// Nati nel 2008 come power trio, passati negli anni per interminabili cambi di line-up, i Last Men On The Moon diventano definitivamente sestetto nel 2011.

// La loro ricerca lirica si occupa delle ultime cose, lo sfondo dell’esistenza umana, nella convinzione che la realtà sia finita ma illimitata, in equilibrio tra le ipotesi della scienza e le proiezioni dell’Io, un oggetto le cui profondità interne rispecchiano i rarefatti limiti esterni e in cui nascono, crescono e muoiono gli archetipi inconsci del mistero e del sublime: il deserto, l’oceano, lo spazio, la morte, con al centro l’Uomo e le relazioni tra l’uno e i molti, tra la natura e l’artificio, tra la materia e lo spirito.

// Il linguaggio che scelgono è quello dell’atmosfera, della fusione inscindibile di musica e parole, ispirandosi alla canzone d’autore e ai suoi mondi immaginari, al post-rock gonfio di effetti e rimandi sonori, allo stoner più lisergico e meno graffiante.

// I Last Men On The Moon hanno composto due concept paralleli: il primo, ☥, sequenziale, sul tempo, il divenire, la fine; il secondo, ∞, circolare, sullo spazio, l’alternanza, i confini.

// Nel 2012 è uscito ▽, primo materiale di presentazione, contenente estratti da entrambi i concept.