BigMama: quando la vita fa la stronza ci pensa la musica

Ora che Marianna Mammone sta volando con il rap nei DM fanno tutte le amicone, ma certe cicatrici restano: le troviamo nelle barre della 21enne di casa Pluggers, che nella battaglia per la vita (e contro la malattia) ha sempre vinto. Ve la raccontiamo prima di vederla al Tough As You Fest

BigMama aka Marianna Mammone - foto stampa
BigMama aka Marianna Mammone - foto stampa

"Oggi sto bene ad alti e bassi. Mi accetto, sono felice di me stessa, ma la vita è sempre stronza. Certe cose non cambiano mai": a parlare è BigMama, alterego artistico di Marianna Mammone, 21 anni, nasce ad Avellino e ora vive a Milano. Giovane promessa dell'urban nazionale – è con Pluggers, la stessa etichetta di Massimo Pericolo; collabora con Crookers e firma la sua parte in un pezzo con Inoki –, basta ascoltarla (e vederla) rappare per sentire la sua rabbia e il suo dolore.

Ma soprattutto la grinta, la necessità di reagire, difendersi, e il bisogno urgente di raccontare la sua storia pugnalata dalla discriminazione, autolesionismo, omofobia, dall’odio e l’ignoranza degli altri. E sempre messa in salvo grazie alla musica: la sua "persona fondamentale", che l’ha aiutata ad affrontare i problemi "quando tutti non erano nemmeno capaci di notarli".

Lei, che ha visto la propria carriera a rischio proprio sul più bello (prima per un linfoma, poi per la pandemia) parteciperà il 16 ottobre al Tough As You (i due giorni di live performance, dj set, talk e workshop firmati Dr. Martens e MI AMI Festival al Circolo Magnolia). Si racconterà sia sul palco (qui gli ultimi biglietti disponibili) sia davanti al pubblico del talk TOUGH AS YOU (INTO DEEP) assieme a Omar Pedrini (potrete seguire in diretta tutti i talk anche dal nostro canale Twitch).

Locandina del talk TOUGH AS YOU (INTO DEEP) con BigMama e Omar Pedrini - 16 ottobre 2021 al Circolo Magnolia
Locandina del talk TOUGH AS YOU (INTO DEEP) con BigMama e Omar Pedrini - 16 ottobre 2021 al Circolo Magnolia

La prima occasione per BigMama per portare agli altri la sua storia non attraverso le canzoni, accompagnata dai beat e incastrata nelle barre, bensì con le parole, "solamente". In un dialogo che si trasformerà in un importante momento di scambio, confronto, riflessione, d’ispirazione per tutti coloro che l’ascolteranno. "Penso di essere pronta. O meglio, spero di esserlo", dice quasi scherzando Marianna, quando le faccio notare che mancano pochissime ore al TAY.

Poi, si fa seria: "Parlare di determinate cose mi spaventa: ho paura di non essere un buon esempio. Non sono una dottoressa e farsi carico di temi così delicati (che sono più grandi di me) mi mette in difficoltà. Mi piacerebbe essere una di quelle persone che dopo il cancro lotta per la vita, guadagna un sorriso pazzesco, una voglia di fare incredibile, ma per me non è così", dice.  

E continua: "Non penso di poter lasciare ottimi messaggi a riguardo: la mia malattia è come una parentesi che purtroppo si è aperta e che spero possa rimanere chiusa per sempre. Non sono fortunata, non sono forte, non sono invincibile, sono solo parte di quella percentuale di persone che grazie alla medicina riesce a sconfiggere il cancro. Mi piacerebbe vederla in modo diverso, ma non ci riesco".

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La rapper nasce nel 2000 ad Avellino, dicevamo, e vive in un piccolissimo paese di provincia prima di arrivare a Milano. In Formato XXL (il secondo singolo, prodotto da Lester, Nowhere, ndr) Marianna scrive che, anche se le manca, a casa non ci vuole tornare: "Ma se ci ritorno mi ammazzo / I raga di giù li porto nel cuore / La metà la tengo sul cazzo", tuonano le barre.

"La sola idea che io un giorno di questi possa perdere tutto e tornare ad Avellino mi logora. È un posto troppo piccolo per me", commenta. E non si riferisce al territorio e allo spazio effettivo dell’Irpinia – distretto, tra l’altro, incredibilmente bello –, ma "il problema è che ci nasci e muori senza concludere tanto", denuncia: "Se hai un sogno ti conviene scappare, giù non c’è nessuno che crede in te, nessuno che crede nelle tue potenzialità. E non perché ad Avellino siano tutti stronzi, ma perché non c’è proprio modo di investire su qualcuno, soprattutto se si parla di musica e arte".

Milano, invece, si sa, è diversa: "Questa città mi ha insegnato che non devi dare alcun valore alle opinioni degli altri. Che le persone vanno e vengono e non penseranno a te, a come sei vestito e a cosa hai detto o fatto per tutta la loro vita. Che puoi uscire come ti pare da casa, e che le attenzioni da parte della gente sono una figata: è bello quando ti guardano senza pensare solo ed esclusivamente ai tuoi difetti, ma notano quanto sia fregna, che look fighissimo tu abbia scelto per quel giorno".

