Non siamo dei militanti. Nonostante una frase come "nasci, consuma, crepa" continui ad esercitare su di noi un certo fascino...

Dettagli e coincidenze. Se i Duran Duran, invece di essere involontari ispiratori di una risibile sottocultura italiana degli anni 80, avessero ottenuto un paio di copertine sugli NME stampati a Teheran, probabilmente si sarebbero chiamati IRAN IRAN.
La Storia, per nostra fortuna, è andata diversamente: un assist perfetto per mandare in pensione il nostro vecchio nome, September10th, ed aggiornarci con gli ultimi trend della politica estera statunitense.
Parecchi live, amore sfrenato per il sound targato Washington DC, odio radicato per i palchi più alti di 25 centimetri. Su Rumore e Blow up ci hanno definiti “braccio armato con la cassa in quarti” o “agitatori consapevoli della scena do it yourself del Nordest“.
A Trieste le etichette non servono. Il tempo rallenta fino a fermarsi. Lasko ghiacciata in mano, ci si guarda negli occhi, il batterista da il quattro e gli IRAN IRAN, cellula terroristica misantropa e ruffiana, scavano la trincea che chiamano musica e difendono la linea.
“Where The Beat Sounds The Same” è il primo EP degli IRAN IRAN, dal quale è estratto il primo singolo, con videoclip, “Mason Rocca“.
Sulla fan page facebook potete provare a ridurre la percentuale dei fan residenti a Teheran sotto la soglia del 95%.