Andrea Bianchera ha scattato tutte le "Persone" che compongono Marracash

Due dischi e un tour liberatorio, che meritavano di uscire da Instagram e diventare indelebili. Per questo il fotografo che ha seguito Marra durante questi anni ha deciso di pubblicare il libro "Io, Loro e gli Altri", archivio per i posteri di un'epopea senza precedenti nel nostro rap

Marra live al Forum, foto di Andrea Bianchera
Marra live al Forum, foto di Andrea Bianchera

Esce oggi per Rizzoli Io, Loro e gli Altri, il primo libro fotografico dedicato a Marracash con gli scatti del suo fotografo Andrea Bianchera, accompagnati e arricchiti dai contributi di Bald (Gabriele Baldassarre), della manager di Marracash Paola Zukar e del produttore Marz (Alessandro Pulga).

Un "riassunto visivo degli ultimi quattro anni passati al fianco di Fabio, a metà tra i più difficili e i più belli della sua vita", documentati dal primo incontro tra il rapper e il fotografo fino al coronamento del tour autunnale nei palazzetti, passando per la scrittura dei suoi due ultimi dischi. Questo il racconto che ci fa Andrea Bianchera.

Come è nata l'idea di realizzare un libro?

L’idea di fare un libro ce l’ho da sempre, da quando ho iniziato a scattare. Leggo molti libri e scrivo spesso, quindi il pensiero di realizzare un libro fotografico era un obiettivo che mi girava in testa da un bel po’. Non mi è mai andata giù l’idea che le foto rimangano su Instagram e muoiano lì. Anche per questo ho sempre voluto scattare le copertine dei dischi: quando vado in un negozio di vinili e trovo un album con in copertina una mia foto, sono al settimo cielo. La stampa fa acquisire alle fotografie un valore diverso. Le rende tangibili, reali, capisci? Anche l’accademia di fotografia che ho frequentato mi ha indirizzato verso questa visione: stampavamo in camera oscura per ore tutte le settimane, come si faceva anni fa e come alcuni fanno tuttora. È lì che ho capito veramente il valore di una foto, innamorandomi dell’intero processo. 

La scintilla per questo progetto da dove arriva?

L’idea di questo libro è scritta nelle mie note dell’iPhone da un paio di anni. Nasce dal mio bisogno di avere più spazio per raccontare una storia, in questo caso quella di Fabio. Spesso io stesso dimentico che le fotografie servono per raccontare e descrivere un momento, per imprimerlo indelebilmente sulla pellicola del nostro rullino fotografico. 

 
 
 
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Con chi ti sei confrontato?

La prima persona con cui ne parlai fu Antonio (Dikele Distefano, ndr), se non sbaglio la sera dopo aver scattato la copertina di Noi di Fabio. Era un periodo ancora abbastanza complesso per via del Covid: si iniziava a muovere qualcosa, ma la maggior parte dei tour era stato rimandato al 2022, compreso il Persone Tour di Marracash nei palazzetti. Aspettai un bel po’ e questa primavera spiegai la mia idea in un messaggio lunghissimo a Paola Zukar (manager di Marracash, ndr). Accettò subito: fu lei a contattare Rizzoli e far partire tutto. È da un mese che, ogni volta che la vedo, la ringrazio. 

Quali fasi del percorso di Marracash sono incluse nel volume? 

Il libro è diviso in quattro capitoli: inizia con il nostro primo incontro di più o meno quattro anni fa a casa sua, che tra l’altro ti raccontai nella rubrica Dentro ai miei occhi. Prosegue con il successo di Persona, tra pandemia e dischi di platino, attraversa Noi, Loro, gli Altri e finisce con il coronamento dei live al Forum di Assago. Ho dato spazio anche al tour estivo, dove per la prima volta vedevo personalmente Fabio alle prese con un live tour. 

Com'è stato scelto lo scatto di copertina?

L’obiettivo della copertina era che fosse semplice, diretta e matura. Realizzarla non è stato per niente facile, non tanto per la difficoltà tecnica, ma per via del periodo in cui dovevamo farla e per il poco tempo che avevamo a disposizione. Ovviamente, durante il tour Fabio non aveva un minuto libero: lo scatto è stato realizzato qualche ora prima della data zero a Jesolo di quest'autunno, quindi puoi immaginare tutta l’ansia e lo stress nell’aria che ci potevano essere in quel momento. La parte grafica invece è stata un’idea all’ultimo minuto di Omtode, grafico con cui lavoro da sempre: eravamo in ritardissimo per la consegna e una notte se ne era uscito con l'idea per me geniale di rivestire la foto di scritte, come se fossero le parole chiavi del percorso di Marracash. La copertina pubblicata è la prima versione che mi ha mandato, che è piaciuta subito a tutti.

 
 
 
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Nel libro sono presenti testi di diversi autori. Ce ne parli?

