Otto tracce originali raccontano come, nel confronto con gli altri e con il mondo che ci ospita, l’intensità emotiva possa trasformarsi in un fardello, una fatica silenziosa, pur permettendoci di vivere ogni cosa fino in fondo. Notti infinite, domande ossessive, pensieri feroci e nodi difficili da sciogliere.
Le sonorità del disco si muovono tra chitarre riverberate e avvolgenti, trame eteree e dinamiche in crescendo che alternano sospensione e impatto. Questa estetica dreamgaze non è solo un linguaggio musicale, ma un mezzo espressivo che amplifica il conflitto al centro dell’album: lasciarsi scivolare addosso le cose per proteggersi e nascondersi, o liberare e celebrare la propria natura emotiva, immergersi. Il disco non regala una risposta a questo contrasto, ma accompagna l’ascoltatore verso una presa di coscienza: dal sentire non si fugge, il dolore si attraversa.

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