Sethu e Colla Zio: a Sanremo tra ansie, incredulità e vecchiette impazzite

Sono giovani, gasati ed emozionati. A poche ore dalla partenza per la Riviera ligure, abbiamo incontrato i cinque ragazzi di "piazza Leo" e l'artista savonese, per capire come si prepara al frullatore nazionalpopolare chi fino a poco fa quel palco nemmeno poteva sognarlo

Colla Zio e Sethu
Colla Zio e Sethu

Sethu e i Colla Zio hanno personalità opposte. Lui un punkettone emo-trap di Savona con i capelli nerissimi a caschetto. Loro cinque ragazzi milanesi sempre con le sneakers per mostrare la vena urban e maglie colorate da veri cantati indie. Sono giovanissimi, tutti nati tra il 1997 e i primi 2000.

Oltre a questo hanno in comune la "vittoria" di Sanremo giovani dell'anno scorso, e un posto in gara al Festival di Sanremo che inizierà martedì. Fino a pochissimi anni fa – prima che la macchina del Festival diventasse qualcosa di grande, sconfinato – pensare a ragazzi con le loro biografie, e le loro facce, sul palco dell'Ariston, sarebbe stato una follia.

Oggi sono tra i 28 nomi di una lista che va da Anna Oxa a Ultimo, passando per Rosa Chemical e Paola e Chiara. Come ci si prepara a un simile evento catalizzatore di attenzioni? Quali ansie ci si porta dietro? Quali aspettative ti muovono? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati, poco prima del treno che li porti in Riviera per vivere la settimana più assurda della loro vita.  

I Colla Zio, da sinistra Francesco Lamperti, Tommaso Bernasconi, Andrea Arminio, Tommaso Manzoni e Andrea Malatesta – foto di Giovanni Bonassi
I Colla Zio, da sinistra Francesco Lamperti, Tommaso Bernasconi, Andrea Arminio, Tommaso Manzoni e Andrea Malatesta – foto di Giovanni Bonassi

Entro nella stanza di Universal a Milano per incontrare i Colla Zio. Quando scoprono che non sarà una video intervista sono subito distesi. Ne avevano fatte pochissime fin qua, non è affatto una dimensione "normale" per loro. Appresa la notizia, possono sporgersi dagli sgabelli e parlare uno sull'altro, in pieno stile Colla Zio. Gioca anche l'emozione. "È da niente a tutto in un mese, destabilizza", dicono. "Non capiamo bene come gestirla".

Ma è un'emozione positiva. Non sono spaventati, ma affascinati da questo nuovo capitolo del loro percorso. "È diventato un lavoro, per cui stiamo scoprendo pian piano anche negli aspetti che non conoscevamo".

Sethu – foto di Claudia Campoli
Sethu – foto di Claudia Campoli

Sente lo stesso nodo in gola anche Sethu. "Sono stati mesi un po' particolari. Sai, succede tutto di fretta, devi passare dai giovani ai big, ti devi preparare, è tutto di fretta", mi dice. I Colla Zio sono in cinque a darsi sostegno. Sethu, invece, è con Jiz, suo gemello e produttore.

Incontro il trapper (lui si definisce così, almeno per descrivere il suo passato) negli uffici di Carosello Records, nel pieno centro di Milano. Lui e Jiz hanno sempre suonato insieme, da quando facevano punk e Sethu suonava il basso. "Sul palco a Sanremo io canterò e lui suonerà la chitarra. Basta, ci saremo solo noi". È un rapporto simbiotico il loro. "Se a volte non mi sono sentito compreso, mi sono sentito solo, c’era sempre lui al mio fianco e insieme siamo sempre andati avanti con la testa un po’ dura", racconta.

Così è nata Cause perse, la sua canzone di Sanremo. "Siamo entrambi contenti perché abbiamo scritto questo pezzo come tutti gli altri, in cameretta, e non pensavamo che un giorno potesse portarci a Sanremo". I Colla Zio, invece, misurano in un altro modo il cambio di marcia tra pre e post annuncio di Sanremo, dove presenteranno Non mi va. "È arrivata una lettera da un altro condominio con scritto: 'ciao, sono una vecchietta, vi auguro di spaccare a Sanremo'".