BigMama - foto stampa
BigMama - foto stampa

O riconoscono quanto sia potente la tua musica. Infuocata, come TooMuch, l’ultimo singolo (a firma Crookers) con cui la rapper si prende la rivincita su tutti quelli che ne criticano l’apparenza o i suoi modi di troppo (quando, semmai, è "troppo figa"), appunto. O intima e fragile, ma pur sempre schietta, come Mayday, il primo singolo ufficiale (prodotto da Lester, Nowhere) che segna l’ingresso della giovane in Pluggers.  

"Ironica, riflessiva e vera, ma anche permalosa e insicura", si definisce Marianna. E così è la musica di BigMama: "La mia ironia è una parte fondamentale della mia scrittura, è il mio tratto distintivo. L’essere riflessiva mi aiuta a rielaborare i fatti e a metterli nero su bianco. Infine, so essere tanto vera", dice. Secondo lei la sincerità e la capacità di mettersi a nudo nei pezzi valgono molto: "In un mondo in cui sembra non capirti nessuno, ritrovarsi nelle parole di un’artista può essere d’aiuto".

Anche se a volte certe cose sarebbe meglio non dirle: "Forse anche per questo sono insicura di ciò che creo, lo riascolto milioni di volte e spesso questa cosa mi porta a fare un passo indietro e a buttare centinaia di pezzi scritti", confessa. "Nei testi mi incazzo con tutti, me la prendo troppo per qualsiasi cosa", aggiunge.

In pugno, uno scudo: la musica, interpretata da una voce che racchiude forza, femminilità e autoironia, con una naturale padronanza del linguaggio: "È importante utilizzare il linguaggio giusto. Serve per cambiare le cose", dice. E da lì, le chiedo se utilizza lo schwa, vocale centrale media arrivata di colpo in soccorso dell’inclusività nel vocabolario della lingua italiana: "Quando sento e so che ce n’è bisogno lo utilizzo nello scritto, anche se preferisco l’asterisco. Nel parlato mi basta parlare napoletano: il dialetto più inclusivo d’Italia", sorride.

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Oltre al linguaggio, secondo la giovane rapper l’immagine è un'altra parte fondamentale nel lavoro di un'artista per contribuire a cambiare le cose: "È nella tua immagine che gli altri si riconoscono maggiormente. Per farti un esempio: come può sentirsi una ragazzina obesa nel leggere su una copertina la frase dell’Incontrada: 'Mi accetto per come sono', quando Vanessa ha oggettivamente un fisico da paura conforme agli standard di bellezza della società?", ci domanda.

"In quel caso il linguaggio e il messaggio sono fortissimi e giustissimi, ma l’immagine? Difronte una roba del genere qualsiasi ragazzina obesa si sentirebbe male e pure presa per il culo, te lo dico io", e ha ragione BigMama.

Che, a proposito di insicurezze date dal fisico e dalle altre persone, mi spiega che la strofa firmata in Mani (traccia di Medioego, l’ultimo album di Inoki) parla di tutt’altro: "È stata ovviamente fraintesa perché nessuno conosceva la mia verità di quel periodo", sottolinea.

E continua: "La chiamata dall’etichetta di Fabiano (io e lui non ci conoscevamo ancora) è arrivata nel peggiore dei miei periodi. Mi ero stancata della chemio, delle persone che si preoccupavano per me e della mia vita in generale. Ma anche quella volta la musica mi ha rialzata tanto, e quel pezzo è una di quelle cose che ad oggi considero la mia medicina".

BigMama - foto stampa
BigMama - foto stampa

"Prima o poi tutto passa, a me è successo così", aggiunge Marianna. "Di fronte l’odio e l’ignoranza degli altri sono stata tollerante e nulla cura le ferite meglio del tempo. Tra l’altro, ci credi se ti dico che quelle che mi hanno torturata di più (nel periodo di Avellino, vedi in 77 la barra: "Passo tra ste gallinelle ed è bordello da pollaio", ndr), ora sono tutte nei miei DM a fare le amicone?".

"Il fatto è che quando l’offesa arriva da un uomo ormai mi scivola addosso, me l’aspetto sempre. Ma se ad offendermi è una donna, per qualche motivo, fa ancora più male. E 'ste tipe quando ero piccola mi ammazzavano proprio", conclude.

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L'articolo BigMama: quando la vita fa la stronza ci pensa la musica di Claudia Mazziotta è apparso su Rockit.it il 2021-10-15 16:00:00

COMMENTI (1)

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  • federi_ca 10 g Rispondi

    bho credo sia soltanto una ragazzina in sovrappeso che non è contenta del suo aspetto. Ti hanno insultata perché sei cicciona? che semplice mangia di meno.
    come pezzi ne ho ascoltato qualcuno e non è niente spero solo che non la stiano portando avanti solo per la suo storia (più gofnita di lei) @ClaudiaM