AddivviROMANZO PROVINCIALE2026 - Hip-Hop, Alternativo

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La provincia non dorme: è sveglia, ma non sa dove andare.

"Adagiata sulle estreme propaggini dell'Appennino abruzzese, tra i monti Ernici e i Lepini...": uno skit della "meravigliosa toponomastica" ciociara, che sembra tirato fuori da un vecchio vinile documentaristico in stile Discoteca Tuttitalia. È questo lo sparo di partenza che apre le danze di ROMANZO PROVINCIALE, il nuovo disco di Addivvi, al secolo Alessandro Del Vescovo.

A più di undici anni dal suo EP "interstellare" L'amore ai tempi di Frank Drake, il rapper e producer di Ceccano - paese adagiato su un colle a sud di Frosinone - torna su Rockit con un nuovo concept album, questa volta in formatofull-length, licenziato da Sumo Records. Invece di espandere i propri orizzonti verso il vuoto siderale che circonda il nostro pianeta, Del Vescovo decide a questo giro di puntare il telescopio molto più in basso, verso i (tanti) vizi e le (poche) virtù di quell'angolo d'Italia in cui è nato e cresciuto.

Dieci tracce capaci di mettere al centro lo struggle vissuto da milioni di giovani che, una volta cresciuti, si ritrovano a fare i conti con la sterilità di prospettive che si aggira per le strade del loro "paesello". Venticinque minuti di ascolto costruiti attorno al costante intreccio di storie, persone e contesti incastonati in quella "terra di Ciociaria" - così vicina eppure così distante da una Roma vista con un misto di timore e ammirazione - che Addivvi eleva a locus terribilis capace di raccontarne tanti altri.

Da una parte troviamo chi dice di "avercela fatta" nella big city, malcelando la frustrazione di essere incastrato in un lavoro alienante ma che "paga bene" (Stanno Tutti Bene); dall'altra chi ammette apertamente di non avere niente per cui valga davvero la pena vivere (Kon Kalma). Due punti di vista opposti e complementari, tra i quali il disco sfreccia come un'auto lanciata a tutta velocità lungo un labirinto di strade provinciali mal illuminate. Un dedalo di anonimi centri abitati, boschi ruderali e solinghe insegne al neon di bar e aziende, dove l'odore del letame delle campagne si mescola a quello dei "veleni delle industrie nei fiumi inquinati" (Turno Di Notte).

Il racconto di questa vera e propria "provincia dormitorio", sospesa tra noia, precarietà e aspirazioni piccolo-borghesiche, paradossalmente, interiorizzano gli stessi meccanismi della grande città, trova in questo disco un terreno fertilissimo, foraggiato da uno storytelling magistrale e da una veste sonora sempre all'altezza della situazione.

Beat nati da una felice unione di strumentazione digitale e analogica, dove synth, drum machine e campionamenti si mescolano a batteria, basso e ottoni, dando vita a un sound alternative hip-hop cangiante. Si passa dalle opalescenze hard bop di Stanno Tutti Bene alla zoppicante minacciosità horrorcore - à la Yonkers di Tyler, The Creator - che domina Kon Kalma, passando per i lisergici panorami elettronici di DELIVERU e le reminiscenze old school di Turno Di Notte.

Basi create per buona parte dalle sapienti mani dei producer ajcv e DALA, cucite letteralmente addosso al flow affilato di Del Vescovo, che mette la propria sapienza metrica al servizio di una claustrofobia ben precisa, provata sulla propria pelle da chi si trova sospeso tra due possibilità: restare in una provincia immobile, dove il futuro sembra sempre rimandato, oppure partire verso una metropoli in cui le opportunità arrivano, sì, ma presentano un conto spesso molto salato.

A concedere un attimo di respiro da questo amletico dubbio ci pensa prima l'eleganza urban soul di Rumore Bianco - arricchita negli hook dalla voce calda e morbida di Laurynn - poi la chiusura in salsa indie R&B dal retrogusto frahquintaliano di Filo, in cui luoghi, situazioni e persone si diradano, lasciando spazio alla sola voce di Addivvi, alle prese con il tempo che passa.

Il merito più grande di ROMANZO PROVINCIALE è quello di essere un album maledettamente calato nell'hic et nunc vissuto da tanti, tantissimi ragazzi e ragazze. Dieci tracce dominate da una realness capace di trasformare le parole in immagini che ti si materializzano letteralmente davanti agli occhi, valorizzate da rime e incastri di pregevolissima fattura e controparti musicali sempre a fuoco. In definitiva, un disco in grado di condensare in un tempo relativamente breve la frustrazione di chi lavora il doppio, di chi è in Naspi e di chi cerca una via di fuga nella proverbiale "vita lenta", mentre il mondo continua a capitalizzare l'ansia di tutti.

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La recensione ROMANZO PROVINCIALE di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-09-15 15:43:24

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