Descrizione

"Morte a credito" è il primo album de La notte dei lunghi coltelli, ovvero il progetto solista di Karim Qqru degli Zen Circus. Il disco omaggia nel titolo lo scrittore Louis-Ferdinand Céline, la cui presenza aleggia, insiema quella di Albert Camus, in tutto il lavoro grazie alla forza evocativa di un immaginario che fonde il grottesco ai lati più oscuri della storia del '900.
Sono proprio questi elementi - l'attenzione alla storia, al nostro comune passato e alle interazioni tra gli uomini - a rappresentare la vera cifra stilistica del progetto e del disco. Il richiamo esplicito ad episodi chiave, seppur tremendi, nell'evoluzione della nostra storia recente, infatti, apre la strada al fortissimo impatto emotivo generato dallo sguardo impietoso che i testi di Karim, crudi e diretti, gettano sull'animo umano, sulla sua violenza e la sua bassezza.
Dal punto di vista sonoro, poi, quello che ci troviamo di fronte è un disco che offre una trasversalità di generi di indubbia potenza, in grado di macinare e frullare hardcore,rock e persino ambient in una visione che mantiene comunque una grande coerenza.
La notte dei lunghi coltelli è Karim Qqru accompagnato da Izio Orsini (anche nei Jackie O's Farm) e Ale Demonoid Lera (già batterista degli Exilia). Il disco vede anche la partecipazione di Nicola Manzan (violino in "La notte dei lunghi coltelli"), Aimone Romizi (voce in "Levami le mani dalla faccia" e cori in "La nave marcia"), Emanuele Braca (violoncello e viola in "La notte dei lunghi coltelli") e Diego Pani (voce in "D'isco deo).
“Morte a credito” uscirà per Black Candy Records a gennaio e sarà preceduto a metà dicembre dal singolo omonimo. Per il brano è al momento in lavorazione un video con la regia di Simone Manetti, già montaggista per Paolo Virzì (La prima cosa bella) e regista di videoclip per artisti quali Virginiana Miller, Paolo Benvegnù e Malika Ayane.

Credits

Karim qqru: Voce, chitarra, basso, synth, drum machine, pianoforte.
Izio Orsini: Sample'n'programming, cori, vibrafono.
Ale Demonoid Lera: Batteria.
Musica: La notte dei lunghi coltelli
Testi: Karim qqru (tranne "Levami le mani dalla faccia" di Aimone Romizi e "J'ai
toujours été intact de dieu" di Jacques Prévert)
Ospiti:
Aimone Romizi: Voce in "Levami le mani dalla faccia" e cori ne "La nave marcia".
Nicola Manzan: Violino in "La notte dei lunghi coltelli".
Emanuele Braca: Violoncello e Viola in "La notte dei lunghi coltelli"
Diego Pani: Voce in "D'isco deo"
Questo disco e' stato pensato e sviluppato da Karim qqru e Izio Orsini tra Alghero,
Livorno, Forlì e le stanze di hotel di mezza Italia.
La pre-produzione si è svolta in una cantina del 1500, nei sotterranei del centro
storico di Forlì

Commenti (4)

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  • gagia 24/01/2013 ore 21:31 @gagia

    La traccia 9 "La notte dei lunghi coltelli" si interrompe a 0'54''....comunque disco urticante!! Bravo Karim

  • The Jackie-O's Farm 25/01/2013 ore 14:35 @jackies

    stanno lavorando per sistemare le cose ! a breve nulla piu' si interrompera'!

  • Ruben Di Luzio 25/01/2013 ore 18:45 @peritas

    Album spettacolare!!!!!!
    'La caduta' è una botta da paura!!!!!

  • flaviolucci 05/02/2013 ore 16:53 @flaviolucci

    beh, dopo due settimane di ascolto...è un gran disco, pochi cazzi. Vario, coraggioso, bello e profondo. c'è dietro tanto spessore e tanto cervello...infilare hc, industrial e ambient in 3 minuti ed essere personali e coesi non è facile...poi questi sono i riferimenti colti portati in musica, senza però quel noioso intellettualismo. qui c'è tanta umiltà e tanta passione e amore per certa letteratura e per la storia. sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla critica musicale...pensavo questo disco fosse fatto a pezzi ed invece ne hanno parlato bene, speriamo che qualcosa con questo disco, i bachi da pietra, la Morte e Bologna violenta, si smuova in questo paese e che finisca questa moda del cantautorato. comunque ho provato a risentirmi i dischi degli zen, ma proprio non mi piacciono...ripeto non capisco come qquru possa suonare in entrambi i progetti... con gli zen penserà alla pensione, chissà, ma se musicalmente lo stimo molto, non riesco a vedere molta coerenza nel suo suonare con gli zen, roba populista e modaiola, in antitesi con la notte dei lunghi coltelli.

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