Laguna: colonne sonore di universi immaginari

Da Sirmione a un mondo lontano: Nicola Messedaglia ci racconta "parlo di stelle in ogni canzone", un disco che è anche un podcast e un concerto da vivere dentro

Foto di Nicolò Turcato
Foto di Nicolò Turcato

C'è chi, ascoltando le prime demo di Laguna, ha pensato a una colonna sonora: quella di un anime, di un cartone che non esiste. Un mondo da qualche parte oltre il nostro, esplorato da Nicola Messedaglia, che vive a Sirmione, sul lago di Garda, e che in provincia di Brescia ha costruito il proprio mestiere come autore e produttore nel suo MHWK Studio.

Il lavoro in studio è cominciato nel 2014, accanto alla scrittura di canzoni per i suoi progetti, diventando a tutti gli effetti la sua professione nel 2020. E proprio Laguna è il suo primo progetto solista. Il rapporto con le sette note del pentagramma parte in ritardo, almeno secondo i canoni di chi nasce con una chitarra in mano. "Ho cominciato relativamente tardi a suonare e a fare musica - ci racconta Messedaglia - non ho toccato uno strumento fino ai 17 anni". Ma una volta partito non ha perso tempo: chitarra e canto da una parte, dall'altra la voglia immediata di scrivere pezzi suoi.

La formazione passa dalle accademie musicali Lizard, dove ha incontrato Stefano Paviani, prima come insegnante e oggi come amico e collaboratore. Insieme lavorano nel corso degli anni a molti progetti emergenti, arrivando a Sanremo Giovani con un brano per Littamè, Cazzo avete da guardare. Hanno anche lavorato alla serie Netflix Di4ri, per la quale Messedaglia ha scritto e interpretato due canzoni. Tra i compagni di strada ci sono poi Vincenzo Fasano, autore e cantautore mantovano, e il produttore Andrea "Trix" Tripodi.

È con loro, e con gli amici a cui faceva ascoltare le bozze, che è emersa quell'immagine ricorrente di "colonne sonore di un anime, di un mondo immaginario, con una forte componente cinematica". Più che una sorpresa, una conferma del fatto che "unire musica, immaginari, storie e creare un mondo dentro cui l'ascoltatore si possa immergere" sia l'idea giusta da cui partire, con il proposito di offrire qualcosa di diverso dal solito, "nel limite del possibile".

Se gli si chiede di mettere un'etichetta alla sua musica, resta con i piedi per terra: il genere più vicino è un "pop italiano più o meno alternativo". Coordinate che si capiscono meglio dagli ascolti. Da una parte i Linkin Park più sperimentali, quelli di A Thousand Suns, "un album - ci dice - che mi ha aperto un mondo alla sua uscita", e i Thirty Seconds To Mars nella loro versione più epica. Dall'altra una passione per le soundtrack che va dalla serie Arcane, con la sua miscela di artisti lontanissimi tra loro, fino ai lavori di Metro Boomin per Spider-Man, passano per Sting e i Twenty One Pilots.

Laguna - Foto di Nicolò Turcato
Laguna - Foto di Nicolò Turcato

Un melting pot sonoro che prende forma proprio in parlo di stelle in ogni canzone, il suo primo album solista. Nove tracce nate dopo lo scioglimento della sua precedente band, scritte tra il 2020 e il 2023, che messe insieme, sarebbero potute restare una semplice raccolta. A cambiare le cose è stato il podcast a puntate Negli universi c'è un gran rumore, in cui quelle canzoni sono finite dentro una storia di fantascienza ambientata in un universo lontano dal nostro. Nate come riflessioni quotidiane e reazioni a ciò che la vita mette davanti a tutti, le canzoni hanno trovato così "un nuovo peso e significato - sottolinea Messedaglia - trasformandosi in un viaggio verso un altro mondo, almeno per chi le ascolta insieme al racconto".

Un'influenza che, di fatto, ha funzionato anche al contrario, visto che la storia ha influenzato a sua volta la musica, spingendo Laguna "a schiacciare l’acceleratore sulle componenti più cinematiche e di atmosfera, dopo delle prime versioni più 'classiche' e 'safe'". 

E un primo, importante punto di arrivo di questo progetto multimediale è stato il concerto di presentazione a Mantova, a novembre dello scorso anno. Un'ora di esibizione immersiva, in cui Messedaglia ha portato parlo di stelle in ogni canzone nella sua interezza dal vivo, "con proiezioni a 280 gradi attorno al pubblico - ci spiega - completamente circondato da visual realizzati ad hoc dal visual artist Elia Pellegrini". Un'esperienza in cui, dice, "tutti insieme abbiamo vissuto, di persona, l'ultimo capitolo della storia ascoltata nel podcast". Il senso di tutto sta in questo passaggio, per lui l'obiettivo numero uno: dall'ascolto a distanza all'esperienza fatta di persona, insieme.

Per questo, guardando avanti, la prima idea è semplice: riportare questo tipo di performance in più luoghi possibile e far vivere il disco ancora per un anno. Intanto, insieme a Elia Paghera, regista e produttore che ha lavorato con lui al podcast, Messedaglia comincerà a scrivere una nuova parte della storia, per un nuovo viaggio e nuova musica.

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L'articolo Laguna: colonne sonore di universi immaginari di Luca Barenghi è apparso su Rockit.it il 2026-10-05 11:07:00

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