LO STRANIERO

LO STRANIERO

LALLA BERTOLINI

2020 - Cantautoriale, Alternativo, Acustico

Descrizione

“Lo Straniero” è il titolo dell'album di debutto di Lalla Bertolini, cantautrice romana da diversi anni sulle scene con all'attivo diverse esperienze dal vivo, sia con band sia come solista.
Il disco comprende otto canzoni originali scelte tra le più recenti, arrangiate in modo essenziale, ed è stato stampato in edizione limitata di 200 copie per essere proposto durante i concerti, prima dell'uscita ufficiale a fine marzo 2020.
In contemporanea, la cantautrice ha iniziato una collaborazione con una jazz-band di Casperia, nella zona della Sabina, composta da Carlo Melodia alla chitarra, Giannantonio Rando al contrabbasso, e Simone Di Donato alla batteria.
Le 8 canzoni che compongono il disco possono interpretarsi come dei viaggi-visioni compiuti da
una ipotetica stanza sotterranea, collocata in una delle città simbolo dell'ovest (in fiamme), Roma.
Sono viaggi-visioni nel tempo e nello spazio. La traccia iniziale, '923, ci precipita negli anni cruciali dell'affermazione del fascismo, raccontando una relazione sentimentale che assorbe pericolosamente l'angoscia dell'atmosfera circostante.
La successiva, Il Bramino, sempre partendo da un dialogo amoroso frustrato, si muove nello
spazio, alla ricerca del riconoscimento dei bisogni dell'anima, verso l'India, dove si calpestano
perle e polvere, allo stesso tempo, ma si respira.
Nella Rete, terza traccia, si racconta della navigazione digitale o meglio di come i sentimenti in
essa si muovono, perdendoci o salvandoci; Bob Dylan prende spunto dalle critiche rivolte al grande autore nord-americano, reo di non essersi presentato a Stoccolma a ricevere il Nobel.
Da Lo Straniero in poi, il viaggio-visione si fa più intimo e doloroso. La title track parla di un incontro misterioso e attonito. Un incontro che costringe ad abbandonare il noto e il consueto per l’inesplorato, verso cui non possiamo avere giudizi negativi né positivi, contingenza che può provocare un terrore paralizzante. La scoperta dell’ignoto. Ne La Matta si esprime il doloroso momento in cui il fragore enorme e lo stordimento del viaggio- visione diventa vittorioso, ed è in grado di sciogliere i legami del corpo con la mente e la coscienza, lasciandoci a deambulare senza meta, colmi di rabbia e paura.
Nell’ultima traccia, Padre Pio, si ritorna alla base, al luogo dove si è nati e cresciuti, che in
questa rappresentazione-cronaca-invettiva dirama le sue propaggini, come da vocazione antica
o addirittura eterna, verso tutto il globo terrestre.

Credits

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