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  • flaviolucci 07/01/2013 ore 13:30 @flaviolucci

    Bellissimo questo EP. Sono brani freschi, generi esistenti da 30 anni mischiati in modo assurdo e nuovo. quando ho letto le recensioni esaltate su morte a credito la cosa mi stava già puzzando (anche perchè come fai a scrivere a gennaio che sarà uno dei dischi migliori dell'anno, bah) invece l'ep spacca. Davvero tanto. Fa quello che gli pare e lo fa bene, ha una personalità enorme l'ep. Per gusto personale di roba italiana così non ne circola spesso, soprattutto con dei testi(quelli in italiano) belli e rari. ed un immaginario davvero particolare. Se devo essere sincero non capisco la scelta di mettere il download in un sito indie come rockit, seguito da gente che ascolta tutt'altra musica, dove questo disco sarà fatto a pezzi. Cioè che senso ha mettere un album come questo che ha dentro hardcore, ambient music, industrial e sludge, in un sito che è il punto di riferimento per l'indie rock e la scena cantautorale? Per avere qualche click in più? Queste dinamiche mi sfuggono...fai un album con questo suono e lo metti su rockit? (senza offesa per rockit).Sarebbe come mettere su Kerrang l'ultimo di Beyoncè.
    Un'altra cosa che mi irrita è il fatto che uno che fa un disco così,suoni in un gruppo come gli Zen Circus, band che ha fatto del populismo e dell'essere nazional popolari la propria bandiera. Musicalmente non si possono fare paragoni perchè siamo su due generi completamente diversi, gli zen circus fanno canzoni pop rock (fatte bene eh) e qui siamo davanti ad un progetto più hard e sperimentale...sarebbe come paragonare i REM con i Refused e non avrebbe senso. Ma l'immaginario e la faciloneria da studente di sinistra degli zen è davvero irritante. Quando li vidi dal vivo non so cosa mi trattenne dal lanciargli qualcosa addosso. Poi il loro lo sanno fare...sono buoni musicisti e tengono bene il palco, questo non lo nego. Non mi torna come l'autore di questo album (con tutto l'affascinante immaginario che c'è dentro: Cèline, Camus, la Mitteleuropa, i quadri simbolisti, la seconda guerra mondiale) riesca a fare un disco così bello e umilmente colto (non ci sono sboronate alla "so tutto io") possa suonare negli Zen Circus. E quello che mi viene da pensare è che in questo disco ci siano davvero i suoi gusti (basta vedere che roba suonava prima di entrare negli zen) mentre negli Zen suoni un furbacchione che butta giù il boccone amaro, sapendo che ha il suo stipendio a fine mese (non parlo di grandi ricchezze, ma, se lo fanno di lavoro qualche soldino gli arriva) e fan adoranti. Se fosse così sarebbe DAVVERO triste.

    Ciao
    Flavio

  • Federico Doria 09/01/2013 ore 13:11 @elsenorpablo

    Flavio, secondo me il tuo commento l'ha scritto Appino...ahahahaha

  • Vincenzo Madio 11/01/2013 ore 08:07 @clfanzine

    esplosivo!

  • Simone Trequattrini 13/01/2013 ore 14:57 @simone.treqqua

    Flavio, da come parli si capisce che conosci molto poco gli Zen. Devi sapere che suonano da una vita, si sono affacciati al pop-rock quasi solo nell'ultimo disco e hanno pubblicato più album in lingua straniera che in italiano. Ma non sono qui per parlare degli Zen.
    Questo EP è fantastico, e anticipa un disco che secondo me farà scintille (molto più di quello dell'Appino).
    Il sound è nuovo, particolare e a primo impatto convincente ma nonostante ciò più si ascoltano i brani più li si apprezzano, almeno sempre secondo il mio umile parere.
    Spero di riuscire a sentire La Notte dei Lunghi Coltelli dal vivo, e aspetto con impazienza la pubblicazione di tutto il lavoro completo!
    Grande Qqru, grande Izio e grandi tutti :D
    In bocca al lupo!

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