Fragole sataniche e altre stranezze: il mondo inquieto dei Germanotta Youth Intervista

Foto di Ludovica Galeazzi - Foto di Ludovica Galeazzi -
02/04/2015 di

Fabio e Giulio sono i Germanotta Youth: una band romana dal sound estremo che prende tanto dal metal, quanto dalla techno, fino alla psichedelia e ogni sorta di rumore; in questa intervista ci spiegano da dove arriva la (bellissima) copertina del loro disco omonimo, le loro passioni extra-musicali, l'approccio che hanno alla sperimentazione sonora. 

Andiamo subito al dunque parlando del vostro nuovo lavoro. Prima ancora del sound schizofrenico, la cosa che colpisce è la coloratissima copertina: una fragola dalle sembianze demoniache che ho trovato bellissima. La scelta ha un significato particolare?
F - L'idea era quella di unire in maniera ironica l'immaginario metal/satanico con una sorta di "Hello Kitty" inserita in un contesto tipo "Il pranzo è servito", e questo è stato il risultato delle tre menti che lo hanno realizzato (Germanotta Youth+Roberto Mattiucci).
G - Inizialmente è stato Fabio a partorire l'idea della fragola e delle varie facciate del disco, ma allora non mi convinceva molto. Poi avendo elaborato il logo e vedendo davanti agli occhi realizzata la restante grafica del pack ho semplicemente iniziato ad adorare il tutto.

Parliamo della musica. Le tracce hanno un impatto incredibile. Ho notato da subito che, differentemente dall'esordio, ora ci sono anche dei titoli in italiano. Ci sono stati dei cambiamenti nel modo di lavorare, rispetto agli inizi?
F - Ci sono state ben 3 line up differenti, e questo è il risultato! Tutte le composizioni/partiture germanottiche sono sempre state partorite dalla mia personale malattia e affinate con i musicisti che si sono alternati. Ora però, con questa formazione, è tutto ancora più immediato, definito e performante. Basti pensare che il disco è un live in studio.
G - Effettivamente l'impatto non è per nulla sobrio, diciamo pure insolito. Abbiamo registrato attingendo e spremendo al massimo la vena creativa, ri-arrangiando e perfezionando moltissimi brani sul momento e “reinventandoci” sugli strumenti. È stato tutto registrato in modo molto spontaneo, immediatamente dopo una prova e la nascita della nuova formazione. Una bella sfida che speriamo dia i suoi frutti.



I vostri pezzi hanno influenze che svariano dalla cyber music, all'industrial per sfociare a volte nel metal e nella techno. Qual è la strada maestra che state seguendo? Esiste un modo per dare in qualche modo un ordine a questo meraviglioso caos sonoro?
F - Tutto quello che succede è scritto e organizzato in maniera molto semplice, giocosa e minimale; alla base c'è la voglia di sviluppare il drumming del metal estremo, in un territorio in cui i poliritmi e gli accenti sincopati si sforzino nel dare dinamica piuttosto che nello spezzare, creando un groove fluido piuttosto che frammentare il beat; il tutto però è inserito in un contesto sonoro più ampio: no chitarre e no voci (di cui da adolescente metallaro ne ho piene le orecchie e mi ingabbiano la fantasia sonora nell'ormai trentennale, obsoleto immaginario rock/metal), ma basso ed elettroniche che rendono possibili infinite texture sonore.
G - Come ha spiegato Fabio abbiamo cercato di creare e di giocare su/con i poliritmi nel tentativo di non spezzare il tempo, ma renderlo fluido e continuativo con l'uso di ostinati ed illusioni ritmiche. Abbiamo incastonato nel prodotto le nostre peculiarità dietro gli strumenti, ma c'è stata moltissima libertà: dalle elettroniche e la loro gamma di suoni incredibili, graffianti ed a volte delicati, al basso ossessivo ma stabile con i suoi accordi o parti più frustate, infine una batteria che vuole legare le caratteristiche metal estreme ad un drumming più imprevisto e moderno.



Nella scena underground italiana spesso musica come la vostra rimane un po' nell'ombra. Secondo voi perché?
F - Diciamo che è il mainstream che non ci vuole fortunatamente. Invece l'underground è il nostro terreno fertile di scambio sia qui in Italia che all'estero e questo mi permette da oltre 15 anni di vivere solo della mia musica, senza mai alterare (per motivi commerciali) la proposta. Però se intendi dire che la scena underground italiana si è ancora più "poppizzata" e "decodificata" rispettando ormai inevitabilmente alcuni cliché anche nei generi che dovrebbero essere "indipendenti", "avant" o di "ricerca" ti do pienamente ragione!
G - L'Italia possiede una scena underground immensa, tra prodotti validissimi, voci in capitolo che non ci raccontano nulla di nuovo e le varie sfumature nel mezzo. Anche per questo motivo non è sempre facile destreggiarsi tra le varie proposte o perlomeno rimanere aggiornati in modo costante e totale.
Attualmente possiamo ritenerci soddisfatti di come la situazione live e di gradimento stia andando avanti. Da quando i brani hanno iniziato a vedere la luce ed essere portati in giro abbiamo sempre riscontrato interesse e volti attenti ed immersi nella musica durante le esibizioni, in Italia come all'estero.

