Mattia: quando la pista da ballo diventa un atto di coscienza

Tra pop, spiritualità e disco music, il cantante lombardo racconta il nuovo singolo "Occhi Laser sulla Notte": un percorso che trasforma il dancefloor in uno spazio di libertà interiore.

La pista da ballo non è un luogo in cui dimenticare, ma uno spazio in cui ritrovarsi. Un posto in cui il corpo si muove, certo, ma soprattutto smette di mentire, lasciando emergere quella parte di noi che troppo spesso resta sepolta sotto il rumore del quotidiano. È da questa idea, tanto fisica quanto profondamente spirituale, che prende forma il nuovo capitolo artistico di Mattia Tosoni, in arte semplicemente Mattia.

Un progetto che continua a mettere al centro la ricerca di sé, ma che questa volta sceglie di farlo cambiando prospettiva: meno introspezione statica, più movimento e ritmo. Perché, come racconta lui stesso, "ho deciso di entrare sul dancefloor, perché è lì che il corpo smette di mentire. Non mi interessa fare musica per fuggire dalla realtà: mi interessa trasformarla". Una direzione che, in fondo, rappresenta l’evoluzione naturale di quel percorso di autenticità e condivisione che ci aveva già raccontato nella nostra precedente chiacchierata, ma che oggi trova nel ballo una nuova forma espressiva.

Mattia vive tra Brescia e il Lago di Garda, anche se, "gli innumerevoli viaggi che ho fatto nella vita hanno contribuito a darmi una visione più ampia". Una sensibilità che affonda le proprie radici in un rapporto quasi istintivo con la musica, presente fin dall’infanzia. "Ascolto tantissima musica fin da bambino", racconta con semplicità, mentre il momento in cui ha deciso di passare dall’altra parte, da ascoltatore ad autore, è arrivato in un periodo che per molti ha significato una brusca interruzione del tempo, ovvero "durante la pandemia". Da allora il suo percorso si è intrecciato con collaborazioni come quelle con Reizon e Rossella Essence, prima di approdare a una nuova fase artistica apertamente ispirata agli anni Settanta americani e all’immaginario dello Studio 54, in cui "ballare diventa una terapia per l’anima”.

Del resto, il pop è sempre stato il suo linguaggio naturale, che "mi ha sempre definito, lo amo perché può ogni volta essere contaminato da un genere diverso dando vita a qualcosa di inedito”. Un approccio riflesso anche nei suoi ascolti, cresciuti all’ombra delle grandi icone internazionali. "Sicuramente da Madonna a Beyoncé le grandi pop star mi hanno influenzato da adolescente e continuano a farlo". Influenze che non vengono imitate, ma assorbite come strumenti per costruire un’identità personale, coerente con quella ricerca di verità che aveva già caratterizzato 2 Di ME, il suo disco d'esordio.

Questa tensione trova oggi la sua espressione più compiuta in Occhi Laser sulla Notte, il nuovo singolo in uscita ad agosto e primo tassello del disco previsto per l’inizio del 2027. Un brano che sceglie il linguaggio della dance senza rinunciare a un messaggio preciso. "Voglio che la gente balli, sì, ma che mentre balla si faccia anche delle domande. La dance non serve solo a dimenticare, piuttosto può essere usata per riflettere, perché mentre ti lasci trasportare dalla musica puoi connetterti con il vero te".

Da qui nasce anche la scelta di ribaltare uno dei motti più celebri della storia. "In Occhi Laser sulla Notte - ci racconta Mattia - ho preso una frase che appartiene alla guerra, il celebre Veni, vidi, vici, e l’ho svuotata del suo significato originale. Non mi interessa celebrare chi conquista. Mi interessa raccontare chi sceglie di non combattere quando potrebbe farlo". Una dichiarazione che, proseguendo quella visione della musica come luogo di cura e incontro che il cantante lombardo aveva già espresso in passato, assume contorni ancora più netti. "Oggi la vittoria più rivoluzionaria è restare umani, amare senza paura, proteggere la propria identità e quella degli altri. Credo che la pace sia un atto creativo, e volevo che questa canzone lo dicesse senza retorica".

Un’idea di musica che, inevitabilmente, trova il proprio compimento sul palco. "Sicuramente - sottolinea Mattia - lo show di Milano dello scorso gennaio mi ha fatto pensare molto a quanto sia importante per noi artisti la dimensione dei live". Non soltanto un luogo dove eseguire canzoni, ma lo spazio in cui quel dialogo tra corpo, emozioni e spiritualità può finalmente prendere vita davanti a un pubblico reale.

Se Occhi Laser sulla Notte rappresenta un nuovo e importante capitolo del suo percorso, lo sguardo di Mattia è già proiettato oltre. Il singolo in uscita ad agosto è infatti la porta d'ingresso di un disco da lui stesso definito come "il più importante che ho fatto finora, che fonderà spiritualità, la cosa a me più cara, al dancefloor, la dimensione in cui mi sento bene con me stesso".

Un lavoro che promette di tenere insieme due mondi solo apparentemente distanti, trasformando il ballo in un gesto di consapevolezza e la musica pop in uno spazio dove lasciarsi andare senza smettere, mai, di interrogarsi. Perché, nella visione di Mattia, la rivoluzione non passa necessariamente dal rumore dello scontro: a volte basta una pista illuminata, una cassa in quattro quarti e il coraggio di guardarsi davvero dentro.

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L'articolo Mattia: quando la pista da ballo diventa un atto di coscienza di Luca Barenghi è apparso su Rockit.it il 2026-07-27 22:40:00

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