Francesco Radice: la scrittura come rifugio, la musica come uscita

Tra cantautorato pop rock e songwriting terapeutico, il musicista brianzolo trasforma le canzoni in uno spazio dove raccontare storie, dare voce agli invisibili e mettere ordine nei propri pensieri.

Foto di Federica Monguzzi
Foto di Federica Monguzzi

Per qualcuno scrivere canzoni è una questione di forma, per altri di stile. Per Francesco Radice, invece, è prima di tutto un modo per stare al mondo. Un gesto che assomiglia più a un processo di messa a fuoco dei pensieri che a un semplice esercizio musicale.

Non è un caso che, accanto al percorso artistico, questo artista brianzolo classe '87 affianchi il lavoro da psicologo, portando avanti laboratori di Songwriting Espressivo e Terapeutico rivolti ad adolescenti e giovani adulti. Un doppio binario, diviso tra musica e ascolto, in cui la scrittura diventa uno strumento per tirare fuori quello che spesso resta nascosto sotto la superficie.

Un percorso iniziato dall'adolescenza, con la scrittura dei primi pezzi, che nel tempo si è strutturato anche attraverso lo studio, prima con la vocal coach Emanuela Gramaglia e poi con il diploma al CPM Music Institute in Contemporary Writing & Production. Ad ogni modo, il suo rapporto con la musica ha sempre mantenuto una particolarità: non passa necessariamente dalla tecnica strumentale. "Sebbene strimpelli la chitarra e il basso, è importante sottolineare una cosa: non ho mai approfondito la pratica di uno strumento. Non sono un musicista: mi definisco un cantautore nel senso che scrivo testi e melodie, e canto i miei brani". 

Un’identità precisa che si riflette anche nel modo in cui costruisce i suoi pezzi, spesso affidandosi a musicisti che lo accompagnano nella realizzazione sonora delle idee. "Per quanto riguarda la parte musicale - sottolinea Radice - collaboro con persone che ne sanno molto più di me in fatto di musica". Tra questi il batterista Dario Marchetti e il produttore Ludovico Clemente "con cui, oltre all’aspetto musicale, c’è un bel rapporto di amicizia”.

Al centro della sua produzione resta comunque la parola. Le canzoni di Radice si muovono dentro un perimetro di cantautorato italiano pop rock che non rinuncia a incursioni in territori diversi, come il pop punk, ilrape persino qualche sfumaturaelettronica, senza mai perdere mai di vista il nucleo narrativo dei brani. "Nei miei pezzi il testo è l’aspetto principale, quello a cui do la priorità, affiancandolo spesso ad arrangiamenti essenziali, fatti proprio per mettere in risalto le parole". Una scelta che racconta bene anche il tipo di storie che gli interessa mettere in musica, come relazioni, sentimenti ma anche temi sociali e salute mentale. Argomenti che attraversano tanto la sua professione quanto la sua scrittura.

Le influenze, in questo senso, arrivano da mondi diversi ma in qualche modo complementari. Non solo giganti della canzone d'autore italiana come Fabrizio De André e Francesco Guccini, ma anche da territori geografici decisamente distanti dalla tradizione del Belpaese. "Musicalmente parlando - ci racconta Radice - la band grazie alla quale mi sono avvicinato alla musica da adolescente sono stati i Blink-182. Del loro stile credo di portarmi appresso il modo di concepire le linee melodiche". 

A questo si aggiunge un altro ascendente, ancora meno scontato, ovvero quello di Eminem, "un artista che mi ha formato molto, portandomi poi ad ascoltare molto rap italiano". Un mosaico di ascolti che oggi si muove verso nuove esplorazioni. "Attualmente sono in una fase di ascolto del cantautorato italiano contemporaneo, per citare un artista su tutti, Brunori Sas”.

Francesco Radice - Foto di Federica Monguzzi
Francesco Radice - Foto di Federica Monguzzi

Questa attenzione verso lo storytelling trova una declinazione precisa nel suo ultimo EP, Per aspera ad Astrea, costruito attorno a un concept che affonda le radici nella mitologia greca. "Astrea - ci spiega Radice - era la dea vergine dell’innocenza e della purezza. Una volta scesa sulla terra nell’età dell’oro, diffuse i sentimenti di bontà e di giustizia ma, disgustata dalla degenerazione morale del genere umano, scelse di ritornare in cielo dove oggi risplende nell’aspetto della costellazione della Vergine". Da questa figura nasce il cuore tematico del disco, basato sul "tema della giustizia e dell’ingiustizia sociale, con lo scopo di dare voce a persone che non ne hanno e raccontando storie troppo spesso dimenticate".

Una tensione narrativa che sembra voler riportare il cantautorato alla sua funzione originaria, quella di osservare il mondo e restituirlo sotto forma di racconto, a cui manca un’unica dimensione: il palco. "È da tanto che non mi esibisco dal vivo, da prima del Covid, anche se ho in programma di ripropormi live a breve".

Tra i ricordi più vivi legati ai concerti ce n’è uno che riguarda proprio uno dei suoi riferimenti più importanti, "quando ho eseguito per la prima volta una reinterpretazione del brano Un chimico di Fabrizio De André durante un contest. Alla fine dell’esibizione, una persona mi si è avvicinata dicendomi di portare sempre quel brano dal vivo, perché molto prezioso e mi avrebbe fatto bene". Un consiglio che Radice ha preso alla lettera, visto che, dopo aver vinto quella gara, ha sempre riproposto quel brano in ogni singolo concerto.

Per quanto riguarda il futuro, il cantautore lombardo si muove su più fronti. Da una parte la scrittura di nuove canzoni - con un album in lavorazione dedicato al tema della salute mentale - dall’altra il desiderio di tornare a condividere la propria musica dal vivo e di aprirsi anche alla scrittura per altri artisti.

Senza dimenticare il lavoro nei laboratori di songwriting, che resta uno dei pilastri del suo percorso. "Così come la scrittura è stata per me terapeutica - e lo è tuttora - il mio auspicio è che lo sia anche per altri". Perché in fondo, è proprio da qui che tutto sembra partire: dalla convinzione cheuna canzone, prima ancora di diventare musica, possa essere un modo per dare forma ai pensieri e trovare, tra le parole, uno spazio dove respirare.

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L'articolo Francesco Radice: la scrittura come rifugio, la musica come uscita di Luca Barenghi è apparso su Rockit.it il 2026-03-20 11:35:00

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