Come ti dicevo prima, il libro è diviso in quattro capitoli, ognuno dei quali ha al suo interno diversi testi. Uno dei primi che incontri sfogliandolo è la prefazione di Fabio: due pagine intere scritte da lui, con una riflessione bellissima sui suoi ultimi anni. Sapevo fin dall’inizio che in questo libro le parole sarebbero state importanti quanto le fotografie o quasi. Ci sono cose che non si possono dire solo attraverso gli scatti e, visto che l'obiettivo era raccontare una storia, serviva del testo che li arricchisse. Il libro parte da una mia personale visione sul mondo di Fabio. La maggior parte dei testi sono scritti da me insieme a Bald: Gabriele (Baldassarre, ndr) ha una penna incredibile e volevo coinvolgerlo nel progetto. È stata sua l’idea di inserire Paola e Marz come se fossero i featuring di un disco, arricchiscono molto il racconto. A Paola abbiamo lasciato il testo del capitolo su Crudelia, perché ai tempi della scrittura di quella traccia non avevo ancora la confidenza che ho ora con Fabio. Serviva un analisi dall’interno, da chi era al suo fianco in quei momenti così dolorosi. Il secondo testo che abbiamo lasciato scrivere ad un’altra persona è l’ultimo, quello che chiude il libro. Volevamo che il finale fosse scritto da Marz, la persona che è stata forse più a contatto con lui in questi ultimi anni. Ti cito direttamente l’introduzione al suo testo nel libro: “Se questo fosse un film, questa sarebbe la parte dove dopo tutte le avventure, tutti i volti passati sullo schermo e tutte le sfide affrontate, l’amico del protagonista, che gli è stato vicino durante tutto il lungo viaggio, prende il centro della scena e verso il lieto fine. Benvenuto Marz”.

Quando ti coinvolsi nella rubrica Dentro ai tuoi occhi, scegliesti una foto che sanciva l'inizio del tuo rapporto con Fabio. Come è cambiato il vostro rapporto da quel momento e questo che influenza ha avuto nel tuo modo di vederlo?

Quest'autunno Paola Corradini di Universal era nel camerino di Fabio insieme a noi. Nel silenzio, con una voce molto onomatopeica che solo lei sa fare, disse una cosa tipo: "Bianchera, non parli mai! Sei una persona molto riservata.” Ridemmo tutti molto. Ti racconto questo breve aneddoto perché il mio approccio non è cambiato: il mio lavoro è fotografare, stop. Le mie fotografie valgono molto più che dire quello che penso, quando non è richiesto. Credo che questa mia presenza/non presenza sia proprio la chiave con cui mi sono guadagnato, e sto ancora guadagnando oggi, la fiducia di Fabio. 

 
 
 
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In quell'occasione scrivesti: "Rimasi colpito da come Marracash sia molto simile a Fabio". Oggi chi dei due vedi più spesso nel tuo obiettivo – e chi è più presente nel libro?

Quando sei un artista, soprattutto ai suoi livelli, non puoi andare al parco Sempione per farti una passeggiata e mangiare un gelato come se niente fosse. Quando sei in pubblico, ti autoimponi a prescindere un certo standard. Inconsciamente, devi per forza mettere una maschera. Per questo nel libro c’è oggettivamente molto “Fabio”, inteso come essere umano e non come artista, quello che il pubblico e la massa non vedono. La tua è una domanda che mi faccio spesso anche io ed è uno dei motivi che mi ha spinto a intraprendere il percorso di questo libro. Riflettere su questo quesito non mi ha ancora portato ad una risposta certa. Forse è un invito del destino a continuare a indagare? Ti aggiornerò. 

Che ricordi hai del live al Forum (dove Marracash si è esibito in sei date consecutive a settembre 2022, ndr)?

È stata un po’ una liberazione. Ricordo quando ci siamo entrati per la prima volta tre anni fa, per scattare le foto dell’annuncio della singola data di Fabio al Forum: quando ci siamo ritrovati al centro del parterre, lui si guardava intorno, immaginandosi già tutte le sedute piene, le urla della gente e la sua performance. Come sappiamo, a causa della pandemia quel sogno è stato rimandato diverse volte. Per me e per tutto il team è stata un'emozione incredibile vederlo su quel palco, per sei volte di fila. Una cosa bella che ricordo di quelle giornate è sua madre che dopo uno dei live dice a Marra: "Ne hai fatta di strada, sono orgogliosa di te".

Qual è il tuo scatto preferito tra tutti quelli presenti nel libro e perché?

Una fotografia che per me ha qualcosa in più di altre è sicuramente lo scatto a Marra e Gue in van durante le registrazioni del video di Infinity Love. L’ho impaginata su due facciate piene, da una parte Fabio e dall’altra Cosimo, perché volevo che le persone si fermassero a guardarla per qualche secondo in più. È uno di quei momenti intimi degli artisti che non succedono spesso, una di quelle foto che vorrei entrambi guardassero fra qualche anno, ricordandolo come un momento felice. In generale, il libro è comunque un lavoro d’insieme: ho lavorato molto sul far dialogare e dare il giusto peso ad ogni foto. Non avendo pagine infinite, ho perso tantissime ore a scegliere ogni scatto perché fosse rilevante. 

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L'articolo Andrea Bianchera ha scattato tutte le "Persone" che compongono Marracash di Giulia Callino è apparso su Rockit.it il 2022-11-29 10:43:00

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