Descrizione

L'idea di “Incassini” nasce durante le ultime ore di missione spaziale della sonda Cassini. Le sue orbite e le sue immagini hanno in qualche modo rifocillato una certa idea di viaggio verso l'ignoto che letteratura, cinema e musica hanno ben diffuso a partire dal secolo scorso. Le coordinate musicali di questo viaggio risiedono nella musica elettronica, privilegiando le sfumature dell'electro (più orientate al dance floor) e della c.d. Ambient (più votate alla fascinazione sonora). Gli episodi della tracklist risentono inevitabilmente dell'ampio raggio di azione del compositore e producer Gabriele Panico, qui in mostra con l'alias Larssen che da oltre quindici anni si segnala come un autore ispirato e richiesto nel panorama nazionale e internazionale: da certa synth-wave
(Kraftwerk, Joy Division, Detroit sound) alle declinazioni sintetiche più oniriche (Karlheinz Stockhausen, Popol Vuh, Brian Eno, la Musica Concreta). Atmosfere cinematiche, basslines profonde, sintetizzatori analogici. Ma anche il sound design digitale. Tutta la gamma dei suoni sintetici convive per raccontare in 19 episodi, misurati nel formato song, una missione spaziale che ci riporta nella favola di una sana e temeraria fantascienza proprio in un'epoca in cui a mala pena risuciamo ad occuparci del nostro piccolo pianeta e della convivenza su di esso. Il lavoro discografico, con un ingente batteria di strumentazioni analogiche e digitali, mira a far convivere negli arrangiamenti (ricordiamo che Panico passa costantemente dalle acrobazie sui campionatori alla scrittura per orchestre, dalle partiture per il cinema agli amatissimi Moog e nastri magnetici) e nei timbri le due caratteristiche fondamentali della musica elettronica: spettacolarizzare il suono e implementazione del ritmo.

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