No Label / intervista

No Label: "Ho iniziato con i Nirvana, ora seguo i miei svarioni"

La musica è libertà, idee e cazzeggio e il produttore 20enne padovano lo sa bene. Come dimostra il disco onomimo con le voci di Dola, Ugo Borghetti, Barracano e Crookers
28/11/2019 13:06

Vent’anni, da Padova, No Label è la giovane nuova promessa di casa Pluggers, probabilmente una delle realtà emergenti italiane del momento. Il suo disco, omonimo, unisce voci come quelle di Dola, Ugo Borghetti, Barracano e Phra Crookers. Tra influenze elettroniche, avant-pop, grunge, ecco un nuovo produttore molto giovane, che ha già saputo conquistarsi l’attenzione di molti addetti ai lavori. 

Da dove arrivi, Carlo?

Faccio musica da quando avevo più o meno 13 anni. Ho iniziato con la chitarra classica, ma mi sono appassionato veramente alla musica dopo aver ascoltato un disco dei Nirvana che mi ha fatto dire: "Ok, lo voglio fare anche io". Mi sono fatto regalare una chitarra elettrica per il compleanno e ho iniziato a suonare e a scrivere la mia musica mettendo su un gruppo con dei miei amici. Il classico gruppo che fai da ragazzino, così fino ai 17 anni (ndr: adesso ne ha venti). È vero che sono partito con i Nirvana ma poi mi sono svarionato con roba tipo Radiohead, Animals As Leaders, Pink Floyd. Ti sto dando dei nomi ma poi cerco di non avere punti di riferimento. Una volta sciolto il gruppo, ho iniziato a produrre e a svarionare con Logic. Ho imparato a giocare con i synth e capito un po’ come modellare il suono, da lì ho iniziato a dare dei beat a dei miei amici finché poi amici di amici hanno iniziato a scrivermi per chiedermi dei beat. La cosa si è fatta sempre più seria nonostante fossi partito un po’ a caso. Col tempo mi sono connesso anche alla scena milanese e romana: io sono di Padova e non c’era altro modo se non internet. 

Un disco quasi tutto strumentale. Come mai?

A me i dischi come quelli di Drone o Skinny fanno volare, ma a me gasava un disco con al centro i miei svarioni. Ho detto: "fanculo, facciamo un disco dove ci sono quattro voci e il resto sono cose mie". Su molte di queste non sarei stato in grado di far rappare nessuno e poi comunque avevo bisogno di fare qualcosa di intrippante, di non rappabile. Allo stesso tempo però avevo bisogno di voci narranti che scandissero il disco. 

Come hai scelto i featuring?

Sono partito dall’idea di fare qualcosa di molto vario, volevo cercare di fare qualcosa che raccogliesse tutte le mie esperienze: a Dola ho affidato il mio lato più cantautorale, a Barracano e Borghetti il lato un pochino più street, Crookers ha uno stile cazzone, come fosse una roba registrata da un tuo amico e soprattutto in quella traccia ha un ruolo molto importante, serve a dire: "oh raga ricordiamoci che la musica è anche una cazzata". Ci sta racchiudere il lato grezzo, il cazzeggio.  

Fantafeaturing?

Non sono uno molto da fantafeaturing, sono più da fantaproducer, cioè io sono uno che produce. Il disco è un po’ un eccezione. Non so chi mi piacerebbe produrre, non ho quell’artista per cui impazzisco, ma ce ne sono tanti che rispetto e con cui mi piacerebbe lavorare. Quelli lì che ho chiamato sul disco mi piacciono molto. 

Come avete organizzato il live?

Ecco il live nasce dall’esigenza che avremmo dovuto fare tutto in due. Ti direi che se potessi avere un fantalive mi piacerebbe avere dieci persone così che non mando nulla in playback, quello sarebbe una figata. 

Come ti vedi da qua a cinque anni?

Da qua a cinque anni non ho la più pallida idea. Potrei anche finire a fare colonne sonore. Mi piacerebbe, mi vedo anche a fare quella roba là. Poi io non guardo neanche troppo al futuro, penso che il futuro lo costruisci col presente. Non so che musica ci sarà nel 2024, però ti dico che sono aperto a tutto.

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L'articolo No Label: "Ho iniziato con i Nirvana, ora seguo i miei svarioni" di Raffaele Lauretti è apparso su Rockit.it il 28/11/2019 13:06

Tag: album

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