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Perché Scampia è anche altro: intervista a Giuseppe Fontanella, direttore artistico dello Scampia Music Fest

Abbiamo intervistato Giuseppe Fontanella, direttore artistico dello Scampia Music Fest, per farci raccontare qualcosa di più sull'evento che si svolgerà il 14 e 15 settembre.
13/09/2018 09:27

Il 14 e 15 settembre, presso la Villa Comunale di Scampia, a Napoli, si svolgerà la nuova edizione dello Scampia Music Fest, evento di cui Rockit è media partner dedicato a musica live, estemporanee di arti grafiche e visive, esposizioni, workshop di approfondimento del settore discografico e artistico in genere, tavoli di incontri e discussioni. L'obiettivo principale dela manifestazione, realizzata con il sostegno del MiBACT e di SIAE e ad ingresso gratuito, è quello di "dare vita, attraverso la partecipazione di addetti ai lavori e artisti di fuori regione, e della stampa nazionale oltre che locale, ad una partecipazione non solo locale, al fine di far conoscere un lato di Scampia, molto lontano dall’immaginario dell’opinione pubblica". Per scoprire qualcosa in più sul festival abbiamo intervistato Giuseppe Fontanella, membro dei 24 Grana e fondatore della Octopus Records, che cura la direzione artistica dell'evento.

Ci racconti un po' la storia del festival? Da dove è nata l'idea?
Nel 2016, assieme alla “Cooperativa l'uomo ed il legno”, abbiamo provato un azzardo: invertire con un festival il normale percorso del pubblico per i concerti. La stazione della metropolitana di Scampia, che porta normalmente i ragazzi dalla periferia al centro storico, per una volta sarebbe servita in senso inverso, facendo arrivare nel quartiere persone che magari avevano come riferimento solo i soliti scenari offerti da film e serie tv. Perché chiaramente Scampia è anche ‘altro’, e questo farglielo toccare con mano.

Il vostro festival è un evento multidisciplinare dove la musica si incrocia con cinema, fotografia, workshop e molto altro: come decidete il percorso da fare?
Fondamentalmente tutto è legato alla periferia e ai suoi (spesso difficili) percorsi di integrazione. Abbiamo così chiamato a raccolta Chikù, il primo ristorante Rom/Napoletano, che ha preparato un laboratorio culinario interculturale rivolto principalmente ai bambini; e il centro territoriale Mammut, con la sua ciclofficina, per spargere il verbo di un rapporto più attento nei confronti della natura e dei mezzi di trasporto.

Quest’anno la manifestazione ospiterà un reportage fotografico di Matteo Casilli dedicato proprio a Scampia: qual è l'aspetto che ti ha colpito di più del suo modo di raccontare il quartiere?
Matteo, oltre a essere un bravo fotografo, è anche (fondamentale nella sua professione) una persona molto sensibile. Lo abbiamo ospitato a luglio, e con lui abbiamo fatto una passeggiata nei dintorni della villa comunale che ospiterà il festival, lasciandolo libero di fermare la bellezza e le contraddizioni (per quanto possibile) secondo un suo personale percorso documentaristico, da persona che per la prima volta si trovava a ‘vivere’ direttamente il quartiere.

Foto del reportage di Matteo Casilli "Vive!"

L’evento ospita anche due contest, uno per band emergenti e un altro per cortometraggi (quest’ultimo dedicato interamente alle periferie), una bella opportunità per tanti giovani di talento: puoi dirci qualcosa in più su queste iniziative? Com'è stata la partecipazione?
Da musicista, non nego che ho con piacere organizzato workshop professionalizzanti per musicisti emergenti, in modo da dare strumenti concreti a chi vuol fare della propria passione una professione: ho chiamato a raccolta molti amici professionisti, esperti in vari aspetti del mestiere, ospitando le band selezionate entrambi i giorni del festival, affinché non fosse solo la 'mezz'ora di gloria' sul palco il ricordo di questa esperienza. Chiaramente, inoltre, lo Scampia Short Film Competition è strettamente legato al luogo dove abbiamo scelto di organizzare il festival: ci interessava scovare differenze e analogie tra le varie periferie del mondo, chiedendo aiuto a filmaker internazionali.

Nella giuria del contest cinematografico c'è Francesco Lettieri, che nell'ultimo anno tramite i video di Liberato ha dipinto una certa visione anche romantica di Napoli, delle sue periferie e dei suoi abitanti, soprattutto i più giovani. Trovi che il suo sia uno specchio autentico sulla città?
È un ottimo filmaker, e sicuramente in questi ultimi anni ha dato con grande capacità luce e colore ai nuovi percorsi musicali italiani: lo seguo con piacere dai primi lavori con Giovanni Truppi, che in particolare stimo molto come cantautore. Tornando a Lettieri, il suo modo di creare per i video musicali delle piccole storie gli permette di aprire uno spaccato agrodolce sulla città e la periferia in particolare. È un piacere vederli, e penso abbia una particolare capacità nel trasfigurare l'immaginario delle nuove generazioni.

Come siete stati accolti nel quartiere?
Il festival è radicato nel quartiere: abbiamo cercato di non farlo sentire come “calato dall'alto” . Personalmente collaboro da anni con molte realtà che lavorano nel quartiere, e abbiamo interagito fin dall'inizio con esperienze come il Gridas-gruppo di risveglio dal sonno, e tante altre associazioni che sono il simbolo della resistenza e della bellezza di un quartiere che cerca di far vedere altro rispetto a quello che più facilmente fa notizia, senza chiaramente nascondere sotto la sabbia i problemi.

Lo Scampia Music Fest ha come missione principale quella di superare i pregiudizi su un quartiere ‘difficile’: quanto può fare la cultura nel nostro Paese oggi? Può essere un reale strumento per combattere il degrado?
La cultura è tutto: si potrebbe dire che non serve a comprare il pane, ma ti permette di capire chi è che non ti permette di portare il pane a tavola la sera. A parte questa difesa preventiva di quanto ho detto, nella cultura metto l'empatia verso gli altri, la sensibilità e la coscienza per i propri diritti. Non mi dilungo per non uscire fuori traccia, visto quanto è pesa la domanda, e vi ringrazio per lo spazio che ci avete concesso.

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L'articolo Perché Scampia è anche altro: intervista a Giuseppe Fontanella, direttore artistico dello Scampia Music Fest di margherita g. di fiore è apparso su Rockit.it il 13/09/2018 09:27

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