"Avete presente il momento in cui ci si trova a prendere una decisione da cui dipenderà la vostra vita futura? Quell'istante non è né bene, né male, ma superato quel punto non si torna indietro. Esiste una scelta veramente giusta o sbagliata? Nessuno lo sa". Le Pistole alla Tempia partono da un proverbio africano, "Quando gli elefanti combattono è solo l'erba a rimanere schiacciata", per confezionare una sorta di concept album che gira intorno al tema della guerra, dei potenti che calpestano diritti e dignità dei deboli. La lingua hard rock sembra prevalere sul disegno di una band che racconta senza fronzoli una realtà crudele dove gli uomini diventano soldati, i bambini vittime, gli assassini eroi. Un mondo rovesciato che Le Pistole raccontano dall'angolo visuale dei Clash di vecchia gloria rockista. Se c'è un tempo in levare, Ealù, è perché la strada del combat rock è stata segnata e non si può non percorrere da quel verso. Altrove il ringhio rock è graffiante come dev'essere anche grazie alla produzione della premiata coppia Max Carinelli (I Cosi, Pan del Diavolo) e Manuele "Max Stirner" Fusaroli (The Zen Circus, Tre Allegri Ragazzi Morti, Le Luci Della Centrale Elettrica). Lo stile de Le Pistole alla Tempia è conosciuto anche se il piglio messo in campo è originale. Il suono viene da una stagione che ha lasciato il segno, la visione è attuale, sempre attuale. Neppure una canzone esula dal discorso, dalla voglia di tratteggiare il mondo così com'è, pieno di laceranti contraddizioni. COMBAT ROCK