I Germanotta Youth vengono da Roma. Il loro sound quanto è influenzato dalle atmosfere urbane della capitale? Una città così grande deve essere un'immensa fonte di espressività, di cultura, di influenze e spunti infinitamente diversi, anche musicalmente parlando.
F - Roma è stata molto stimolante e sicuramente ci ha costretto a raffinare tutto quello che poi siamo riusciti con i vari progetti a portare fuori (Europa, America, Giappone, Norvegia, Inghilterra, Israele, ecc...). Ora però è un bruttissimo momento e speriamo che presto rinasca e si riorganizzi tutto il fomento di una volta in spazi che romperanno nuovamente le chiappette!

Nel vostro quotidiano vivere, quali sono gli ascolti che prediligete? E quali sono quelli che in qualche modo hanno influenzato in maniera considerevole il vostro percorso artistico?
F - Fagocitiamo ogni audio/cosa, sopratutto in tour c'è la sfida delle compilation mp3 più variopinte!
G - La risposta potrebbe dilungarsi veramente moltissimo, ma posso dire che è sicuramente merito degli ascolti più disparati se ci ritroviamo ad aver composto gli attuali brani germanottici. A titolo personale dico che l'ascolto e l'esecuzione (anche e soprattutto con miei altri progetti musicali) della musica metal estrema mi è servita in questi anni ad affinare un certo tipo di tecnica e di gusto musicale nel contesto. Per tutto il resto, contribuiscono gli ascolti diametralmente distanti che mi accompagnano fin dall'infanzia, dal jazz al cantautorato italiano di Fossati, dal rock psichedelico dei '70 a quello progressive più moderno, da Zappa agli A.A.L. ecc. Non c'è un ascolto prediletto in tutta onestà; sicuramente alcuni periodi nella vita ispirano un ascolto ripetuto di determinati brani, ma cerco sempre di sforzarmi ad accogliere il nuovo e tutto ciò che la creatività umana ha da offrire!
Durante i tour passiamo in rassegna vagonate di dischi, sebbene Fabio sia riuscito a trasmettermi (almeno una parte) della sua smodata passione per i Magellan, con conseguente ascolto d'obbligo on the road.

 

GERMANOTTA YOUTH: "PLANERD TERROR" OFFICIAL VIDEO OF "THE SU...

ORIGINAL SHORT MOVIE BY REEKS IN 1988RE-SYNC ON "THE SUCCUBUS" AND RE-EDIT BY REEKS IN 2015

Posted by Germanotta Youth on Mercoledì 25 marzo 2015

Il vostro è un progetto molto particolare e probabilmente mirato ad un tipo di pubblico in particolare. Quali sono i posti dove preferite esibirvi per fare ascoltare la vostra musica?
F - Non ci sono posti prediletti, noi facciamo musica per divertire e divertirci, bastano 2 persone, 2 birre e la voglia di ascoltare. Certo, quando i numeri di persone e birre aumentano di qualche zero la festa è ancora più festosa!
G - Tutti i posti hanno qualcosa da offrire di particolare, e noi qualcosa da offrire loro in rapporto alla situazione. Certo è che cerchiamo sempre di tirare fuori il massimo, anche quando si è trattato di suonare davanti a 2 persone che 2. Eppure anche in quei contesti non ci si scoraggia assolutamente, anzi si creano un'intimità ed una intesa maggiori con chi rimane stregato dal nostro sound un po' stravagante.

Ascoltando per bene il disco, ho notato una certa passione per le atmosfere da videogame, come nel pezzo "Super Mario Blast". Siete degli amanti? Avete altre passioni al di fuori del mondo musicale?
F - Ovviamente! Vorrei rispondere "la figa" ma purtroppo la vita del nerd è molto più complicata del previsto!
G - Ho giocato davvero con pochi videogame nella mia vita, ma quei pochi posso affermare di averli letteralmente squagliati!
Le passioni sono davvero tantissime, è difficile rendere giustizia a ciascuna in poche parole, ma diciamo che al pari della musica non posso non citare la passione per il disegno, fin da quando ero in tenera età.

Nelle tracce del disco spesso compaiono personaggi, almeno nei titoli, che poi riescono ad essere immaginati attraverso la musica. Parlateci del Techno Viking.
F - Il Techno Viking è un "popolare" personaggio web che inevitabilmente mi riporta all'immaginario post adolescenziale di rave, occupazioni, street parade e compagnia bella, dove trovo ogni volta evocativi spunti musicali e non.

E i progetti futuri e i sogni nel cassetto? Continuerete a sperimentare spingendovi su territori ancora più strani ed estremi?
F - Il suono dei Germanotta è in continua mutazione; possiamo anticipare che nel prossimo lavoro ci sarà un quartetto d'archi, una brass band e tante altre sorprese in formato vinilico!
G - Fabio non poteva dirlo con parole migliori, da progetto sperimentale deriva un sound sperimentale e così sarà per il prossimo disco.
Ogni prodotto vorrà/dovrà essere qualcosa di diverso (sebbene si riuscirà sempre a contraddistinguere la matrice germanottica di fondo); perfino il disco attuale possiede tracce con master e missaggi diversi, brani registrati in giorni differenti e con diverse microfonazioni! Continueremo sicuramente con questa intenzione provando a spingerla sempre un gradino più su.

Tag: techno metal

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