LePuc è una chitarra, parole sparse e poco chiare, una chiacchierata alla fermata dell'autobus.

LePuc è Giacomo Palombino. Dopo essersi allontanato dalla musica suonata per diverso tempo, ritrova la voglia di farsi ascoltare in Spagna, dove vive per un anno. Persone, musicisti, nuove sonorità, lo ispirano tanto che comincia a scrivere testi, a raccontare storie e a raccontare sè stesso in una chiave nuova. Sempre in Spagna, per la precisione a Salamanca, ritrova il palco, sia con una band che fonda con due amici (Tobias Illingworth, inglese, e Michele Perre, italiano) sia come solista e cantautore. Si esibisce e propone le sue canzoni in due open mic della città, che frequenta tutte le settimane, ed è lì che nasce il nome LePuc. Un poeta giapponese chiamato Koji, poi divenuto suo amico, lo presenta durante lo spettacolo utilizzando a volte il nome di Leopardi ed a volte il nome di Puccini, due "Giacomo" celebri nel mondo. Dal "Le" di Leopardi ed il "Puc" di Puccini nasce LePuc. Darsi questo nome è un modo per dire grazie a tante persone che senza volerlo lo hanno aiutato a riscoprire qualcosa che si stava nascondendo nella sua testa ed è anche una maniera per portare sempre con sé le tante storie che lo hanno ispirato. Nell'estate del 2015 viaggia per quasi un mese per l'Europa con Michele, il percussionista della band, suonando per strada e fotografando sensazioni uniche. Tornato in Italia, comincia la registrazione del suo primo EP ed ha subito una grande possibilità: aprire una data del tour di Fabrizio Moro. Termina le registrazioni a Febbraio 2016, un lavoro svolto in diversi mesi a causa degli impegni universitari. L'EP è intitolato "Lucciole", e questo nome viene fuori da un ricordo di quando era bambino. In una notte d'estate, suo padre gli racconta che le lucciole si possono vedere solo dove l'aria è pulita; per questo motivo, la speranza è che ognuna delle cinque tracce del mini disco sia una lucciola, che vada in giro a cercare posti belli dove suonare ed orecchie attente da cui farsi ascoltare.