VV / intervista

VV, musica dall'inconscio

La nuova entrata di Maciste Dischi alle prese con un pop intimo e notturno. È laureata in psicologia e nelle sue canzoni lascia libero spazio a fantasie e trip mentali....
17/02/2020 10:01

VV è esattamente come le sue canzoni: delicata, con l'aria di chi sogna ad occhi aperti ma ti capisce al primo sguardo. Il suo è un pop stralunato, intimistico e mantiene un'atmosfera notturna, quasi crepuscolare che lega ogni suo brano in un fil rouge ben definito. La nuova entrata in Maciste Dischi, ad oggi ha fatto uscire 6 singoli: Moschino_01, Notte_02, Canzone Felice_03, Di Letto Di_04, Ta-Dah!_05 e Dolcetto_06, e non è detto finiscano tutte in un disco. "Sono tutti piccoli tasselli che semplicemente raccontano quello che faccio"; le chiedo il motivo di questa precisa temporalità dettata dai numeri, "mi piace l'estemporaneità dei miei brani, non solo nel contenuto ma anche nella forma, quelli sono esattamente i titoli numerati delle mie registrazioni fatte a casa".

La sua peculiarità è che registra, arrangia e produce tutto tra le mura di casa sua con pc e scheda audio. "Devi sapere che sono una perfezionista", mi dice. Una laurea in psicologia, un po' sofferta a causa della musica, la sua vera vocazione che ha nel sangue dalla nascita, dato che è cresciuta in una famiglia di musicisti. "Con la musica non ci campi!, ti dicono, ma io ho sempre e solo voluto suonare". 

VV fotografata da Matteo GerliVV fotografata da Matteo Gerli

Come è entrata la musica nella tua vita? 

Non riesco a ricordare un momento della mia vita in cui non abbia fatto musica, vengo da una famiglia di musicisti, sia mio padre che mio fratello suonano. E' una cosa di casa, molto naturale per me. Ho sempre avuto l'inclinazione a scrivere cose mie, però prima di buttarmi ho dovuto finire un po' di cose personali, l'Università per esempio. Sono laureata in psicologia. Studiavo e come lavoretto nel tempo libero andavo in giro a suonare le mie cover. 

Ci saranno stati tanti strumenti in casa tua? 

Mio padre e mio fratello sono batteristi, quindi non ti dico il rumore di sottofondo (ndr ride), la biblioteca era il posto dove trovavo pace e silenzio. Questa cosa però mi ha lasciato una parte ritmica piuttosto importante; io suono la chitarra e il pianoforte ma diciamo che quando mi capitano nuovi stumenti musicali sotto mano non mi tiro mai indietro. Devo almeno provarli. In casa, grazie a mio fratello che è appassionato anche di informatica, abbiamo tirato su un piccolo studio di registrazione; ho imparato così ad usare i programmi giusti per registrarmi.  

VV / Foto di Matteo GerliVV / Foto di Matteo Gerli

Il tuo percorso di studi ha influito sul tuo modo di scrivere? 

Direi di sì, in questi brani sopratutto ho fatto un lavoro di associazioni libere, ossia buttare fuori le parole e farle concatenare l'una all'altra, lascio parlare il mio inconscio, la mia parte più intima. Per questo ci sono dolcezza e calore nelle cose che canto, partono così. Parole buttate fuori senza ragionarci prima, senza forzarle. Per le voci ad esempio ho tenuto le primissime take che avevo registrato, erano la versione migliore, estemporanea, molto reale rispetto al momento in cui le avevo cantate. Poi intorno ci ho costruito la musica, un lavoro quasi impressionista.

Mi dai l'impressione di essere una persona che ascolta il metal e subito dopo Chopin 

Ho ascoltato e ascolto una marea di musica, è vero. In primis tantissimo jazz, Nina Simone ed Ella Fitzgerald sono state le voci femminili che mi hanno sempre accompagnata nella mia crescita. Ero affascinata da loro, eclettiche, donne fortissime. Non ho il preconcetto del genere, anzi se ancora non conoscono qualcosa lo voglio sentire assolutamente, mi piace farmi contaminare da generi nuovi. Tanto rock e glam rock, ma ho ascoltato all'infinito anche i Nirvana; poi sono arrivata pure al black metal e a Marilyn Manson per esempio. E chiaramente i Beatles, che dalle armonie jazz hanno creato il pop. 

VV/Foto di Matteo GerliVV/Foto di Matteo Gerli

Parli sempre di te nelle tue canzoni? 

Ci sono anche altre persone in realtà (ndr ride), diciamo che alcune persone hanno fatto sì che io mettessi in musica le mie emozioni. Comunque sì, metabolizzo nella musica tutto quello che mi succede. Per esempio Moschino_1 parla di qualcuno che c'è stato nella mia vita e mi ha lasciato un segno negativo, ma allo stesso tempo è sempre parte di me. Sto scrivendo moltissimo ultimamente. 

Chi hai ultimamente in cuffia?  

Ascolto moltissimo Flavio (Gazzelle) e poi i cantautori del passato: Lucio Dalla mi ha cambiato la vita, Lucio Battisti e Mogol hanno influenzato il mio modo di scrivere. 

C'è sempre una certa delicatezza nelle tue canzoni

Parlo sempre del momento che arriva prima dell'incoscienza del sonno, un po' crepuscolare, dove ti abbandoni al flusso libero dei pensieri. È in quel momento che ti lasci andare davvero a tutto quello che provi. 

 

 

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L'articolo VV, musica dall'inconscio di Chiara Lauretani è apparso su Rockit.it il 17/02/2020 10:01

Tag: singolo

Pagine: VV

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