Drink To Me: come in un racconto di Urania Intervista

27/04/2012 di

Uno scambio di mail: il tono sarà pure naif ma in queste lunghe risposte si accenna all'universo sconfinato, ai racconti di fantascienza di Ballard, per finire con morte-significato-della-vita-figli. Il loro "S" è uno degli album più interessanti usciti nel 2012, dovevamo approfondire. L'intervista di Davide 'Brace' Rastelli.

Ciao Marco. Ti piace essere intervistato o è una cosa che ti annoia? Pensi che aldilà dell'aspetto promozionale possa essere ancora interessante o utile in periodi di ultra-twitting e network sociali questa ormai datata pratica giornalistica? Leggi mai interviste? Quale e a chi l'ultima che ricordi?
Mi piace essere intervistato, anche se al ripetersi di domande sempre uguali tendo ad annoiarmi. E' un modo per esprimere cose che con un tweet o un post su FB non riesco ad approfondire. Lo vedo come un piacevole stimolo, un'occasione. Generalmente leggo le interviste agli artisti che mi piacciono. Ma non solo. Mi interessano anche quelle ad artisti mainstream. Mi piace capire come se la vivono, il loro punto di vista. Spesso riservano sorprese. Più in generale, tra le  ultime lette ti direi: Iori's Eyes, Lady Gaga, Jovanotti, Il Teatro degli Orrori (quella su Sentireascoltare in cui Capovilla sbrocca senza motivo. Mi ha fatto pensare a Sgarbi!).

Assicuriamoci l'aspetto promozionale della cosa. Così poi parliamo d'altro. Cosa racconteresti a chi ancora non conoscesse la muscia dei Drink To Me per invitarlo ad ascoltare il vostro nuovo lavoro "S"?
Ecco lo spot: “Se cerchi qualcosa che ancora nessuno in Italia ha fatto in questo modo, ascolta "S" dei Drink to me! Siamo convinti che l'elettronica non sia qualcosa di freddo e pulito. Che una band rock non debba essere per forza "tosta" e spaccona. Abbiamo creato un suono che stimola il palato (un suono "da mangiare"), ritmi e melodie che creano dipendenza pari solo all'eroina”.

(Future Days, regia di Luca Lumaca)

Ho trovato un'ottima qualità di scrittura e molte belle canzoni a prescindere dagli arrangiamenti. Per quanto riguarda le influenze ci sento TV On The Radio, Animal Collective, MGMT ...cos'altro aggiungeresti? Ti arrabbi o ti fa piacere se si pensa che la vostra musica sia, in un qualche modo, sempre “allineata” con l'attualità indie internazionale?
Non so cosa potrei aggiungere alle influenze. Io mi sono lasciato ispirare da Arthur Russell nello scrivere melodie vocali articolate e libere. Ascoltiamo molta black music, in generale. Ma anche Leonard Cohen, per dire. Indie internazionale? Sarebbe stato come chiedere ai CCCP: “Vi dispiace essere accostati al punk?” o ai Marlene: “Vi dispiace essere accostati al rock sonico (la sparo a caso) americano?”. Insomma. Chi odia la parola indie è solo perché ha una crisi di identità. A me non interessa, dobbiamo arrenderci all’evidenza che le etichette non le scelgono i musicisti. E che “indie” ha un campo semantico gigantesco. La nostra musica non è derivativa, secondo me. “Future Days” assomiglia vagamente a MGMT se vuoi. Ma se conosci i Drink to me sai bene che quel modo di scrivere le melodie vocali (pensa al ritornello) in cui si aggiungono note ad ogni battuta è una storia iniziata con “Brazil” e mutuata piuttosto dal minimalismo. Ma dovrei fartelo vedere con una tastiera per spiegarmi meglio. E poi: cosa altro assomiglierebbe a MGMT? E’ giusto isolare un richiamo e fare di tutta l’erba un fascista?

