Rock d'autore, cantautorato elettrico

All’inizio ci sono i Sycamore Trees. Nascono nel 1995, prendono il nome da “Twin Peaks” di David Lynch, cantano in inglese, provano a Sassuolo e fanno un rock cupo però carico, con numi tutelari i Joy Division, i Nirvana, i God Machine.

Fra il 1997 e il 2002 i Sycamore Trees pubblicano tre CD autoprodotti, spostandosi gradatamente dagli intrecci chitarristici dissonanti verso ballate acustiche più dirette, figlie del rock australiano e americano che amano.

Nel 2002 i Sycamore Trees si sciolgono: il cantante, Lele, va ad abitare negli USA, e Sandro, che oltre a suonare la chitarra scriveva le musiche ma non sa l’inglese, prova per un po’ a cantare lui, poi abbandona.

Nell’ultimo CD dei Sycamore Trees, oltre a Sandro Campani alla chitarra e alla voce, ci sono Giulia Manenti alla chitarra elettrica e Silvia Orlandi ai cori. Giulia viene dagli Havana (un progetto parallelo di un componente dei Julie’s Haircut), Silvia è la cantante dei Fiamma Fumana.

Dopo lo scioglimento dei Sycamore Trees, Sandro lascia perdere la musica per due o tre anni, poi comincia a scrivere dei testi in italiano. Ne registra una decina su un quattro piste a casa di Silvia e poi li butta via tutti. Chiama una sua vecchia amica, Barbara Morini (che suona il basso nei Beautiful Banana) e cominciano a provare in duo, col nome di Ismael.

L’intenzione è quella di utilizzare le strutture wave blueseggianti dei riff di Sandro per cavarne pattern ripetitivi che possano essere sostenuti da campionamenti scarni e rumori. Di questi dovrebbe occuparsi Claudio Congliocchiali, un tizio con i baffi posticci che per metodica scelta comincia le cose, le fa quasi a modo e poi le abbandona a metà. Perciò, si registra qualche pezzo con un quattro piste a casa di Claudio Congliocchiali, e poi si butta via tutto.

A questo punto è il 2006: Sandro ha pubblicato il suo primo romanzo (“È dolcissimo non appartenerti più", PLAYGROUND), ma è abbastanza scoraggiato per quanto riguarda la musica; nel tentativo di telefonare al dentista da un telefono fisso, sbaglia a digitare il numero e risponde Giulia. Spiazzato dalla coincidenza, Sandro dice: “Vieni a suonare la chitarra con noi?”

Giulia dice di sì, e gli Ismael prendono definitivamente la forma che hanno adesso: un gruppo rock folk canonico nella strumentazione, che cerca di scrivere belle canzoni.

In trio, gli Ismael creano le musiche per un reading dal romanzo, alcune delle quali verranno rielaborate per farne canzoni. Poi Giulia va ad abitare a Barcellona, ma questo non cambia le cose. Anzi, a pensarci aggiunge un che di ostinato e predestinato al loro stare insieme che agli Ismael non dispiace.

Nel 2008 gli Ismael fanno uscire il loro primo CD.
Contiene tredici canzoni. Alla batteria c’è Termos (Paolino Paperino Band e innumerevoli altri progetti), al piano e ai suoni Mauro Impalà. Ai cori Silvia Orlandi.

Giulia è sempre a Barcellona, i batteristi si alternano o mancano: l’attività live è zoppicante e infrequente, ma il CD viene recensito bene.

Nel 2009, arriva Luigi Del Villano, detto Piwy, che suona il sax e il clarinetto (dapprima nei Coffee Monkeys, poi per diverso tempo con Luca Serio Bertolini). Con Piwy quarto Ismael, prende corpo la possibilità di reggere dal vivo anche in formazione scarna. Si lavora con cura sugli arrangiamenti, Sandro scrive con più sicurezza. Nel 2010, a Rubbianino, da Fonta (che aveva già dato una mano per chiudere il disco precedente), gli Ismael tornano in studio a registrare. Il secondo disco risulta meno scarno del precedente, le canzoni hanno un impianto più cantautorale, i testi si allungano, diventando vere e proprie storie.

La formazione si è stabilizzata: Sandro alla voce e all’acustica, Giulia all’elettrica, Barbara al basso, Piwy ai fiati, Silvia ai cori, Fonta in studio che si occupa del resto. Produce Nicola Paltrinieri.

Poco dopo la registrazione, si aggiunge alla batteria Luigi Del Villano, detto Gigi, cugino e omonimo di Piwy. Adesso gli Ismael sono pronti anche dal vivo.

A novembre del 2010, esce il secondo libro di Sandro Campani, “nel paese del Magnano” (ITALIC PEQUOD).
A dicembre 2010 arriva il secondo CD degli Ismael.

In questo periodo Sandro condivide con Termos l’avventura di un progetto Country-folk dedicato al fantomatico artista italoamericano Lenny Pescara.

Per il racconto “Nel paese del Magnano”, che dà il titolo alla raccolta, gli Ismael preparano un reading che è pressoché una colonna sonora (ogni personaggio ha il suo tema ricorrente, i temi si intrecciano e ritornano variati...) Alcune di queste idee musicali confluiranno nel terzo disco, i cui pezzi cominciano a prendere forma nel 2012.

Nel 2013 gli Ismael pubblicano intanto un EP, contenente due pezzi che anticipano il terzo disco, e due pezzi dal primo disco riarrangiati in chiave elettrica; per una resa migliore e più potente dal vivo, e anche per assecondare la scrittura dei brani che si è riavvicinata decisamente al rock, Sandro decide di abbandonare la chitarra acustica e di riprendere l’elettrica. Gli intrecci di chitarre fra Sandro e Giulia richiamano quelli dell’ultima formazione dei Sycamore Trees; i pezzi si fanno più taglienti e compatti, sotto la guida nell’arrangiamento di Piwy.

Nell’Aprile del 2013, intanto, esce il terzo libro di Sandro, “La terra nera”, romanzo edito da Rizzoli, e nei reading di quell’estate si sperimenta l’alternanza secca fra letture in solitaria e sfuriate elettriche con la band al completo che esegue la parte più rock del proprio repertorio.

In autunno di quello stesso anno gli Ismael tornano in studio, sempre da Fonta, per completare le registrazioni del terzo disco. Ospiti, Silvia Orlandi, come di consueto ai cori, ed Emiliano Mazzoni (cantautore portentoso, anch’egli della montagna modenese) al pianoforte.

“Ismael 3” esce a giugno 2014.