano nella black music e in un ricordo preciso. "Credo che il primo disco che ho ascoltato, a cinque anni, sia stato Journey Through the Secret Life of Plants di Stevie Wonder", ci racconta. "A ripensarci, mi ha dato un imprinting preciso: già nel 1979 quel disco mescolava campionamento, synth e strumenti suonati". Poi sono arrivati il rap di Def Jux e Stones Throw e l'elettronica della Warp. Oggi la sua caccia alla musica passa soprattutto dalla rete, tra piattaforme come Nina Protoco, artisti poco conosciuti come Native Son e JakobyKO fino alla scena underground coreana, che segue da circa tre anni attraverso nomi come oddeen e Kim Ximya. Ogni mattina, prima di andare al lavoro, dedica la prima mezz’ora alla ricerca di sample sui (tanti) canali YouTube che segue.

Anche Romanzo Provinciale nasce così: a tappe e a distanza di anni. "È partito da Rumore Bianco, nato quando facevo il pendolare in treno tra Roma e la provincia, ed è finito con Turno di Notte, l'ultima canzone che ho scritto", ci racconta. In mezzo ci sono periodi diversi della sua vita, personaggi presi da episodi vissuti in prima persona o da persone che conosce, cambiando il tono da un pezzo all'altro, voce compresa.

Una scelta spinta dalla volontà di "raccontare la provincia in tutte le sue sfumature, dal grottesco all'oscuro fino al malinconico". E la stessa varietà doveva esserci nel sound del disco. Cosa decisamente più facile a dirsi che a farsi, visto che Del Vescovo viene da un posto che, come spiega lui, "un suo suono specifico non l'ha mai avuto". L’assenza di una bussola, c'è da dire, ha reso il lavoro difficile, "ma è stato anche il pretesto migliore per fare una cosa ibrida e sperimentare".

Addivvi a Ceccano durante il listening party di Romanzo Provinciale - Foto di Marco Petrucci
Addivvi a Ceccano durante il listening party di Romanzo Provinciale - Foto di Marco Petrucci

E questa provincia in cui si fa sempre ritorno non poteva che essere la cornice in cui presentare Romanzo Provinciale al mondo. Il 20 agosto, al La Nuit di Ceccano, il bar che compare in copertina, si è tenuto il listening partydel disco, organizzato quasi all'ultimo momento. "Era fine agosto - ricorda Addivvi - e la piazza non era così piena da tanto tempo, tra i presenti c'era chi era tornato giù per le vacanze, chi era venuto magari solo per le birre gratis che avevamo offerto e chi per divertirsi".

Ora però l'attenzione è già altrove. Il 12 novembre Addivvi sarà al MONK di Roma per Indie Panchine, insieme a Lauryyn e Scar. Seguirà la presentazione del vinile di Romanzo Provinciale da Rhizome, sempre nella capitale, mentre un’altra data è ancora in via di definizione. Nel frattempo, il prossimo disco ha già preso forma in qualche bozza, iniziata mentre si chiudeva questo: un'idea che si porta dietro da anni, cioè recuperare strumenti e ritmi della tradizione folcloristica ciociara e rimescolarli con un certo tipo di elettronica, "per poi rapparci sopra, cantarci o chissà cos'altro". Dopo aver raccontato la sua "terra di nessuno", insomma, Addivvi sembra intenzionato a piantarci delle radici sempre più solide.

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L'articolo Addivvi, il romanzo di una provincia che non sa amarsi di Luca Barenghi è apparso su Rockit.it il 2026-10-21 16:29:00

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