Quando anni fa assistetti per la prima volta ad un vostro concerto ricordo che eri in brodo di giuggiole per l'acquisto del tuo primo synth Crumar. Dal vostro disco d'esordio fino ad "S" avete gradualmente sostituito la strumentazione rock classica con sempre più macchine. Cosa pensi del rapporto musica-tecnologia? Come questa ha cambiato negli anni il tuo approccio alla composizione?
La teconologia è importante. Lo strumento è importante. Cambia gli equilibri, le possibilità, gli spazi. Il Crumar DS-2 mi esaltava perchè tirava fuori inedite ed eccitanti possibilità (limitandone altre). Oggi i campionatori ci stanno dando lo stesso brivido. A volte si improvvisava in sala prove e bastava che Carlo (basso, synth e campionatore nei DTM) suonasse uno o due campioni per farmi saltellare in sala prove e ballare in contemplazione di quel suono. A volte non cantavo e non suonavo nemmeno. Ballavo e basta. Certo, c'è un lato meno romantico. Invece che strimpellare una chitarra in camera e scrivere la ballad più generazionale del mondo ti trovi davanti ad un computer ad ingrandire forme d'onda per isolare dei campioni interessanti, senza avere la minima idea dell'impiego che ne farai...

Il primo brano di "S" è intitolato ad Henry Miller. Mi dici cosa ne hai letto, cosa ne consigli e quali aspetti della sua poetica ti sei messo nel bagaglio?
Ho letto “Sexus”, iniziato “Plexus” e qualche brano qua e là. Non sono un lettore molto sistematico. E poi diciamocelo, ogni tanto Miller è pesante. Un mio amico mi diceva che è egocentrico in modo fastidioso. Un po' è vero. Di lui però adoro e consiglio tutti quei passaggi in cui in una manciata di righe riesce a dipingere con una potenza ed efficacia incredibili dei brandelli di Verità. Ogni tanto si aprono squarci, visioni lucide e deliranti del mondo occidentale, dei suoi destini e delle sue indecenze. Ma amo soprattutto le dichiarazioni d'amore per la vita nei suoi tratti più scabrosi e nella mancanza di senso e certezza che solo Nietzsche, tra quelli che conosco, è riuscito ad enunciare in modo più convincente." Due nostre strofe, Will we be able to build a house on the top of that volcano?" e "Life is an experiment", sono citazioni del filosofo tedesco.

Nei brani di "S" si fa spesso riferimento a segreti risolutori o comunque alla fascinazione per ciò che è misterioso ed ignoto ai più? Dovendo scegliere ti senti più un mistico, un filosofo o uno scienziato?
Mi sento un uomo che vive pieno di entusiasmo nonostante l'esistenza non abbia alcuna giustificazione, nessun senso, nessun approdo. Il cuore e lo stomaco mi si stringono ogni volta che lo dico. Mi è capitato più volte di piangere per un misto di malinconia, amore sconfinato per la vita e felicità. Capisci cosa intendo?

Temo di sì. Ma visto che sei tu ad aver introdotto l'argomento ti lascerei responsabilità e occasione di chiarirne meglio il concetto. Anche perchè, ascoltando il vostro disco, penso proprio che emerga prepotentemente. Da dove nasce questo tuo immotivato senso di speranza? Cos'è per te la bellezza? E, citandoti, “wich is the secret that makes you happy? What kind of thoughts makes you laugh?”.
La morte è il pensiero da cui parto per riflettere. L’altro è l’immagine della mia vita insignificante nell’universo sconfinato. E’ un’angoscia che però esplode in senso opposto, in un senso di libertà ed euforia incredibile. Mi sento pienamente responsabile della mia vita. La bellezza risiede nei dettagli, in tutto ciò che liberamente decido di rendere essenziale. Ma vedo la bellezza anche negli altri. Penso alle migliaia di generazioni di esseri umani che si sono svegliati tutte le mattine, che hanno lottato con se stessi e con il mondo. Che hanno sbagliato. Eroismo silenzioso. In questo ovviamente non è tutto un idillio. L’ingiustizia esiste, eccome. La dignità viene calpestata ogni giorno dal sistema capitalista, ma anche da quelle dinamiche di potere che Foucault stanava in ogni anfratto della società. Una maledetta miseria che ci costringerà, un giorno, a fare cose azzardate. Io non avrei paura di prendere un fucile e sbagliare. Davvero. Però non ne ne faccio il mio cavallo di battaglia. Non sono Capovilla.

