Descrizione a cura della band

DESCRIZIONE ALBUM:
Le contraddizioni di una società in continua evoluzione, attraverso gli occhi di due giovani innamorati della vita. Questo il tema centrale del brano che dà il titolo al nuovo album della band.
Un album con una produzione diretta, senza compromessi. I Kachupa tornano allo spirito dei primi anni, sperimentatore, ironico e musicalmente più maturo.
L'album "Giù la maschera" è il frutto del loro impegno musicale e sociale. Le sonorità ska, punk e reggae si fondono con atmosfere anni '70, con il carattere etnico a cui la band ci ha da sempre abituato. Tante le suggestioni presenti nel loro ultimo lavoro, composto da ben 19 tracce, che rimandano al nostro passato e a tradizioni lontane, ma sempre più presenti nel nostro tempo. Internazionali come la nuova attitudine dei Kachupa, che viaggeranno per tutto il 2016 con un tour attraverso Italia, Germania, Polonia, Repubblica Ceca e altre grandi mete europee.

“Nell’album si parla continuamente di integrazione e della nostra idea di individuo equilibrato, in questo mondo di profonde contraddizioni. C’è un’idea forte di ritorno alle origini, ma non di nostalgia. Semmai c’è voglia di costruire qualcosa con basi solide: amore per la terra e per le diversità, amore per le proprie tradizioni e la propria unicità.”

TRACK LIST:
Siamo Tutti Africani:
Inno ufficiale di TERRA MADRE 2014 di Slow Food.
Il brano racconta il ritorno alla terra con una citazione al grande Nuto Revelli. I Kachupa ci parlano di poeti e contadini, travestiti da operai nella società dei consumi, che ritornano alla terra per un futuro migliore. Una gioventù ingannata che rivuole radici, rivuole la sua storia per cercare il futuro. “Siamo tutti africani” ci dice che ognuno di noi è diverso, meravigliosamente unico. I Kachupa inseguono ancora un sogno di integrazione che dà importanza alle differenze e le mantiene con orgoglio.

Giù la Maschera
Una storia d’amore tra Oriente e Occidente. Due ragazzi scoprono che sotto la maschera culturale c’è un cuore che batte allo stesso modo.
Giù la maschera Bandito. Giù la maschera Capitalista. Giù la maschera Integralista.

Rotola e Balla
Un invito a lasciarsi andare, a rotolare verso la propria follia gioiosa per rompere gli schemi a cui siamo abituati.

Emigrante
Una notte perduta e sgualcita. Un emigrante costretto a lasciare la sua terra e la sua amata che rimane lontana da lui, come una cometa.

Le strade Vuote:
Brano che parla di relazioni che finiscono, di conflitti personali, ma anche di sogni che rompono gli schemi della società.

La Sfera
Nell’ambiente artistico, che spesso è un vortice di illusioni, si può stare sulla superficie continuando a girare senza sosta, oppure si può stare nella parte più nascosta della sfera, nel centro autentico che fa esprimere la propria arte.

Finchè ce n’è
È una condanna senza appello di una certa umanità, quella che non è mai sazia, che vive per possedere, che non guarda in faccia a nessuno pur di arricchirsi. Il “legno storto” e il “lupo affamato di fame futura” sono metafore tratte dalla filosofia. Risalgono ad alcuni secoli fa, ma l’uomo non è cambiato, anzi, sembra mettercela tutta per peggiorare.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Giro con il basso
Una ragazza, stufa di fare mille compromessi per cantare e far piacere la sua musica, decide di girare con il basso in spalla, tornando alla semplicità e al lato divertente del suo lavoro.
La Taranta nostra
Una taranta contro la politica che sbanda, una taranta tutta Kachupa che ironizza sui controsensi assurdi di questo paese.
Apri la gabbia
Uno slogan forte e chiaro, un invito ad uscire dalle nostre gabbie ovvero dai nostri schemi mentali che troppo spesso ci impediscono di vivere e di pensare.
Migranti di fortuna
E’ il pezzo più intimo dell’album, più scarno e diretto. Una ballata newfolk con un testo ricco di immagini forti e poetiche.
Si Va
Un brano con sonorità più rock che dipinge la loro voglia incontenibile di sperimentare.

Livido
Una storia d’amore tutta in chiave rock con un accenno al reggae ed ai cori tipici dei balcanici.

Margot
L’unico brano strumentale del disco della durata di 12 minuti. Un testo recitato forte, una carrellata di immagini evocative del nostro tempo.

DESCRIZIONE E VIRGOLETTATO PER IL BRANO:
“Giù la maschera”
Una storia d’amore tra Oriente e Occidente. Due ragazzi scoprono che sotto la maschera culturale c’è un cuore che batte allo stesso modo.
Nonostante le divisioni che vogliono creare gli integralisti e i fondamentalisti, con il benestare di un capitalismo selvaggio che impone desideri e continue illusioni, l’unica cosa che rimane pura è l’amore tra due persone. Mentre alcuni potenti si spartiscono la terra, come in una partita di carte, noi giochiamo col fuoco, pensando a distruggere il diverso, fino ad un punto di non ritorno.
Giù la maschera Bandito. Giù la maschera Capitalista. Giù la maschera Integralista.

“Abbiamo scritto questa canzone per parlare anche delle storie felici di integrazione, non solo dei problemi che sono sotto gli occhi di tutti. Le differenze vanno comprese, valorizzate, pretendendo però rispetto per la propria tradizione. Nella canzone si parla di amore tra due giovani di paesi e culture diverse. Guardandosi negli occhi non vedono le proprie differenze, ma capiscono che il loro cuore batte allo stesso modo.”

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