Continuano a raccontare: "Non sapevamo neanche chi fosse, si è firmata proprio 'vecchietta'". Come si confrontano con questa popolarità un po' effimera, in cui uno conosce il tuo nome ma poco altro di te e del tuo percorso? "La cosa che infastidisce è che la musica va in secondo piano tutto a un tratto", dicono i ragazzi.

I Colla Zio sentono una forte responsabilità, "più che altro verso noi stessi". "Prima si pensava ad altro oltre alla musica. A trovare un lavoro, per esempio. Ci dicevamo: 'ok, faccio musica, però devo cercare anche di trovare una scappatoia'. Ora possiamo dire che vogliamo fare musica e basta. Se succederà o no dipende da noi, e su quello sentiamo la responsabilità addosso". 

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Sethu mi racconta: "Ci ho sempre pensato che sarebbe stata una cosa molto figa andare a Sanremo, ma quando arriva è comunque una cosa imprevista. E quindi sto in ansia. Però un’ansia che cercherò di liberare sul palco come faccio di solito". È un copione che ormai conosce. "Prima dei concerti sto sempre 'ansiatissimo', mi devono sedare. Poi quando salgo sul palco mi dimentico di tutto e spero di fare così anche all’Ariston".

L'agitazione si fa sentire con settimane d'anticipo, in questo caso. "Ma ho così tante cose da fare che è più una cosa che arriva quando sono a letto e mi faccio tutto il film di Amadeus che dice: 'Con il brano Cause perse…'. In ogni caso, io devo andare lì e non dimostrare niente a nessuno: fare il mio, spaccare più che posso, godermi questo momento. Quello che sarà, sarà".

I Colla Zio – foto di Giovanni Bonassi
I Colla Zio – foto di Giovanni Bonassi

Essere se stessi è lo stesso – generico, un po' inflazionato ma pur sempre apprezzabile – obiettivo dei Colla Zio. "Siamo sempre stati come siamo, per ora ha funzionato... quindi vediamo". E come sono, come si sentono questi cinque ragazzi milanesi che si trovavano a cantare davanti al Politecnico? "Un punto fisso per noi è l'incoscienza. Prendersi troppo sul serio, essere troppo prudenti per noi è sbagliato", dicono. Ma stanno imparando, vogliono diventare professionisti. "Siamo entrati in un mondo in cui sali su un palco e ci sono un bel po' di professionisti che sono lì per te, e si aspettano che tu faccia il tuo lavoro nel rispetto del loro lavoro".

Quando arriviamo a parlare del palco – IL palco – si illuminano gli occhi di tutti. Mettiamoci nei loro panni, quelli di un gruppo di ragazzi che passa dai palchi "di provincia" al massimo dell'esposizione nazionale. L'Ariston è un altro campionato. A partire da come ci si muove sul palco, fino alla musica. Per loro, poi, con il loro stile e le loro sonorità, esibirsi con un'orchestra sarà un'esperienza rivoluzionaria.

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"Sentire un brano riarrangiato da un’orchestra, che hai fatto in cameretta, senza pensarlo in quel modo, è incredibile. Senti veramente la musica", dice Sethu. Anche i Colla Zio si sono innamorati di questo nuovo mondo. "Noi siamo curiosi, ci piace capire i funzionamenti delle cose, quindi anche vederli da dentro secondo me ci sta dando qualcosa in più. Poi succede che abbiamo il tempo di tornare in studio e quindi crei in modo diverso, perché te le immagini in un modo diverso".

E voi, ve li immaginate questi ragazzi qua a Sanremo...

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L'articolo Sethu e Colla Zio: a Sanremo tra ansie, incredulità e vecchiette impazzite di Martino Fiumi è apparso su Rockit.it il 2023-02-03 10:07:00

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