In "Picture of the sun" c'è questa sorta di indovinello: "...the name of your God starts with S". Provo a ipotizzare, nell'ordine: Space? Science? Sun? Sex? Ci ho preso?
Un segno, come Roberto (polistrumentista e quarto DTM aggiuntosi nei recenti live) in un'intervista ha saggiamente detto, suggerisce e non afferma. Questo rende potente e suggestivo il titolo del disco e il passaggio che citi. "S" è una specie di somma delle parole che tiri in ballo, ma una somma che eccede sempre il totale ricavato dagli addendi. C'è tutto questo e di più. E' quella cosa che sta nello stomaco. E che connette il tuo stomaco a un luogo che sta a miliardi di anni luce da qui.

Tornando alla letteratura, la cartolina all'interno del booklet relativa al brano “Disaster Area” è un evidente omaggio alla serie Urania ed in generale mi sembra di poter affermare che le tematiche fantascientifiche siano al centro dell'intero lavoro. Mi parli di questo tuo interesse per la fantascienza? Chi ti piace leggere e cosa si può ritrovare nei brani di "S"?
"Disaster Area" ("La zona del disastro" su Urania) è il titolo di una delle pochissime mie letture di fantascienza. Raccolta di racconti di Ballard assolutamente favolosa. Carlo è il vero lettore di fantascienza della band, passo perciò...
Carlo: Ciao. In effetti ho letto un sacco di fantascienza, soprattutto da ragazzo. In particolare quella della cosiddetta "epoca d’oro". A casa dei miei abbiamo un armadio pieno di Urania. Ne ho letti tanti, scegliendoli in base alla copertina e al titolo (quanto erano fighe le copertine di Urania?). Ne ho letti ancora in tempi recenti durante i viaggi per andare a suonare. Per citare Sturgeon: "Il novanta per cento della fantascienza è spazzatura, ma in effetti il novanta per cento di tutto è spazzatura". Il dieci per cento di fantascienza figa è principalmente opera dei grandi autori tipo Asimov, Clarke, Van Vogt, Heinlein. Ad avere fortuna però capita di trovare anche qualche chicca di autori più sconosciuti: mi ricordo un bel libro trovato per caso tra gli Urania intitolato “L’addio orizzontale”. Comunque la fantascienza che consiglio a tutti di leggere è la trilogia originale della fondazione, di Asimov. Consiglio anche una cosa completamente diversa, ma ugualmente figa: “La notte del drive-in”, di Lansdale. “Space”, tra i brani di “S”, mi porta alla mente immagini fantascientifiche, oltre che per l’ovvio motivo del titolo, e per le citazioni, anche per l’atmosfera del brano. Si dice poi che il finale di "L.A. 13 pt.2" rappresenti l’arrivo degli alieni che vengono a spaccare tutto durante una festa gay sulla spiaggia. Fantascienza, quindi.

Come ti piacerebbe che il pubblico reagisse ai vostri concerti? Se fossi tu tra il pubblico, come te lo vedresti un concerto dei Drink To Me?
Mi esalterei, ballerei e ogni tanto gli urlerei qualche insulto scherzoso o qualche verso da gorilla. Almeno, così faccio durante i concerti che mi esaltano...

Cosa prevede il menù per il vostro immediato futuro? Sarete in tour? Particolari date da segnalare? Se non sbaglio stai per diventare padre, come si sposa la vita del tour con quella famigliare? A tua moglie piace "S"?
Il tour durerà quasi un anno. Da segnalare finalmente un festival dalle mie parti, con noi, Aucan, Be Forest, Foxhound e tante altre cose fighe. Si chiama “A Night LIke This”, 21 luglio! All'estero ci pensiamo in autunno. Poi ci fermeremo qualche mese perchè vorrei diventare papà. Intanto scriveremo il disco nuovo. Mia moglie è un tesoro, così come la fidanzata di Carlo. Entrambe ci sostengono e comprendono. Capiscono i nostri infiniti sbattimenti. Tutti e quattro inoltre abbiamo lavori precari/flessibili. Mia moglie adora "S". Finalmente le piace al 100% un nostro disco!

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