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Descrizione

WHAT THE THUNDER SAID è il secondo album autoprodotto della band. È un disco dal sound inequivocabilmente distante dal hic et nunc del mainstream contemporaneo e le diverse influenze ne segnano il carattere eterogeneo: Echi di Neil Young, Grateful Dead e Allman Brothers Band si uniscono nel tentativo di creare un amalgama originale e personale. Lungo la linea dei versi si dipana invece un filo rosso che riunisce la varietà musicale delle canzoni in un singolo sforzo tematico.
In ROLLING THUNDER il temporale introduce il tema del ciclo di purificazione e rinascita attraverso le acque. Le voci degli elementi si uniscono in coro ed il fulmine divide la notte. Bisogna danzare nella pioggia perché il tuono ha parlato: è tempo di celebrare.
Se in THESE HANDS OF MINE emerge la paura di perdere i contorni della la propria identità e ci si aggrappa all’amore, INTO THE FLOW ci riporta alla figura del fiume come simbolo di trascendenza e continuo divenire. La circolarità del viaggio trova la sua forma nell’eterno ritorno del fluire incessante. Panta rei, tutto scorre. Lasciamoci portare dal fiume per diventare un tutt’uno con le sue acque.
La purificazione passa necessariamente attraverso l’espiazione ed il confronto con il sé. Per completare il rito di passaggio e raggiungere uno stato di coscienza più pieno e completo serve sacrificare una parte di ciò che siamo. Il fiume deve essere tinto di rosso. THE DEER, il cervo, animale totemico e psicopompo, deve essere ucciso per poterne raccogliere le lacrime. L’epifania chiude il cerchio e ci libera dalla condizione liminale temporanea e ci permette di sostenere lo sguardo con la nostra coscienza.
Il ciclo è ormai completo. Rimane il tempo di congedarsi e lasciarsi alle spalle tutto ciò che non possiamo portare con noi. La consapevolezza della nostra transitorietà lascia spazio però ad un ultimo dubbio nato dal timore dell’auto da fé che ci attende. WHEN THIS SONG IS OVER, quando questa canzone sarà finita, cosa resterà di noi?
Siamo solo ombre sul muro, siamo solo impronte sull’acqua, ma forse dopo tutto di noi rimarrà una canzone.

Credits

Stefano Brusatori: Drums, Percussions
Andrea Merlo: Backing Vocals, Slide Guitar, Electric & Acoustic Guitar, Banjo, Harmonica
Dario Simontacchi: Electric Guitar, Mandolin
Paolo Brunini: Lead Vocals, Bass

Data di uscita: 15/06/2015
Recorded at Studio Decibel, Busto Arsizio
Rocking Chair Records

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