Descrizione

Nove canzoni, per molti meno stati d’animo, uno o due al massimo.
Verrebbe da dire ansia e amore, a esser onesti, se solo non suonassero così melensi e telefonati messi uno a fianco all’altro.
Ma tant’è.
Se questo disco avesse un’odore, sarebbe quello dei bar di Vanchiglia e dei club di Sansalvario (quartieri Torinesi, ndr), dove il tempo passa veloce, senza che importi ad nessuno, e gli eccessi, banali e canonizzati, fiaccano i muscoli.
Se avesse un battito cardiaco, andrebbe in sync con quello di chi cerca la Corsica dal limite estremo della Riviera di Ponente, dove l’Italia diventa Francia, dove son stati scritti i primi testi e sotterrati i ricordi più importanti.
Stare Bravi sottintende un “noi dobbiamo”, e un “non riusciamo a”, che sono in definitiva la somma dei capricci di ragazzi che cedono troppo spesso al fascino irresistibile del fare la cosa sbagliata al momento giusto.
Poi si può sempre far finta di niente, far spallucce, con la consapevolezza che sorridendo passa tutto.
Non è richiesta sincerità nel sorriso, chi mai potrebbe chiedere tanto, ma almeno elegante consapevolezza.
In Stare Bravi c’è il peso delle occhiaie, la nostalgia per l’amore donato, ricevuto e mai capito, e il desiderio frenetico per le cose che ci si è appena lasciati sfuggire di mano.

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